«Time Out» ha stilato la sua classifica annuale delle migliori città del mondo per la vita notturna, intervistando migliaia di residenti e selezionando i luoghi più vivaci e iconici. Il risultato è una top 10 che attraversa i continenti, fra club leggendari, cocktail bar e feste all’aperto che sfidano l’alba. Nella lista spiccano tre città europee: Madrid, Parigi e Berlino. La capitale spagnola, in particolare, si piazza al secondo posto assoluto alle spalle di Las Vegas.
Vita notturna, la classifica di «Time Out»
Per il 2025, «Time Out» ha condotto un ampio sondaggio globale, chiedendo a migliaia di residenti di valutare la qualità e l’accessibilità della vita notturna nella loro città: club, bar, pub, eventi e persino la vitalità della vita di strada. Dopo aver escluso le destinazioni con punteggi più bassi e mantenuto solo la città migliore per ogni Paese, una giuria di esperti — composta da redattori, giornalisti di arte e cultura e conoscitori della nightlife — ha espresso le proprie preferenze. Il risultato è una classifica che non premia solo la quantità di locali, ma l’esperienza complessiva: energia, varietà, atmosfera e spirito comunitario.
Las Vegas, il regno del divertimento sfrenato
A Las Vegas la notte è uno spettacolo senza fine. Qui si passa dai mega club nei resort, con DJ internazionali che infiammano le piste a cocktail bar creativi nel vivace Arts District, come Stray Pirate e Nocturno. La città è famosa anche per i suoi speakeasy nascosti e per eventi epici come l’Electric Daisy Carnival (maggio). Con l’88% dei residenti che definisce la nightlife “fantastica”, Vegas si conferma la meta definitiva per chi cerca eccesso e meraviglia.
Madrid, la capitale europea della vita notturna
Madrid conquista il secondo posto mondiale e il titolo di città europea con la migliore vita notturna. Qui la festa è parte dell’identità cittadina. Dai club iconici citati da «Time Out» come Fabrik e Ochoymedio, che da decenni dettano il ritmo del weekend, ai nuovi format creativi di Edgar Kerri e Laura Vandall (Club Malasaña, El Internacional, Lucky Dragon), la scena è in continua evoluzione. La Gran Vía e i suoi dintorni ospitano locali per ogni gusto: dal Lula al Fitz. La comunità LGBTQ+ trova spazi storici come Rick’s.
La capitale spagnola è anche rinomata per l’arte della mixology: dal Salmon Guru al Santos y Desamparados, fino al Devil’s Cut di Shingo Gokan. E poi c’è la tendenza delle cene-spettacolo, alimentata dalla cultura latinoamericana: ristoranti come Pabblo, Rhudo e Jimmy’s trasformano la cena in un preludio alla pista da ballo. A Madrid, uscire significa sapere a che ora si inizia, ma non a che ora si torna.
Parigi, eleganza e inclusività
Terza in classifica, Parigi vive una nuova età dell’oro notturna. Oltre alla techno, la scena si arricchisce di feste queer e inclusive come La Créole e Le Bunker, con sonorità che spaziano dall’afrobeat alla dancehall. Il nord-est parigino concentra club iconici come La Station e Glazart, pronti a maratone di ballo di 48 ore. Costosa? Sì, ma per molti vale ogni euro.
Berlino, l’anima techno che resiste
Quinta in classifica, Berlino continua a essere una leggenda della notte, nonostante la chiusura di alcuni club storici. La techno, patrimonio UNESCO, domina all’RSO.Berlin e nei rave del Sisyphos, mentre spazi come lo SchwuZ tengono viva la scena queer. E quando c’è il Christopher Street Day o il Rave the Planet, la città intera diventa una pista da ballo a cielo aperto.
Vita notturna, le città selezionate da «Time Out»
- Las Vegas
- Madrid
- Parigi
- Shanghai
- Berlino
- Melbourne
- Brighton
- Città del Messico
- Dubai
- Mumbai