Cibo sul tavolo

Food print: cos’è e come ridurlo

Il food print è l’impronta che misura la quantità di CO2 prodotta dalle nostre scelte alimentari. Anche se non ce ne rendiamo conto, il cibo che portiamo a tavola ha un impatto sulla salute del Pianeta. Come ridurlo? Scarica l’app greenApes e partecipa alla nostra challenge!

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Donna Moderna ha lanciato una grande sfida ecologica, articolata in tre prove diverse: riduci, riusa e ricicla. Vuoi partecipare? Scarica gratuitamente la app di greenApes, inserisci il codice DONNAMODERNA e potrai iniziare a partecipare, accumulando punti e postando foto e contenuti. Puoi cimentarti in tutte e tre le challenge o in una soltanto, a seconda della tua sensibilità. La gara va avanti fino al 20 aprile, poi la redazione sceglierà le migliori greenmakers, che saranno annunciate il 22 aprile, in occasione della Giornata della Terra.
Partecipando ad almeno una challenge, riceverai in omaggio l’abbonamento trimestrale al formato digitale della nostra rivista.

Cibo e CO2: non condividono solo la lettera iniziale ma anche un legame forte e importante. Più un alimento ci fa risparmiare anidride carbonica e fa bene al Pianeta, più è amico della nostra salute. Parola di un prestigioso studio delle università di Oxford e del Minnesota, che ha messo sotto la lente oltre 100 ingredienti ed è arrivato a una lampante verità: i prodotti sani hanno anche un minor impatto ambientale.

Il futuro si costruisce anche a tavola

Ecco perché il futuro, per noi e per la Terra, si costruisce anche a tavola. Come sottolinea il progetto Su-Eatable Life, cofinanziato dall’Unione Europea e ideato da un team di cui fanno parte la capofila Fondazione Barilla, l’Università di Wageningen, l’associazione The SRA e greenApes, la app che ci aiuta a vivere ecologico e nostro partner per un’iniziativa speciale.

«Grazie all’applicazione abbiamo coinvolto diverse mense di aziende e università, cambiando i loro menu e invitando gli utenti a replicare a casa i piatti alleati del benessere e dell’ambiente» spiega Cristina Galletti, project manager di greenApes. «Siamo partiti nel 2018 e abbiamo finito il mese scorso. Nonostante la pandemia, abbiamo reclutato diversi partecipanti, da Barilla a Ducati fino all’ateneo di Parma, e i risultati sono stati eccellenti. Abbiamo tagliato 1.400 tonnellate di CO2 equivalente!».

Ridurre le emissioni di CO2 in cucina

Tutti possiamo fare la nostra parte, riducendo le emissioni di anidride carbonica in cucina. In fondo, i cibi sani sono quelli protagonisti della cara vecchia dieta mediterranea. Ovvero, carne rossa solo una volta alla settimana, carni bianche, pesce, uova e formaggio fino a due volte, via libera a frutta e verdura di stagione e ai cereali, soprattutto integrali.

«E quando pensiamo alla sostenibilità di quello che portiamo in tavola ricordiamoci di non valutare, per esempio, solo la plastica delle confezioni, ma anche tutta la catena coinvolta nella produzione, dal riscaldamento all’illuminazione delle serre, dal disboscamento provocato dagli allevamenti intensivi fino all’inquinamento legato ai voli che trasportano il cibo» conclude Cristina Galletti.

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