L’estate è la stagione delle piscine. Quelle degli hotel con il bordo a sfioro, che prosegue idealmente verso il paesaggio, quelle dei resort circondate da lettini e ombrelloni e quelle pubbliche, dove il caldo porta inevitabilmente a condividere pochi metri d’acqua con molte altre persone.
Le piscine artificiali hanno forme, temperature e servizi pensati per rendere il bagno il più confortevole possibile, ma esiste anche un’alternativa decisamente più selvaggia. Sono le piscine naturali, create dall’azione dell’acqua e della roccia, alimentate da sorgenti termali oppure direttamente dal mare e spesso immerse in scenari verdi o vulcanici. Alcune sono perfettamente attrezzate, altre conservano un carattere molto più incontaminato.
Kawasan Falls, Filippine
Sull’isola di Cebu, nelle Filippine, le Kawasan Falls sono una delle attrazioni naturali più conosciute dell’isola. Il corso d’acqua forma una successione di cascate e piscine immerse nella vegetazione tropicale, con l’acqua caratterizzata dalle tipiche sfumature turchesi.
Il sito è noto soprattutto per il canyoneering, un’attività che permette di seguire il percorso del torrente tra salti, rocce e vasche naturali. È una destinazione adatta a chi cerca un’esperienza più attiva rispetto al semplice bagno.
Cascate del Mulino, Saturnia
In Toscana, nella Maremma, le Cascate del Mulino di Saturnia sono tra le piscine termali naturali più conosciute d’Italia. L’acqua sgorga dalla sorgente e scorre attraverso una serie di vasche calcaree, immerse nel paesaggio della campagna maremmana.
La temperatura dell’acqua alla sorgente è intorno ai 37,5 gradi, e le vasche naturali sono accessibili gratuitamente. Il caratteristico colore chiaro della pietra e il vapore che si forma nelle giornate più fresche rendono il luogo riconoscibile anche nelle fotografie.
Bagni San Filippo, Toscana
Sempre in Toscana, nel territorio di Castiglione d’Orcia, le acque termali di Bagni San Filippo hanno modellato nel bosco un paesaggio fatto di depositi calcarei, cascate e piccole piscine. Il punto più riconoscibile è la cosiddetta Balena Bianca, una grande formazione di calcare bianco generata dai depositi delle acque termali.
Il percorso attraverso la vegetazione conduce alle aree dove è possibile immergersi nelle acque calde, in un contesto molto diverso da quello dei centri termali tradizionali.
Grotta della Poesia, Puglia
A Roca Vecchia, nel Salento, la Grotta della Poesia è una cavità naturale collegata al mare che forma uno dei paesaggi più particolari della costa pugliese. La Grotta Grande ha una forma quasi circolare e acque trasparenti, mentre il complesso comprende anche una cavità più piccola.
Il luogo ha inoltre un’importante storia archeologica, con tracce di frequentazione risalenti all’età del Bronzo. Oggi il bagno nella Grotta della Poesia è vietato per proteggere il sito.
Pamukkale, Turchia
In Turchia c’è Pamukkale, dove è ambientata la dizi Racconto di una notte, che offre uno degli esempi più spettacolari di come l’acqua possa trasformare un paesaggio. Le sorgenti termali ricche di calcite hanno creato nel corso dei secoli terrazze di travertino bianco, cascate pietrificate e bacini disposti lungo il fianco della collina.
Il sito, che comprende anche l’antica città di Hierapolis, è Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1988. Non tutte le terrazze sono accessibili ai visitatori, perché la protezione delle formazioni calcaree impone precise limitazioni.
Grutas de Tolantongo, Messico
Nello stato messicano di Hidalgo, le Grutas de Tolantongo raccolgono sorgenti termali, piscine e corsi d’acqua in una valle circondata dalle montagne. Le vasche terrazzate sono alimentate dall’acqua termale e si affacciano sul paesaggio roccioso del canyon.
Il complesso è una destinazione turistica organizzata e non una zona completamente selvaggia, ma conserva un forte legame con il paesaggio naturale circostante. Le temperature dell’acqua sono piacevoli anche quando l’aria è più fresca, rendendo il luogo particolarmente apprezzato per il bagno e il relax.
Cenote Ik Kil, Messico
Nello Yucatán, i cenote sono cavità naturali create dal collasso della roccia calcarea, all’interno delle quali si raccolgono le acque sotterranee. Ik Kil è uno dei più scenografici: la cavità è aperta verso il cielo e circondata da una vegetazione molto rigogliosa, mentre lunghe radici e liane scendono lungo le pareti.
Il cenote è attrezzato per la balneazione e rappresenta una delle immagini più note del paesaggio acquatico dello Yucatán. La sua origine è legata al vasto sistema di acque sotterranee che caratterizza la penisola.
Kuang Si Falls, Laos
Nel Laos, a circa 30 chilometri da Luang Prabang, le Kuang Si Falls formano una successione di cascate e piscine naturali circondate dalla foresta. L’acqua attraversa depositi calcarei che contribuiscono alla caratteristica tonalità turchese delle vasche.
Il percorso permette di osservare diversi livelli della cascata e alcune delle piscine sono utilizzate per fare il bagno. La presenza della vegetazione tropicale e delle rocce ricoperte di muschio rende il paesaggio particolarmente diverso dalle classiche piscine naturali costiere.
To Sua Ocean Trench, Samoa
Nell’isola di Upolu, alle Samoa, To Sua Ocean Trench è una grande cavità naturale collegata all’oceano. L’acqua marina riempie il bacino attraverso il sistema di rocce vulcaniche e il sito è circondato da una vegetazione tropicale molto fitta.
Per raggiungere l’acqua si scende all’interno della cavità attraverso una scala, mentre il bagno avviene in uno spazio completamente modellato dalla natura. Il nome To Sua significa letteralmente “grande buco” e descrive bene la particolare conformazione della piscina naturale.
Giola, Grecia
Sull’isola greca di Thassos, Giola è una piscina naturale scavata nella roccia lungo la costa. La laguna è alimentata direttamente dal mare, che entra nella vasca attraverso l’apertura naturale nella parete rocciosa.
La piscina misura circa 20 metri per 15 e raggiunge una profondità di circa 3 metri. Il contrasto tra l’acqua dell’Egeo e la pietra chiara rende Giola uno dei luoghi più fotografati dell’isola.
Devil’s Pool, Zambia
Al confine tra Zambia e Zimbabwe, sul bordo delle Cascate Vittoria, si trova la Devil’s Pool, una piscina naturale ricavata nella roccia proprio vicino al salto principale delle cascate. L’accesso è possibile soltanto in determinate condizioni stagionali e con guide autorizzate, quando il livello dell’acqua consente di raggiungere la zona in relativa sicurezza.
La posizione sul margine della cascata è naturalmente spettacolare, ma rende questa esperienza molto diversa da una normale giornata in piscina.
Hamilton Pool, Texas
A pochi chilometri da Austin, in Texas, Hamilton Pool è una piscina naturale all’interno di una grande cavità rocciosa. Una cascata scende dalla parete superiore e alimenta il bacino, circondato dalla vegetazione della riserva naturale.
Il sito è tutelato dal 1990 e l’accesso è regolamentato per proteggere un ecosistema particolarmente delicato. Anche la possibilità di fare il bagno può essere limitata in base alle condizioni dell’acqua, per cui è necessario verificare le disposizioni prima della visita.
Fairy Pools, Scozia
Sull’isola di Skye, nelle Highlands scozzesi, le Fairy Pools sono una serie di piccole vasche e cascate formate dal corso del fiume Brittle. Le acque limpide attraversano rocce scure ai piedi delle montagne dei Cuillin, creando una sequenza di piscine naturali collegate tra loro.
Il paesaggio è molto diverso da quello delle destinazioni tropicali: qui il fascino dipende soprattutto dalla combinazione tra acqua trasparente, rocce, brughiere e montagne. La popolarità del luogo ha reso necessario intervenire anche sulla gestione dell’accesso e dell’afflusso turistico.
Piscine naturali di Porto Moniz, Madeira
Sulla costa settentrionale di Madeira, le piscine naturali di Porto Moniz sono state create dalla solidificazione delle colate laviche e vengono costantemente rifornite dall’acqua dell’Atlantico. La loro conformazione permette al mare di entrare naturalmente nelle vasche, creando zone protette dove fare il bagno.
Qui la natura è accompagnata da servizi e infrastrutture, tra cui spogliatoi, area solarium e assistenza durante la stagione balneare.
Hrunalaug, Islanda
L’Islanda è una delle mete da mettere in lista questo inverno, anche per poter ammirare le sorgenti geotermiche che fanno parte del paesaggio. Alcune hanno dato origine a piccole aree balneabili immerse nella natura, come Hrunalaug, nei pressi di Flúðir: una sorgente termale conosciuta per le sue acque calde e per il contesto rurale in cui si trova.
La vasca è piccola e il luogo ha un carattere molto più essenziale rispetto alle grandi strutture termali islandesi. È proprio questa dimensione raccolta a renderla interessante per chi cerca un’esperienza legata alle acque geotermiche senza l’atmosfera di un moderno centro benessere.