Con le sue giullarate, Dario Fo ci ha insegnato che si può raccontare la verità facendo ridere, e ridere facendo pensare. Il Grammelot, le risate beffarde, la furia comica con cui ribaltava la storia dei “vincitori”: tutto questo torna a vivere in “Dario 100”.

Il progetto “Dario 100” parte dalla terra umbra

L’Umbria, terra che Dario Fo scelse come rifugio creativo negli ultimi decenni della sua vita, diventa il cuore pulsante delle celebrazioni per il Centenario della nascita del grande drammaturgo. Dalla Sala dell’Orologio della Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia è stato presentato “Dario 100”: un ambizioso progetto che da marzo 2026 a marzo 2027, con alcune anticipazioni già da ottobre 2025, celebrerà il Premio Nobel per la Letteratura attraverso eventi che si irradieranno dall’Italia al mondo intero.

Un genio della satira sociale che ha sfidato il potere

Dario Fo è stato molto più di un semplice uomo di teatro: è stato un rivoluzionario della parola, un giullare moderno che ha utilizzato la satira come arma di critica sociale. Con la sua compagna di vita e di palcoscenico Franca Rame, ha dato vita a spettacoli che hanno fatto tremare i potenti, denunciando ingiustizie e ipocrisie del sistema. La sua Morte accidentale di un anarchico rimane una delle opere teatrali più rappresentate al mondo, mentre Mistero Buffo ha rivoluzionato il concetto stesso di teatro popolare, recuperando la tradizione medievale dei giullari per raccontare la storia dal punto di vista degli ultimi.

Perché, seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi

La motivazione del Premio Nobel per la Letteratura a Dario Fo, assegnato nel 1997

Ed è proprio per rendere tangibile questa eredità che la Fondazione Dario Fo e Franca Rame ha ideato un progetto senza precedenti, che dalle radici di un teatro militante vuole far germogliare nuove storie in ogni angolo del mondo.

Il progetto “100 anni per 100 Paesi”

Il cuore delle celebrazioni sarà il progetto internazionale “100 anni per 100 Paesi”, ideato e organizzato dalla Fondazione Dario Fo e Franca Rame, guidata dalla presidente Mattea Fo, nipote di Dario, e dal direttore degli Archivi Stefano Bertea. L’iniziativa prevede rappresentazioni teatrali, mostre, giornate di studio, masterclass, proiezioni e produzioni audiovisive in almeno cento Stati nel mondo e, parallelamente, cento eventi diffusi sul territorio nazionale.

«Quando raccontiamo il progetto “100 anni per 100 Paesi”, molte persone sgranano gli occhi, pensando che organizzare un evento in almeno 100 Stati rasenti l’impossibile», spiega Mattea Fo. «Pochi sanno quanto il repertorio Fo Rame sia tra i repertori teatrali più tradotti e messi in scena nel mondo. Le opere dei miei nonni sono state tradotte in 54 lingue, dal 1960 ad oggi ci sono state oltre 7mila produzioni in 78 paesi diversi».

Dario e Franca in “La signora è da buttare” – Dario Fo 2015 © Archivio Fondazione Fo Rame

Ma non si tratta solo di un omaggio alla memoria: il Centenario è anche un invito a guardare avanti, a riaprire quel dialogo vivo e necessario tra arte e società che ha animato ogni gesto di Dario e Franca.

Un’eredità che parla alle nuove generazioni

La forza rivoluzionaria di Dario Fo non si è mai limitata alla denuncia fine a se stessa, ma ha sempre puntato alla costruzione di una coscienza critica collettiva. I suoi spettacoli, intrisi di quella tradizione popolare italiana che affonda le radici nella Commedia dell’Arte, hanno saputo parlare a operai e intellettuali, a giovani e anziani, abbattendo le barriere tra cultura “alta” e cultura “bassa”. La sua capacità di trasformare la rabbia sociale in risata liberatoria resta una lezione preziosa per le nuove generazioni.

Dario Fo, Franca Rame, Jacopo Fo – 1958 © Archivio Fondazione Fo Rame

«Il Centenario della nascita di Dario valorizzerà non solo il lavoro dei miei genitori ma anche le straordinarie invenzioni della tradizione italiana della Commedia dell’Arte che ha ispirato Shakespeare, Molière e tutto il teatro europeo», dichiara Jacopo Fo, consigliere della Fondazione e figlio del Premio Nobel.

L’Umbria celebra il suo figlio adottivo

Il vicepresidente della Regione Umbria, Tommaso Bori, sottolinea l’importanza delle celebrazioni: «È un’occasione preziosa per riportare al centro il pensiero e la forza espressiva di un autore universale, capace di far dialogare culture lontane attraverso la satira, l’ironia e l’impegno civile.

Abbiamo il compito di rilanciare e diffondere l’eredità culturale di un Maestro indiscusso che ha saputo coniugare teatro, arte e impegno politico, offrendo strumenti critici per leggere la realtà e difendere i valori della libertà, della giustizia sociale e della partecipazione

Come assessore al digitale, non posso che cogliere con entusiasmo la lungimiranza di Franca Rame rispetto alla digitalizzazione e all’emergere di internet. La sua decisione di iniziare la digitalizzazione dell’archivio quando internet era ancora un concetto astratto per la maggior parte delle persone, è un esempio illuminante di lungimiranza e di democratizzazione culturale».

Centenario di Dario Fo: le iniziative in programma

Una rete di istituzioni, enti locali e realtà culturali si è già messa in moto per dare corpo a questo omaggio corale, fatto non solo di celebrazioni ma di nuovi spazi di creazione, pensiero e formazione. Il programma del Centenario includerà:

  • un convegno internazionale articolato in cinque giornate di studio itineranti tra Milano, Pisa e Roma, con la partecipazione delle principali università italiane e straniere;
  • nuove produzioni teatrali e spettacoli dal vivo che porteranno in scena i classici del repertorio Fo-Rame;
  • mostre pittoriche e documentarie tratte dall’archivio e dalla collezione privata dell’autore;
  • iniziative accademiche e artistiche rivolte a studenti, giovani artisti, studiosi e appassionati;
  • la ripubblicazione delle opere più iconiche del repertorio di Dario Fo e Franca Rame, sia in Italia che all’estero, con edizioni speciali dedicate al Centenario;
  • eventi speciali nell’ambito di Umbria Libri 2026 e del Salone del Libro.
Dario Fo © Archivio Fondazione Fo Rame

Perché ricordare Dario Fo oggi

A cento anni dalla nascita, Dario Fo rimane una figura insostituibile nel panorama culturale mondiale. In un’epoca di crescenti disuguaglianze e di crisi della partecipazione democratica, la sua lezione di teatro civile appare più attuale che mai. Il suo “fare teatro” non era solo intrattenimento, ma educazione critica, strumento di emancipazione sociale, grido di ribellione contro ogni forma di oppressione. Il nome di Dario Fo non è un’eco del passato, ma una voce che continua a riverberare nelle crepe del presente. Il suo teatro – fatto di risa taglienti, parole che danzano e s’infuriano – resta una bussola per chi cerca verità anche nel disordine del mondo.