«Seconda stella a destra, poi dritto fino al mattino» dice Peter Pan indicando a Wendy la strada per l’Isola che non c’è. Ma all’estremo sud della Toscana, esiste un luogo che sembra uscito dalla stessa rotta immaginaria. Ancorato alla terraferma solo dai tomboli della Giannella e della Feniglia, due sottili lingue di sabbia modellate nei secoli dai fiumi e dal mare, l’Argentario conserva l’anima di un’isola antica, perfetta per i viaggiatori in cerca di suggestioni.

Qui non si capita per caso, ma si sceglie di arrivare. A due ore da Roma, la strada panoramica che circumnaviga l’arcipelago, tra Porto Ercole e Porto Santo Stefano, a ogni curva regala scorci che invitano a rallentare: spiagge e calette, torri e fortezze, grotte, boschi, vigneti e uliveti sospesi sul mare. E di fronte, come sentinelle nel blu, affiorano l’Isola del Giglio e Giannutri. Un paesaggio che accende l’immaginazione e fa ritrovare i “pensieri felici”, proprio come ne Le Avventure di Peter Pan scritte da J. M. Barrie.

Porto Santo Stefano, la dolce vita toscana

Il viaggio prende il via da Porto Santo Stefano, il centro più vivace, ricco di fascino marinaro. La sua lunga storia affonda le radici nell’antichità romana, passando per le incursioni piratesche del XV e XVI secolo, fino al dominio spagnolo, quando furono costruite le numerose torri d’avvistamento che punteggiano il litorale. Come uno stadio naturale, il borgo si apre sul mar Tirreno e la vista spazia fino a Talamone e al parco naturale dell’Uccellina.

Qui, il tempo rallenta. Senza fretta, si sale alla Fortezza Spagnola per scoprire i reperti archeologici emersi dai fondali dell’Argentario e conoscere i segreti dei maestri d’ascia, custodi dell’antica arte della carpenteria navale. Quando la voce del mare chiama, la discesa più suggestiva è lungo Via dei Tonni, una via strettissima che si fa spazio tra le case e le profumate cascate di bouganville, per raggiungere il Piazzale dei Rioni.

Il Palio marinaro dell’Argentario

Il cuore di Porto Santo Stefano, ogni Ferragosto, è il traguardo del Palio Marinaro dell’Argentario: dal 1937, i quattro rioni del paese (Croce, Fortezza, Pilarella e Valle) si sfidano a colpi di remi nella regata che accende il tifo dei santostefanesi. Approdati sul lungomare, anche per i meno golosi è impossibile resistere alle dolci sirene della gelateria Pozioni di Neve – le sue palline artigianali, naturali e gluten free sono attimi di felicità – e del Panificio Alocci: dal 1954, la torta di ricotta e gocce di cioccolato è imbattibile.

Arte e artigianato a Porto Santo Stefano

L’artista Janet Busonero nello studio JB Art a Porto Santo Stefano\Foto Monica Vinella.

Ma Porto Santo Stefano è anche arte e artigianato, soprattutto al femminile. Sono fatti a mano i gioielli in pietre e argento e gli abiti e accessori in puro cotone firmati Alessandra Carotti, un tuffo tra stampe marine e colori che evocano l’estate (stoneageitaly.com). E in un vicolo più nascosto, lo studio JB Art espone le opere di Janet Busonero, un’artista nata a Stratford-upon-Avon, la città di Shakespeare: dopo aver compiuto tre volte il giro del mondo come chef di bordo sugli yacht, ha scelto di gettare l’ancora qui e trasferire su tela la sua passione per i viaggi e la natura dell’Argentario.

Porto Ercole, per terra e per mare

Dalla spettacolare strada panoramica che percorre la costa dell’Argentario dal versante di Porto Santo Stefano, si hanno incantevoli scorci su spiagge e calette\Foto Monica Vinella.

La strada panoramica tra Porto Santo Stefano e Porto Ercole è un susseguirsi di curve e meraviglie. A ogni svolta, il paesaggio si apre e rivela piccoli tesori nascosti: torri antiche, fortificazioni, grotte e luoghi di fede emergono dalla macchia mediterranea. Come il convento dei Frati Passionisti che, fondato nel 1737 da San Paolo della Croce, appare quasi all’improvviso immerso nel verde. Poco più avanti, ai Bagni di Domiziano, il mare restituisce i resti sommersi di un’antica villa romana, ancora visibili tra i riflessi dell’acqua.

Tra chiese, palazzi e piazzette

Scorcio di Porto Ercole, visibile durante dal percorso Caravaggio\Foto Monica Vinella.

È solo un assaggio della bellezza che attende a Porto Ercole. Qui, dalla Porta Senese si accede al vecchio paese tra palazzi e portali, chiese e piazzette disposti a grappolo all’ombra della Rocca. Da lassù, il panorama mozza il fiato: la fortezza di Santa Caterina, Forte Filippo e il porto turistico di Cala Galera sembrano così vicini da poterli quasi toccare.

La marina di Porto Ercole

E proprio dalla marina di Porto Ercole, si salpa a bordo degli eleganti yatch in stile rétro di Power Boats Charter (powerboatscharter.it) per esplorare, a metà tra whale e vip watching (qui, tra i molti personaggi famosi (hanno casa Renato Zero ed Harry Styles), gli spot marini più iconici dell’Argentario. Le Cannelle, Cala dei Santi, Cala Piccola, Cala del Gesso, L’Isola Rossa, la Grotta Azzurra, Cala Moresca e molte altre cale e spiagge del promontorio, sono il set ideale per apparecchiare un happy hour al tramonto o fare un tuffo sotto il cielo stellato.

In bici lungo la Duna Feniglia

La Pineta della Feniglia, nella Riserva Naturale che separa la laguna di Orbetello dal mar Tirreno, è ideale da girare in bici\Foto Monica Vinella.

Con la bici, invece, è bello pedalare – all’ombra dei pini marittimi – lungo i sei chilometri di Duna Feniglia, la riserva naturale che separa la laguna di Orbetello dal mar Tirreno. Profumo di resina, dune di sabbia dorata e capanni di legno per il birdwatching dove osservare fenicotteri rosa, aironi cenerini, garzette e falchi di palude. E se improvvisamente si alza il vento e il tempo fa i capricci, non c’è nulla di strano: dopotutto, prima della formazione dei tomboli, l’Argentario era pur sempre un’isola. Che non c’è.

Carnet

La sala da pranzo de La Roqqa Luxury Boutique Hotel & Beach Club di Porto Ercole\Foto Monica Vinella

COME ARRIVARE
Gli aeroporti più vicini all’Argentario sono Roma Fiumicino e Ciampino o Pisa, a circa due ore di auto da Porto Santo Stefano. In treno, la stazione di riferimento è Orbetello-Monte Argentario (sulla linea Pisa- Roma), collegata a Porto Santo Stefano e a Porto Ercole dagli autobus locali dell’azienda di trasporti Tiemme (tiemmespa.it).

DOVE DORMIREA Porto Santo Stefano, l’Argentario Bike & Boat è l’ideale per una vacanza active, con noleggio di bici, e-bike e gite in barca. Le camere sono essenziali e luminose e la ricca colazione è con prodotti a km zero (doppia da 89 euro, bbargentariohotel.it). L’hotel La Roqqa offre un tuffo nel lusso discreto dell’Argentario, con una vista unica sulla baia di Porto Ercole, arredi dai colori naturali che ben si integrano con il paesaggio e un design cosmopolita che mixa pezzi artigianali a quelli iconici degli anni ’60 e ’70 (doppia da 595 euro, laroqqa.com).

DOVE MANGIARE

Gli antipasti del ristorante Molo 26\Foto Monica Vinella.

La migliore cucina di pesce di Porto Santo Stefano si gusta, rigorosamente vista mare, al ristorante Molo 26 dello chef Graziano Ballerano (molo26.it) oppure al ristorante Il Turchese, dove un tocco di creatività ai fornelli non manca mai (tel. 0564649085). Tra i piatti tipici, il caldaro è la tradizionale zuppa di pesce preparata dai pescatori dell’Argentario. Più informale, il MeduSa Porto Ercole, bar con un piccolo dehor, ideale per un pranzo leggero con il gustoso club sandwich di mela, noci, tacchino, maionese e senape.

INFORMAZIONI
argentarioturismo.it.