Solo nel nostro Paese, sono 6 milioni le persone obese: circa il 12% della popolazione, secondo dati ISTAT. Una vera e propria emergenza, che ha reso necessaria una presa di posizione. Con l’approvazione in via definitiva in Senato del testo di legge già passato alla Camera, l’Italia è il primo Paese la mondo a riconoscere l’obesità come malattia «progressiva e recidivante».
La nuova legge
Il Ddl, contenuto nell’Atto della Camera dei Deputati n.741 della XIX Legislatura del 28 dicembre 2022 riguardante Disposizioni per la prevenzione e la cura dell’obesità, è stato promosso e firmato in prima persona dall’On. Roberto Pella, Capogruppo di Forza Italia in Commissione Bilancio e Presidente dell’Intergruppo Parlamentare Obesità, diabete e malattie croniche non trasmissibili. È composto da 6 articoli che tracciano i punti cardine della lotta all’obesità: prevenzione, cura e sensibilizzazione sociale.
Articolo 1
L’articolo 1 definisce l’obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante e garantisce la tutela della salute e il miglioramento delle condizioni di vita delle persone che ne soffrono.
Articolo 2
Con l’articolo 2 si stabilisce che chi soffre di obesità possa accedere alle prestazioni dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) erogati dal Servizio Sanitario Nazionale.
Articolo 3
Nell’articolo 3 viene autorizzata la spesa di 700mila euro per l’anno 2025, di 800mila euro per l’anno 2026 e di 1,2 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2027, al fine di finanziare un programma nazionale volto alla prevenzione e la cura dell’obesità.
Articolo 4
L’articolo 4 stabilisce l’istituzione di un percorso di formazione specifica per i professionisti sanitari con piani mirati per medici e pediatri. Un passaggio cruciale per diagnosi precoci e per l’elaborazione di percorsi terapeutici. Stabilisce inoltre l’istituzione dell’Osservatorio per lo studio dell’obesità, cui sono attribuiti compiti di monitoraggio, studio e diffusione degli stili di vita della popolazione italiana.
Articolo 5
Con l’articolo 5 viene affidato al ministero della Salute il compito di individuare, promuovere e coordinare azioni di informazione, sensibilizzazione e di educazione rivolte alla popolazione. Lo scopo è quello di sviluppare la conoscenza di uno stile di alimentazione e nutrizione corretto. Si vuole inoltre favorire la pratica dell’attività fisica e la lotta contro la sedentarietà, coinvolgendo amministrazioni locali, scuole, farmacie, medici generici, pediatri e reti socio-sanitarie di prossimità.
Articolo 6
Nell’articolo 6 vengono stabilite le disposizioni finanziarie.
Cura e prevenzione
Il ministro Salute Orazio Schillaci ha definito l’approvazione della legge contro l’obesità «un segno di civiltà che ancora una volta l’Italia dà nel campo della salute pubblica». Ha sottolineato come l’obesità sia un fattore di rischio per molte patologie cronico-degenerative, metaboliche e oncologiche, e ha concluso: «Guarderemo con attenzione alla prevenzione in questo ambito e anche alla formazione specifica per combattere questo tipo di patologia».
Una svolta storica
Con l’approvazione della legge sull’obesità, la prima a livello mondiale, l’Italia scrive un pezzo di storia. «Pur trattandosi di un momento storico, per noi non rappresenta un traguardo, ma l’inizio di un percorso» sottolinea Iris Zani, presidente Associazione Amici Obesi. «È ora necessario che le istituzioni competenti si attivino con urgenza per garantire ai pazienti tutele reali e percorsi di cura adeguati. In particolare» aggiunge. L’auspicio è che ora si passi ai fatti concreti, infatti ricorda: «Ogni giorno senza interventi concreti è un giorno in cui migliaia di cittadini restano privi di risposte, cure e dignità».
Un nuovo modello di assistenza
L’approvazione della legge sull’obesità influenzerà positivamente le future politiche sanitarie, la ricerca medica e il ruolo della farmacia come punto nevralgico della prevenzione e dell’assistenza territoriale. Ma da sola non basta. «Attendiamo l’approvazione e l’attuazione del Piano Nazionale Cronicità, per vederne l’efficacia sulla presa in carico delle persone con obesità e, ancor di più, attendiamo l’aggiornamento dei LEA – Livelli essenziali di assistenza- con l’inclusione di prestazioni per la diagnosi, la presa in carico e il trattamento dei pazienti con obesità» sottolinea Zani.
Un cambiamento concreto
L’approvazione della legge segna un punto di svolta nella sanità italiana, ma rappresenta soprattutto una speranza concreta per milioni di cittadini. Per una famiglia significa poter contare su percorsi di prevenzione e diagnosi precoce per i figli; per i giovani vuol dire avere accesso a programmi di sensibilizzazione che promuovano corretti stili di vita e attività fisica; per chi già convive con l’obesità l’accesso a prestazioni sanitarie dedicate. Riconoscere l’obesità come malattia cronica è un messaggio di rispetto, inclusione e dignità verso chi ogni giorno combatte questa condizione. La sfida sarà quella di passare dalle parole ai fatti, affinché scuole, famiglie, professionisti e istituzioni lavorino insieme per trasformare questo provvedimento in un cambiamento reale e duraturo nella vita delle persone.