Quella volta che mi sono fatta leggere i tarocchi

18 10 2014 di Annaleni Pozzoli
Woman with an orb between her hands --- Image by © 237/Ocean/Corbis
Woman with an orb between her hands --- Image by © 237/Ocean/Corbis
Chi non è mai stata tentata di farsi leggere la mano o le carte? E cosa si nasconde dietro al desiderio di conoscere il proprio futuro?

«Una mia amica si è appena trasferita a Parigi perché glielo aveva predetto una cartomante» mi racconta l’altro giorno Laura. «Eheeee?» dico io. Laura mi spiega che i tarocchi avevano “visto” che in futuro la sua amica sarebbe andata a vivere in una metropoli europea. Così lei, detto fatto, si è organizzata, ha preso armi e bagagli e ora vive nella Ville Lumiére.

Sembra una follia (e in effetti è senza dubbio un caso estremo), ma dietro alla consultazione di cartomanti e indovini spesso si nasconde il bisogno di superare le proprie incertezze.


In fondo, nell’antichità i grandi condottieri non interpellavano forse l’oracolo prima di lanciarsi in un’impresa? Il nostro modo di stare al mondo da sempre non comprende solo un orizzonte razionale ma anche un fondamento mitico-simbolico.


C’è un solo reale pericolo: quello di farsi influenzare troppo, di diventare dipendenti. Oppure di cadere nelle mani di persone senza scrupoli che giocano sulle debolezze altrui per trarne profitto.

Per il resto, ognuno cerca nei moderni oracoli e indovini cose diverse: una risposta ai propri dubbi, una spinta ad andare in una direzione piuttosto che in un’altra. Come è capitato all’amica di Laura.

Oppure c’è chi cerca la conferma a qualcosa che in fondo sa già, ma non ha il coraggio di ammettere. Come è successo a me, anni fa, durante l’ultimo viaggio insieme al mio ex. Ero a Roma, passeggiando per Trastevere, quando ho visto i banchetti di chiromanti e cartomanti.

Incuriosita, mi sono fatta leggere le carte e anche la mano. Dopo avermi stupita indovinando parecchie cose del mio passato e del mio carattere, il chiromante ha aggiunto: «Vedo una storia d’amore, una convivenza che sta sfumando». Era proprio così, anche se non osavo ancora confessarlo nemmeno a me stessa. Dopo neanche un mese ci siamo lasciati.

Ma, soprattutto, si cerca consolazione in un momento brutto. Si spera di sentirsi dire che si troverà un nuovo amore, un nuovo lavoro. Che il futuro, insomma, ci riserverà delle cose belle. E in genere funziona. Io ho qualche amica un po’ “strega” da cui mi sono fatta leggere le carte. E devo dire che mi ha davvero tirato su il morale se ero un po' giù di corda.

Woman with an orb between her hands --- Image by © 237/Ocean/Corbis
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I tarocchi, in particolare, se te li fai da sola sono anche un modo per riflettere su te stessa. Una sorta di meditazione che ti aiuta a metterti in contatto con le parti più profonde di te.

Dopodiché non posso negare che a volte ci azzecchino. Non sempre, per fortuna. L’importante è prenderla un po’ come un gioco e non farsi influenzare. Io registro le cose positive, non considero quelle negative, poi dimentico tutto. E me ne ricordo solo se le previsioni si avverano.

E voi vi siete mai fatte predire il futuro? È stata un'esperienza positiva o negativa?

di Annaleni Pozzoli

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