Emma Bonino resta ricoverata in terapia intensiva all’ospedale Santo Spirito di Roma. Le sue condizioni sono delicate, ma stazionarie. La 78enne è cosciente e i parametri cardiocircolatori e gli scambi respiratori risultano accettabili. La Bonino, storica esponente radicale e compagna di molte battaglie civili insieme a Marco Pannella, era stata soccorsa nella sua abitazione a Roma e trasportata in ospedale dopo un peggioramento della funzionalità respiratoria.
Il ricovero in terapia intensiva è stato disposto a scopo precauzionale. Intanto il medico curante Claudio Santini ha chiesto cautela sulle notizie che circolano e invitato a fare riferimento alle comunicazioni ufficiali.
Come sta Emma Bonino: le ultime notizie sulle sue condizioni
Dopo la prima notte trascorsa al Santo Spirito, è arrivato un nuovo aggiornamento sulle condizioni di Emma Bonino. Il quadro viene descritto come delicato, ma stazionario.
La 78enne è cosciente. Inoltre, i parametri cardiocircolatori e gli scambi respiratori sono definiti «accettabili». Bonino rimane comunque in terapia intensiva, dove i sanitari continuano a monitorarne le condizioni.
Il ricovero nel reparto è stato disposto a scopo precauzionale. L’attenzione resta concentrata soprattutto sulla funzionalità respiratoria, il cui peggioramento aveva reso necessario il trasporto in ospedale.
Nelle prime ore dopo il ricovero il medico curante Claudio Santini aveva spiegato che erano in corso accertamenti e una valutazione dei parametri. Aveva inoltre precisato che Bonino era «vigile e lucida».
Perché Emma Bonino è ricoverata in terapia intensiva
Emma Bonino è stata soccorsa nella sua abitazione nella Capitale e trasportata in ambulanza al Santo Spirito. All’origine del ricovero un peggioramento della funzionalità respiratoria.
Il trasferimento in terapia intensiva consente ai sanitari di tenerla sotto stretto controllo. La scelta, come precisato nelle comunicazioni sulle sue condizioni, è stata presa a scopo precauzionale. Bonino è cosciente e i parametri cardiocircolatori e respiratori vengono considerati accettabili.
L’appello del medico: «Basta notizie incontrollate»
Proprio la quantità di indiscrezioni sulle condizioni di Emma Bonino ha spinto il medico curante Claudio Santini a intervenire.
«In queste ore stanno uscendo notizie incontrollate di tutti i tipi: condizioni critiche, terapia intensiva e altro», ha dichiarato. Santini ha quindi spiegato quale sarà il canale scelto per comunicare gli aggiornamenti sulla salute dell’ex ministra.
«Nel rispetto della privacy di Emma Bonino e della sua famiglia abbiamo deciso che le uniche informazioni sul suo stato di salute saranno diramate dalla sua segreteria personale». I bollettini saranno preparati sulla base delle informazioni verificate dai medici che la stanno curando e in raccordo con Santini.
Il precedente ricovero di Emma Bonino nel 2025
Emma Bonino era già stata ricoverata al Santo Spirito di Roma nel novembre 2025. Anche allora era entrata inizialmente in terapia intensiva.
Successivamente era stata trasferita alla Stroke Unit dell’ospedale San Filippo Neri, dove aveva ricevuto assistenza specialistica. Le sue condizioni si erano poi progressivamente stabilizzate.
Dopo circa una settimana Bonino aveva potuto lasciare l’ospedale in condizioni stabili. Quel ricovero non era stato attribuito a una recidiva del tumore che le era stato diagnosticato dieci anni prima.
Emma Bonino e il vizio del fumo
Emma Bonino non ha mai nascosto il suo “rapporto” con le sigarette. Nel dicembre 2024, intervistata dal Corriere della Sera, si definì apertamente «tabagista» e disse di non avere intenzione di smettere di fumare. Era appena tornata a casa dopo un ricovero durante il quale non aveva fumato per dieci giorni.
Il tema era emerso anche in altre occasioni pubbliche. Nel 2023, durante un collegamento televisivo con UnoMattina, Bonino si accese una sigaretta da casa, rivendicando la libertà di farlo nel proprio spazio privato.
Il tumore al polmone e l’annuncio della guarigione
Nel gennaio 2015 Emma Bonino aveva reso pubblica la diagnosi di un tumore al polmone sinistro. Si trattava di un microcitoma polmonare, per il quale aveva iniziato la chemioterapia.

La Bonino aveva insistito sulla necessità di non identificare una persona con il proprio tumore. «Da una passione politica non ci si può dimettere», aveva detto annunciando la diagnosi.
Già nel maggio dello stesso anno gli esami clinici e la Tac non mostravano più evidenze del cancro. Il percorso di controlli era comunque proseguito negli anni successivi.
Nell’ottobre 2023 era stata la stessa Bonino ad annunciare pubblicamente la guarigione. «Vi voglio dare una bella notizia: sono guarita dal tumore», aveva raccontato durante un’intervista a Belve.
Emma Bonino e Marco Pannella, una vita di battaglie insieme
La storia politica di Emma Bonino, cui dobbiamo la battaglia per la legalizzazione dell’aborto, con la nascita del CISA (Centro d’informazione sulla sterilizzazione e sull’aborto) è legata profondamente a quella di Marco Pannella, morto nel 2016. Insieme hanno attraversato decenni di battaglie radicali, dai diritti civili alla nonviolenza, fino alle campagne che hanno portato temi considerati a torto minoritari al centro del dibattito pubblico.
Il loro non fu soltanto un lungo sodalizio politico. Bonino ha raccontato più volte quanto quell’incontro abbia segnato la sua vita. Nel maggio 2026, a dieci anni dalla morte di Pannella, lo ha ricordato come un uomo dalla vita politica «straordinaria e appassionata», arrivando a definirlo «a suo modo e con i suoi modi un padre della Patria». «Marco ha segnato la mia vita come nessun altro», ha detto.
Un rapporto fortissimo, ma non sempre semplice. Negli ultimi anni della vita di Pannella i due si allontanarono e smisero di parlarsi. Una rottura che Bonino, che deve senza dubbio essere annoverata tra le grandi donne protagoniste della politica italiana, ha descritto come unilaterale e dolorosa, spiegando di non averne mai compreso fino in fondo il motivo.
Dieci anni dopo, però, il ricordo resta legato soprattutto a ciò che hanno costruito insieme: una stagione politica fatta di campagne per i diritti, iniziative nonviolente e battaglie spesso combattute controcorrente.