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Multe via Pec: quando sono valide (e quando no)

Da 2020 è possibile vedersi notificare sanzioni anche tramite la posta elettronica certificata. Il Garante della Privacy, però, ha messo dei paletti. Qui ti spieghiamo tutto

Ormai lo sappiamo: le multe per infrazioni del Codice della strada possono essere notificate anche tramite Pec, la Posta elettronica certificata che è l'equivalente digitale della raccomandata con ricevuta di ritorno. Ne avevamo scritto anche qui, ma con una novità recente, che certo non dispiacerà agli automobilisti colti in fallo: non sempre la notifica tramite tramite posta certificata è legale. A chiarirlo è stato il Garante della Privacy, che di recente è intervenuto per ricordare alcuni limiti.

La multa via Pec: quando è valida

L’Authoriy è dovuta intervenire di fronte al numero crescente di ricorsi per multe notificate non tramite raccomandata, con le classiche buste verdi o azzurrine che sono spesso presagio di cattive notizie, quanto via email ed esattamente tramite Pec. Secondo quanto stabilito dal Garante della Privacy, infatti, sono valide solo quelle notificate agli indirizzi personali. Significa che, al contrario, quelle arrivate alla Pec “professionale” non hanno validità legale. Il chiarimento si è reso necessario, nonostante una precedente circolare del ministero dell’Interno (300/A/4027/20/127/9 dell'8 giugno 2020), perché secondo molti legali le multe alla Pec professionale potevano essere visibili anche ad altre persone che non fossero il diretto interessato, come ad esempio i collaboratori di uno studio.

«Il Garante per la Privacy è tornato sull'argomento perché non è detto che una casella Pec sia di uso esclusivo personale dell’intestatario. Al contrario, potrebbe essere accessibile ad altre persone autorizzate a consultarla per motivi di lavoro. Per questo ha chiesto che le contravvenzioni non vengano notificate telematicamente ma con posta raccomandata» spiega l’avvocato Marco Furlan, fondatore dell’UNARCA, l’Unione Nazionale Avvocati Responsabilità Civile Automobilistica.

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Qual è l’indirizzo Pec valido

L’intervento del Garante, dunque, chiarisce che le multe possono essere inviate soltanto a un indirizzo Pec fornito dall’automobilista al momento dell’infrazione (qualunque sia), quando viene fermato e identificato al momento dell'irregolarità. «A prevederlo è il Decreto Ministeriale del 18/12/2017. Ma ad oggi gli unici elenchi pubblici disponibili sono quelli INI-PEC (per professionisti ed imprese) ed IPA (per le pubbliche amministrazioni). La conseguenza è che finora gli agenti hanno potuto ricavare l'indirizzo Pec del contravventore solo da questi» chiarisce il legale, esperto di multe e ricorsi. Ma un indirizzo Pec – sottolinea il Garante – non è detto che sia di uso esclusivo personale dell’intestatario, perché la posta elettronica in questione potrebbe essere consultata anche da altre persone (può succedere, per esempio, per motivi di lavoro). Il limite, quindi, potrà essere superato solo quando sarà ancora pienamente operativo l’Inad, cioè l’Indice Nazionale dei Domicili digitali per tutte le persone fisiche e non solo per professionisti, imprese e pubbliche amministrazioni.

La Pec vale per tutte le infrazioni?

Un motivo di confusione riguardo alla validità delle notifiche ha a che fare anche col tipo di infrazione. C'è chi pensa che alcune, come quelle relative alla Ztl o al superamento del limite di velocità rilevato con tutor, non possano essere notificate via Pec. «In realtà non è sempre così: in caso di multe effettuate con apparecchi elettronici, come per esempio l'autovelox, non è possibile la notifica automatica da parte degli apparecchi di controllo (esempio, il rilevatore di Ztl o il tutor) all'indirizzo Pec che risulta incrociando il numero di targa, il codice fiscale dell'intestatario e la relativa Pec» chiarisce l'avvocato Furlan. «Ma se il vigile estrapola le immagini, le visiona ed invia la notifica via Pec, questa può essere regolare. Sempre a patto, però, che il titolare l'abbia fornita in maniera esplicita e che non si tratti di Pec aziendale o professionale».

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Attenzione alla notifica via Pec

Se fin qui sono stati chiariti i limiti ai quali devono attenersi vigili e forze di polizia, esiste anche un dovere che riguarda gli automobilisti, in quanto cittadini: il controllo della casella di posta elettronica certificata. Esattamente come avviene per la posta cartacea, infatti, non è possibile ignorare l’arrivo di una multa. «Questo perché la sanzione si intende notificata nel momento in cui viene consegnata, non letta. Se il destinatario non la apre e di conseguenza tarda nel portare a termine il pagamento, si vedrà maggiorato l’importo o addirittura rischierà di ricevere una cartella esattoriale. Ma non solo: bisogna fare attenzione a non lasciar passare troppo tempo anche perché, se si intende fare ricorso, potrebbero scadere i termini utili. Ricordiamo che l’Amministrazione ha 90 giorni di tempo per notificare l’infrazione, mentre l’automobilista ne ha 30 per fare ricorso al giudice di pace e 60 al Prefetto» chiarisce Mauro Antonelli, del centro studi dell’Unione nazionale consumatori.

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