Ogni settimana pubblichiamo le risposte di Chiara Gamberale alle domande delle lettrici, sia online che sulla carta. Per scriverle, manda una mail a lapostadelcuore@mondadori.it

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Ciao Chiara,
sono Eff e ti scrivo per raccontarti di una bella storia andata male. Sai la prima cotta, quella adolescenziale? Ecco, ho ritrovato a 28 anni, dopo tantissimo tempo, “Lui”, il ragazzo che mi è sempre piaciuto e a cui sono sempre piaciuta. Non ci sembrava vero, lui usciva da una storia lunga, io ero e sono in un periodo strano. Abbiamo iniziato a sentirci (vive a Roma, io in Sicilia), poi, dopo mesi di quarantena, è venuto giù. Ci siamo incontrati ed è stato bellissimo. Purtroppo, però, sono subentrate tante incomprensioni: avevo mille paure sulla fine della sua storia, non mi fidavo. Abbiamo gestito la cosa male per poi chiuderla insultandoci. Un giorno, lo vedo in foto con una ragazza e sbotto. Lui mi chiama dicendo che è solo un’amica, ma che non vuole stare con me, che ci ha provato, che si era legato, ma che non si è mai sentito accettato, che la competizione con gli altri ragazzi l’ha distrutto. Adesso è qui in Sicilia, l’ho cercato, ma non ha voluto vedermi: «Non sarebbe giusto» dice. Perché quando si capisce la lezione, quando si è pronti davvero, è sempre troppo tardi? Perché sento di aver rovinato, forse, quella che poteva essere la storia con la persona giusta? Proprio adesso che ho saputo che dovrò andare nella sua città!
Eff

Mia cara Eff,
una delle mie poesie preferite di Lucio Dalla è sempre stata Canzone, su quell’amore che stare lontani non si vive, quello che stare senza ti uccide. Mi fa pensare alla storia che mi racconti, soprattutto nella strofa che fa: “Canzone trovala se puoi – dille che l’amo e se lo vuoi – va’ per le strade tra la gente – diglielo veramente – non può restare indifferente – e se rimane indifferente non è lei”. Perché a volte sembra giusto per noi quello che giusto non è, eppure non c’è altro modo per capirlo se non provando, riprovando, magari (anzi, sicuramente ogni tanto) sbagliando. Vediamo che cosa succederà, quindi, adesso che vi troverete a vivere nella stessa città. Ma ricorda che, alla fine, se rimane indifferente, non è “Lui”.

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Disegno di Elisa Macellari