La favola che fa addormentare i bambini

Credits: Corbis
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Sappiamo bene quanto sia importante leggere le favole ai bambini ogni sera, come rituale della buonanotte. Si tratta di un'abitudine dolcissima, in grado di rafforzare il legame genitore-figli, nonché di migliorare lo sviluppo neurolinguistico dei bambini.

Sappiamo anche quanto sia difficile far addormentare alcune tipologie di bambino, i "refrattari del sonno". Si tratta di quella categoria di bimbi che fanno fatica a cedere al sonno, portando i genitori a una situazione quasi esasperante. In questi casi, leggere una favola è sempre una buona idea ed è anche una delle numerose strade intraprese da mamme e papà insonni, con l'animo da "viaggio della speranza".

Qui vi presentiamo una favola che è molto più di una storia per bambini, oltre che essere diventata ormai un vero e proprio caso letterario. Si tratta del racconto "Il coniglio che voleva addormentarsi - Il nuovo modo di far addormentare i bambini" (ed. Mondadori) scritto da Carl-Johan Forssén Ehrlin, specialista in neurolinguistica.

Questa particolarissima fiaba promette di far addormentare anche i bambini più "difficili", se non addirittura l'adulto-insonne che fatica a cadere tra le braccia di Morfeo.

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Una favola che riesce ad addormentare anche i bambini più restii. Un sogno? Pare proprio di no. Tutto inizia da un coniglietto stanco e dall'idea geniale di uno specialista in neurolinguistica

 

"Il coniglio che voleva addormentarsi" (Ed. Mondadori) è molto di più di una semplice favola per bambini. Infatti Carl-Johan Forssén Ehrlin, l'autore, esorta a non leggere la fiaba se ci si deve mettere alla guida o si è in presenza di qualcuno che sta guidando... Questa avvertenza rende più reale e meno utopistico il risultato auspicato, ovvero che anche il bambino più restìo al sonno possa imparare ad addormentarsi. E a farlo anche piuttosto in fretta. Questa fiaba richiede attenzione, va infatti letta seguendo alla perfezione le istruzioni dell'autore, specialista in neurolinguistica, riguardo al tono della voce e alla ripetizione di alcune parole-chiave di importanza fondamentale. Non stupitevi se vi sembrerà una storia un po' strana: ciò che conta è il risultato e pare proprio che sia sorprendente.

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