Come invecchiare meglio: le ultime novità della scienza

23 10 2019 di Chiara Sessa
Credits: Shutterstock

Le ultime scoperte ci aiutano a potenziare la salute e a ritardare gli effetti dell’invecchiamento. A patto di adottare un nuovo stile di vita e nuove abitudini. Lo sostiene Filippo Ongaro, esperto di medicina anti-aging, in un libro sorprendente

Essere sani non basta per sentirsi bene fisicamente e psichicamente. «Oggi, con la nascita della medicina rigenerativa e anti-aging si può fare di più: si può puntare non solo alla prevenzione, ma addirittura al potenziamento della salute». Lo afferma Filippo Ongaro, ex medico dell’Agenzia spaziale europea (Esa), primo italiano a essere certificato negli Usa in medicina anti-aging e ora coach con 7 milioni di visualizzazioni su YouTube e quasi 400.000 fan su Facebook.

Il suo nuovo libro, Il metodo Ongaro (Sperling & Kupfer) è «un percorso basato su conoscenze scientifiche per rendere la nostra vita straordinaria» come ci spiega l’autore. La promessa, non da poco, è un cambiamento definitivo di prospettiva. «Bastano otto settimane per impostare nuovi comportamenti che poi si consolideranno in abitudini entro sei mesi» spiega Ongaro. Come è possibile? Glielo abbiamo chiesto.

Dal 2000 al 2007 si è occupato del benessere degli astronauti. Che cosa ha imparato che può essere applicato anche a noi persone normali?

«Come medico dell’equipaggio spaziale ho sviluppato metodologie nuove per portare le prestazioni ai massimi livelli e per contrastare l’invecchiamento accelerato a cui chi va in orbita viene sottoposto. Così ho capito che tutti gli esseri umani possono essere perfezionati e che il decadimento dell’organismo può essere contrastato. Quando si parla di alte prestazioni si tende a pensare a individui speciali come atleti o top manager, ma ognuno di noi può dare il massimo».

La salute di una persona, però, è determinata anche dal Dna

«Molto meno di quello che si pensa. L’epigenetica, un nuovo ramo delle scienze biomediche, sta dimostrando che i geni non sono solo trasportatori di informazioni ereditate, ma agiscono come la rete elettrica di un edificio: le lampadine si accendono o si spengono a seconda di stimoli esterni tipo il cibo o l’allenamento fisico. Le ricerche svolte su gemelli identici, cioè con lo stesso Dna, dimostrano infatti quanto lo stile di vita influisca sullo stato di salute».

Come funziona il suo metodo?

«Sfrutta nutrizione, nutraceutica, allenamento fisico, lavoro interiore per diventare una persona non solo sana fisicamente, ma anche forte e resiliente. Perché il cambiamento sia definitivo, bisogna anche imparare a padroneggiare alcune risorse comportamentali come l’adattamento, cioè la capacità di raggiungere i nostri obiettivi cambiando percorso. Dovremmo cioè essere come l’acqua, adattabili a qualsiasi cammino per arrivare alla meta».

Sembra facile, ma quante volte decidiamo di iniziare una dieta o iscriverci in palestra e abbandoniamo i buoni propositi dopo pochi mesi...

«Cambiare abitudini non è facile perché i nostri circuiti neurologici sono programmati per ripetere i comportamenti che inducono la produzione di un neurotrasmettitore, la dopamina, che ci fa sentire immediatamente felici. Se vogliamo che un comportamento sano diventi un’abitudine, quindi, dobbiamo legarlo a un piacere immediato».

Per esempio?

«Se desideri introdurre nella tua giornata una camminata, la motivazione non può essere “Voglio abbassare il colesterolo” perché non dà una gratificazione immediata al nostro sistema neurologico. Devi invece focalizzarti su qualcosa che puoi percepire come positivo fin dalla prima volta, per esempio la sensazione di piacere che ti dà respirare l’aria fresca».

Tra gli alleati da sfruttare ci sono i nutraceutici, cioè gli integratori. Ma davvero servono a tutti?

«Sì e le spiego perché. Ci sono micro carenze molto frequenti che la medicina tende a sottovalutare perché non provocano disturbi evidenti, ma che danneggiano l’organismo e accelerano i processi degenerativi. I nutraceutici, sostanze naturali che fondono i concetti di farmaco e di nutriente, aiutano a contrastare proprio questi effetti indesiderati. La vitamina D, importante per fissare il calcio e per la regolazione del sistema immunitario,il coenzima Q10, potente antiossidante gli omega-3, acidi grassi che intervengono nei meccanismi di infiammazione, presi a dosaggi modesti sono utili a tutte le persone sane».

Ma allora si può davvero cambiare destino a qualsiasi età?

«Certo, lo dimostrano le ultime ricerche sul cervello. Contrariamente a quello che si riteneva fino a qualche anno fa, questo centro nevralgico continua ad adattarsi agli stimoli e a modificarsi per tutta la vita. È la cosiddetta plasticità, che gli consente di cambiare anche nella struttura anatomica, proprio come un muscolo. E la cosa sorprendente è che abbiamo scoperto che perfino i pensieri sono in grado di plasmare la struttura del cervello: se hai sempre in mente situazioni negative, attiverai i centri che regolano la paura. Ma al contrario se hai un atteggiamento ottimista rafforzerai le aree cerebrali preposte alle emozioni positive. E più queste aree si rafforzano più il tuo pensare positivo diventerà una costante».

Credits: Sperling & Kupfer

Consigli per costruirsi una vita straordinaria

Vera e propria guida al cambiamento della propria vita, Il metodo Ongaro (Sperling & Kupfer, 16 euro), non solo spiega i principi base per arrivare a uno stato di “alta prestazione” permanente, ma offre anche un programma di 8 settimane che coinvolge alimentazione, attività fisica e lavoro interiore. E illustra le strategie mentali per rendere il mutamento permanente entro sei mesi.

Riproduzione riservata