Come riaprono le piscine nella fase 2

Dal 25 maggio riaprono anche le piscine, ma con regole nuove: sì a docce obbligatorie e controllo dell'acqua ogni due ore, no all’uso di armadietti

Come le palestre, anche le piscine sono pronte a riaprire, dal 25 maggio. Ma per gli appassionati di nuoto nulla sarà più come prima, a partire dall’accesso che sarà contingentato e, possibilmente, su prenotazione. Per accedere alla vasca, ad esempio, è prevista la doccia obbligatoria con acqua e sapone. Ecco le novità per il rispetto del distanziamento, sia in acqua che negli spogliatoi, contenute nelle linee guida appena approvate da Confcommercio e dai sindacati confederati della categoria del settore sport.

Ingresso: controllo febbre e certificato post-COVID

Dimentichiamoci corsie affollate, in cui il rischio principale era quello di potersi prendere un calcio dal nuotatore che ci precedeva o da quello che voleva superarci. «D’ora in poi in vasca si potrà accedere solo in numero contingentato, in modo da evitare affollamenti in acqua. All’ingresso della piscina sarà misurata la temperatura, come al supermercato e nelle palestre, e chi avrà più di 37,5 °C non potrà entrare. Per chi invece avesse avuto il COVID-19 è previsto un periodo di quarantena e al ritorno dovrà essere presentato un certificato del proprio medico che attesti la guarigione. Non è richiesto, invece, alcun tampone» spiega Luca Stevanato, Presidente della Confederazione dello Sport, che raggruppa i gestori di impianti sportivi di Confcommercio.

Numero chiuso e prenotazione

Le linee guida consigliano anche il ricorso alla prenotazione, proprio come per altri impianti sportivi al chiuso, e la conservazione dei nominativi degli utenti per 14 giorni per poter risalire eventualmente a soggetti entrati in contatto con contagiati. «La prenotazione diventerà uno strumento utile per gestire gli ingressi contingentati in piscina, in modo da evitare affollamenti non consentiti negli ambienti interni e in vasca» spiega Stevanato.

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Segnaletica e percorsi

Come per ristoranti e parrucchieri, sono previsti cartelloni, maxi schermi e segnaletica a terra per ricordare le norme di igiene, i comportamenti ammessi o vietati, e i percorsi da seguire, specie in ingresso e uscita. Le tribune restano vietate così come l’accesso del pubblico. «Le misure serviranno a evitare l’incrocio tra gli utenti e dovranno essere facilmente individuabili» dice Stevanato.

Che fine fanno i corsi?

Anche gli orari di fruizione cambiano, in modo da scaglionare le attività programmate, come corsi di aquagym o nuoto, che avranno un numero inferiore di utenti per sessione o comunque «dovranno garantire il distanziamento previsto tra chi fa attività sportiva, di almeno due metri» spiega Stevanato. I corsi potranno essere più distanziati per permettere a chi ha finito le proprie lezioni di avere il tempo per cambiarsi e lasciare gli spogliatoi senza assembramenti.

Spogliatoi: niente più armadietti

Dimentichiamoci anche gli armadietti per riporre gli indumenti: questi dovranno essere messi nelle proprie borse (e poi eventualmente negli appositi spazi) o in sacchetti forniti dalla struttura. Dovrà essere mantenuta sempre la distanza di almeno un metro (anche con l’installazione di barriere) e sarà obbligatorio disinfettarsi le mani in ingresso con appositi gel e dispenser. «I gestori dei centri sportivi e i responsabili delle attività dovranno mettere a punto regolamenti specifici a seconda degli spazi disponibili e dovranno formare adeguatamente bagnini e personale» conferma il presidente della Confederazione dello Sport.

Distanza di 7 mq

Nelle aree solarium o verdi degli impianti la distanza di sicurezza sarà di 7 metri quadrati a persona, la stessa in vasca. Tra lettini e sdraio la distanza prevista è di 1,5 metri e ogni attrezzatura deve essere igienizzata ad ogni cambio di utente e sanificata a fine giornata. Sparisce la possibilità di usare biancheria della struttura: ciascuno dovrà portarsi il proprio asciugamani.

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Acqua disinfettata periodicamente

Per quanto gli esperti confermino che non ci sono rischi particolari di contagio legati all’acqua della piscina, questa deve essere controllata almeno ogni due ore, per garantire la corretta concentrazione di cloro (libero tra 1,0 – 1,5 mg/l, combinato ≤ 0,40 mg/l, pH 6.5 – 7.5).

Doccia con acqua e sapone

Prima di iniziare a nuotare è obbligatoria la doccia saponata su tutto il corpo insieme all’uso della cuffia. Resta obbligatoria la cuffia mentre è sempre vietato soffiarsi il naso, sputare o urinare in vasca. Le stesse norme valgono sia per i parchi acquatici che per piscine all’interno di strutture ricettivo-turistiche (campeggi, villaggi, ecc.), dove però saranno vietati i gonfiabili per l’impossibilità di disinfettarli adeguatamente.

Che fine fanno gli abbonamenti?

In attesa delle disposizioni regionali e comunali, molte piscine si sono attrezzate per proporre ai propri clienti forme di “rimborso” per gli abbonamenti annuali, mensili o a ingressi, non goduti durante la quarantena: «Si potranno avere dei voucher che permetteranno, che chi non ha frequentato per i due mesi di chiusura, di fruire degli ingressi persi nell’arco di un anno, oppure di trasferire il valore monetario su un nuovo abbonamento, scalandolo» spiega Luca Stevanato che auspica che questa fase emergenziale non duri a lungo: «La sanità e la sicurezza degli utenti vengono prima, ma anche questo settore sta soffrendo. Ci auguriamo che la fase di emergenza termini al più presto perché i costi non sono sostenibili da tutti i gestori: non ci sono solo l’igienizzazione e il contingentamento degli ingressi, ma anche la chiusura e ridimensionamento di attività, come i punti ristoro e i miniclub per i bambini interni ai centri sportivi».

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