Una settimana lavorativa di soli 4 giorni? Funziona meglio sia per i dipendenti che per le aziende. E’ quanto emerge da una ricerca effettuata su 900 lavoratori distribuiti in 33 aziende negli Stati Uniti e in Irlanda. Chi ha testato la settimana corta afferma che non tornerebbe mai ai 5 giorni, se non a fronte di un considerevole aumento di stipendio.

Il test di “4 Day Week Global”

Il progetto pilota, durato sei mesi, è stato guidato dall’organizzazione no profit “4 Day Week Global” in collaborazione con i ricercatori dell’Università di Cambridge, del Boston College e dell’University College di Dublino.

Settimana corta: 32 ore di lavoro

Obiettivo: testare l’impatto della riduzione della settimana lavorativa a circa 32 ore senza alcuna riduzione della retribuzione. La formula di riferimento è quella del “100-80-100”: i lavoratori ricevono il 100% della loro retribuzione per l′80% del tempo e mantengono il 100% di produttività.

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La settimana corta piace ai dipendenti

La possibilità di avere a disposizione un giorno in più per se stessi è stata (prevedibilmente) molto apprezzata dai lavoratori: su una scala di 10 punti, hanno dato all’esperienza una valutazione di 9,1. Il 97% delle persone coinvolte nel progetto ha dichiarato di voler proseguire con la settimana ridotta.

Lavoratori più concentrati e meno stressati

I livelli di prestazione auto-dichiarati dai partecipanti sono aumentati, mentre il burnout e la fatica sono diminuiti. I lavoratori si sono sentiti infatti più responsabilizzati, più concentrati e coinvolti e hanno accusato meno stress. Fra i vantaggi messi in luce dai dipendenti, un maggiore controllo sui loro programmi di lavoro e il risparmio di un’ora in media alla settimana per i trasferimenti. Secondo i dati di 4 Day Week Global, oltre un terzo dei dipendenti intervistati afferma che il proprio carico di lavoro si è intensificato, la stessa percentuale ha affermato che è diminuito e il resto non ha notato cambiamenti.

Com’è stato impiegato il tempo libero?

Secondo i dati di 4 Day Week Global, la maggior parte dei dipendenti coinvolti non ha utilizzato il proprio tempo libero per accettare un secondo lavoro. Molti hanno utilizzato il giorno libero in più per effettuare lavori domestici, stare con la famiglia e i figli, la cura personale. Emerge il valore molto alto dato dai lavoratori a questo tempo extra: il 42% delle persone coinvolte afferma che soltanto un aumento salariale dal 26% al 50% giustificherebbe il ritorno a lavorare dal lunedì al venerdì. Il 13% ha affermato che nessuna cifra basterebbe per tornare alla settimana di cinque giorni.

Cosa dicono le aziende del 4 su 7

Ma le aziende cosa ne pensano? Qui sta forse il risultato più sorprendente del test. I manager si sono detti in larga parte disponibili a proseguire con il “4 su 7”, poiché il business non ha sofferto, anzi. In media, le aziende hanno ridotto i loro orari di sei ore, da circa 41 a 35 ore settimanali per dipendente. Fra quelle che hanno fornito dati, le aziende hanno registrato un aumento delle entrate dell′8% durante il periodo di prova e un aumento del 38% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Intenzioni di mantenere la settimana corta

Delle 27 aziende che hanno fornito un feedback alla fine del processo, 18 hanno dichiarato di voler mantenere la settimana lavorativa di quattro giorni, 7 pensano di continuare ma non hanno preso una decisione definitiva, una sta ancora decidendo. Nessuna azienda ha in programma di interrompere il processo.