C’è chi si toglie le scarpe, chi parla a voce troppo alta, chi pretende di alzarsi mentre il segnale delle cinture è ancora acceso. Scene comuni, che però in Francia non saranno più tollerate. Il governo ha appena approvato una legge che introduce multe fino a 20mila euro per i passeggeri maleducati e, nei casi più gravi, il divieto di volare per quattro anni.

Una stretta che nasce da un problema concreto: negli ultimi anni, in Europa, si registrano centinaia di episodi mensili legati a passeggeri che disturbano l’equipaggio o violano le norme di sicurezza. Dal semplice rifiuto di spegnere il telefono fino alle liti e agli atteggiamenti aggressivi, il fenomeno è in crescita.

Cosa prevede il nuovo decreto

Le sanzioni partono da 10mila euro per la prima infrazione e arrivano a 20mila in caso di recidiva. Ma non si tratta solo di multe: i trasgressori potranno essere esclusi dai voli di compagnie francesi per un periodo fino a quattro anni. Le violazioni riguardano l’uso di dispositivi elettronici vietati, l’ostacolo al lavoro dell’equipaggio e il rifiuto di rispettare le istruzioni durante il volo.

Il decreto introduce anche una banca dati nazionale dei passeggeri problematici, a cui potranno accedere le compagnie aeree francesi per segnalare i casi più gravi. A queste sanzioni amministrative si sommano le norme già previste dal Codice penale francese, che nei casi estremi – come le aggressioni o le minacce – prevedono fino a cinque anni di carcere e 75mila euro di multa.

Perché la sicurezza a bordo è una priorità non negoziabile

Il ministro dei Trasporti, Philippe Tabarot, ha spiegato che la sicurezza in volo «non è negoziabile». Ogni episodio di disturbo rappresenta un rischio concreto perché può distrarre o ostacolare il personale di bordo nelle fasi più delicate del viaggio. Con il nuovo decreto, il governo francese vuole dare strumenti più rapidi per intervenire e, allo stesso tempo, mandare un messaggio chiaro: certi comportamenti non saranno più tollerati. Dietro la severità, c’è un obiettivo preciso: tutelare la serenità e la sicurezza di tutti i passeggeri, anche in un periodo in cui volare è tornato ad essere un’abitudine diffusa e accessibile.

L’Europa verso la tolleranza zero

La stretta francese non è un caso isolato. In diversi Paesi europei si discute da tempo di introdurre misure simili, in risposta a episodi che hanno messo in difficoltà gli equipaggi e creato ritardi o deviazioni di rotta.

All’inizio del 2024, ad esempio, Ryanair ha intentato un’azione legale contro un passeggero che aveva costretto un volo da Dublino a Lanzarote ad atterrare a Porto. L’incidente ha provocato una notte di ritardo per 160 persone e costi aggiuntivi per l’assistenza. Il messaggio, insomma, è lo stesso che arriva da Parigi: chi vola deve farlo con responsabilità, perché il comportamento di una sola persona può mettere a rischio la sicurezza di tutti.