Bufera sul colosso asiatico dell’e-commerce Shein: l’accusa è aver messo in vendita online bambole sessuali di natura pedopornografica. La segnalazione è giunta sabato 1° novembre dalla Direzione generale francese per la politica della concorrenza, gli affari dei consumatori e la lotta contro le frodi (DGCCRF) secondo cui «il sito di e-commerce Shein vendeva bambole sessuali dall’aspetto infantile», e «la loro descrizione e categorizzazione sul sito lasciano pochi dubbi sulla natura pedopornografica del contenuto».
Shein ha affermato di aver rimosso questo articolo – una bambola gonfiabile raffigurante una bambina che tiene in mano un orsacchiotto – e di aver fatto partire un’indagine interna. Un’altra pagina vergognosa di una piaga, la pedopornografia, che purtroppo si sta diffondendo a livello globale a causa degli scarsi metodi di filtraggio, alle attività criminali sul dark web e, di recente, dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte delle reti di pedofili.
La bambola pedopornografica commercializzata su Shein
Un’inchiesta di Le Parisien ha pubblicato sul proprio sito l’immagine dell’articolo incriminato: una bambola gonfiabile lunga 80 centimetri raffigurante una bambina, un orsacchiotto in mano e una descrizione di natura esplicitamente sessuale. «La pubblicità – scrive il quotidiano francese – è agghiacciante. Una bambola con le fattezze e il corpo di una bambina. Tra le sue braccia, un orsacchiotto di peluche. Accanto, questa sordida descrizione: ‘bambola del sesso (…) giocattolo per la masturbazione maschile (…) Il tutto per 186,94 euro’». «Ci sono persino commenti di acquirenti. Immaginate che un bambino che naviga sul sito alla ricerca di una bambola, per caso, possa imbattersi in questi prodotti», ha denunciato Alice Vilcot-Dutarte, portavoce della DGCCRF, citata dal quotidiano.
L’agenzia francese ha inoltre evidenziato l’assenza di «misure di filtraggio» efficaci che impediscano ai minori di accedere a contenuti di tipo sessuale, anche se relativi a bambole dall’aspetto adulto.
La segnalazione alla Procura di Parigi
L’episodio è stato comunicato «immediatamente» alla Procura della Repubblica di Parigi e ad Arcom, l’autorità di regolamentazione per la comunicazione audiovisiva e digitale. «In accordo con la Procura, è stato depositato un rapporto presso la piattaforma, suggerendo di adottare rapidamente misure appropriate», ha dichiarato la DGCCRF. Le misure richieste prevedono la rimozione delle pagine interessate e la cancellazione dell’intera categoria di prodotti incriminati. I responsabili del colosso asiatico della vendita online – che mercoledì aprirà il suo negozio parigino ai magazzini BHV – saranno ascoltati entro due settimane all’Assemblea Nazionale in relazione al controllo sui prodotti importati in Francia.
Le reazioni del governo francese
«Se questi comportamenti dovessero ripetersi, saremo nel nostro diritto e chiederò che la piattaforma Shein venga bandita dal mercato francese», ha dichiarato lunedì il ministro dell’Economia Roland Lescure a BFMTV e RMC; mentre il ministro del Commercio Serge Papin ha commentato la vicenda su X, scrivendo che «lo Stato non indebolirà la sua capacità di proteggere i francesi e le francesi».
La risposta di Shein
Shein ha comunicato venerdì sera all’Agence France-Presse di aver eliminato «immediatamente» le bambole segnalate dalla piattaforma. In una nota ufficiale, l’azienda ha spiegato: «Il nostro team di Marketplace Governance sta attualmente indagando su come queste inserzioni possano aver aggirato i nostri meccanismi di monitoraggio e sta conducendo una revisione completa per identificare e rimuovere eventuali prodotti simili che potrebbero essere offerti in vendita da altri venditori terzi».
Il colosso cinese ha poi aggiunto di aver implementato un «divieto totale sui prodotti simili a bambole sessuali», di aver rimosso a livello globale tutti gli annunci e le immagini associati alle «bambole del sesso» e di aver ampliato la sua lista nera di parole chiave per impedire «qualsiasi tentativo da parte dei venditori di aggirare le regole di pubblicazione».
Diffusione di materiale pedopornografico, le pene in Francia
Nella sua nota, la DGCCRF ha ricordato che «la distribuzione, tramite una rete di comunicazioni elettroniche, di materiale pedopornografico è punibile con una pena detentiva fino a sette anni e una multa di 100.000 euro». La mancata adozione di misure di filtraggio adeguate può invece comportare «una pena detentiva fino a tre anni e una multa di 75.000 euro».
Le ombre su Shein, i precedenti in Francia
Fondata in Cina e divenuta uno dei simboli dell’ultra-fast fashion, Shein è approdata in Francia nel 2015, conquistando rapidamente una larga fetta del mercato online. Tuttavia, la società è già stata più volte criticata per concorrenza sleale, impatto ambientale e condizioni di lavoro nelle sue filiere produttive. Nel corso del 2024, Shein è stata multata tre volte in Francia per un totale di 191 milioni di euro, a causa di violazioni legate alla gestione dei cookie, a promozioni ingannevoli e all’omessa dichiarazione della presenza di microfibre plastiche nei suoi prodotti.