Il Monferrato regala sfumature che non t’aspetti. Oltre al rosso dei suoi pregiati vini e al bianco – o nero – dei suoi preziosi tartufi, a inizio estate – e fino a fine luglio – questa regione di eccellenze nel sudest del Piemonte si tinge di viola. Complice la fioritura dei campi di lavanda, pianta dalle mille proprietà che qui viene coltivata e trasformata con perizia artigianale in oli essenziali, prodotti di bellezza e delizie gourmet, così da coccolare tutti e cinque i sensi. E per alternare alle escursioni bucoliche un inedito city break, basta fare base ad Alessandria, città tutta da scoprire.

Drink, e non solo, tra i campi

Campi di lavanda in fiore
Archivio Alexala – Photo by Gianluca Grassano

Prima tappa a meno di 10 chilometri dal centro di Alessandria nell’azienda agricola Chicche di Lavanda. È il regno di Federica che coltiva la benefica pianta dai fiori viola per distillarla in olio essenziale e in una linea di cosmetici bio. Una visita qui consente di passeggiare tra i campi in fiore, ingresso gratuito, e partecipare ad attività come la “Giornata del benessere sensoriale” che si raggiunge grazie a percorsi di meditazione nella natura. Gran finale: il tramonto sui campi fioriti si ammira sorseggiando un cocktail, alla lavanda ovviamente.

I segreti della lavanda

Spingendosi una ventina di chilometri più a ovest, ecco l’azienda Lavanda del Cascinotto, il cui campo disegna un tappeto viola fino all’orizzonte. Ce ne parla Silvana che ha creato questa bella realtà con il compagno Sergio: «La nostra coltivazione inizia nel 2014. Siamo tornati dalla Provenza con 200 piantine; oggi ne abbiamo 15 mila, di cinque varietà diverse. Seguiamo il metodo della coltivazione biologica». La raccolta «coincide con l’allontanamento delle le api dal campo», nella tenuta abitano e svolazzano un milione circa di api, «ovvero quando il fiore ha raggiunto la massima fioritura ed è il momento del picco balsamico.

Durante la raccolta manuale si formano dei mazzetti che vengono appesi nell’essiccatoio dove vengono lasciati per tre settimane, per poi essere sgranati e setacciati, sempre a mano. Segue la distillazione in corrente di vapore, metodo che preserva al meglio le proprietà della lavanda». Risultato: dai sacchetti profumati al miele, fino ai cosmetici certificati bio. Si comprano al campo, aperto al pubblico e tutto da vivere, visto che qui organizzano, oltre alle visite guidate, sessioni di yoga, meditazione, laboratori per la realizzazione di candele e corsi di fotografia.

Alessandria in tre mosse

Scegliere dove fare base in città è semplice: Alli Due Buoi Rossi, l’hotel più antico di Alessandria – è stato fondato nel Settecento – dove hanno dormito da Sandro Pertini a Tyrone Power con la moglie Linda Christian. In tutto, 48 camere, più la suite Gorbaciova, chiamata così perché ha ospitato Mihail Gorbacëv e signora, sempre a proposito di ospiti vip. Alli Due Buoi Rossi ha anche il ristorante, ma vale la pena spingersi appena fuori dal centro nella frazione di Spinetta Marengo per assaggiare i piatti di Federica Lopopolo, chef di Casa Flò. Che fa incontrare con stile i sapori del Piemonte con quelli della Puglia, sua regione di origine.

Museo Borsalino
© Borsalino Museum

Proprio a Spinetta Marengo si compie la produzione dei cappelli più famosi al mondo, i Borsalino. Il mito inizia nel 1857, quando Giuseppe Borsalino crea ad Alessandria un piccolo cappellificio. Destinato a diventare una star del cinema: da Humphrey Bogart in Casablanca ai Blues Brothers, passando per Indiana Jones, tutti se ne sono messi uno in testa un Borsalino. L’edificio di Alessandria che un tempo ospitava la manifattura, Palazzo Borsalino, dal 2023 è la sede del Museo Borsalino, che consente un viaggio non solo nella storia del marchio, ma del cappello stesso. In esposizione, oltre 2000 copricapi, fedora e panama compresi.