Frankenstein, il nuovo film di Guillermo del Toro reinterpreta il classico di Mary Shelley del 1818, portando sullo schermo la storia di Victor Frankenstein e della sua creatura. La trama di base resta quella dell’ossessione di uno scienziato che cerca di creare la vita, ma il film introduce alcune differenze importanti: l’ambientazione, il ruolo di alcuni personaggi femminili, l’aspetto e la psicologia della creatura vengono sviluppati in modo diverso, con una forte attenzione all’emotività e alla tensione visiva. La pellicola esplora soprattutto l’ambito emotivo e morale, mostrando come le scelte di Victor influenzino non solo la creatura, ma anche chi gli sta vicino.

La trama e il cast del film

Il film di Guillermo del Toro racconta la storia di Victor Frankenstein, uno scienziato ossessionato dall’idea di superare i limiti della vita e della morte. Deciso a creare un essere umano assemblando parti di cadaveri, Victor dà vita a una creatura dotata di coscienza e sentimenti, ma destinata a vivere nell’emarginazione e nel rifiuto. Il film approfondisce le dinamiche familiari, il senso di solitudine del mostro e le conseguenze morali delle ambizioni di Victor, mescolando horror, dramma e momenti di intensa emozione. A dare volto e voce ai personaggi principali sono Oscar Isaac nel ruolo di Victor Frankenstein e Jacob Elordi nel ruolo della creatura. Completano il cast del film Guillermo Del Toro di Mia Goth, Christoph Waltz, Charles Dace, Felix Kammerer, Lars Mikkelsen e David Bradley.

Il significato della creatura

Rispetto al Frankenstein di Mary Shelley, la creatura nel film di Guillermo del Toro assume un significato più ampio. Nel libro, la creatura nasce principalmente dal desiderio di conoscenza e dalla paura dell’ignoto, incarnando le ansie scientifiche e le rivoluzioni industriali dell’Ottocento. Nel film, invece, diventa simbolo della fragilità e dell’umanità imperfetta: non è più solo un “mostro”, ma un riflesso delle paure e delle insicurezze che ciascuno può riconoscere in sé stesso. Il regista rilegge la storia alla luce delle ansie moderne, come l’intelligenza artificiale, la solitudine e la difficoltà di accettare ciò che è diverso, trasformando la creatura in un personaggio empatico e tragico.

Dal Settecento all’Ottocento

Una differenza immediata e visivamente evidente riguarda l’epoca in cui è ambientata la vicenda. Nel romanzo originale, Mary Shelley ambienta la vicenda nel Settecento; nel Frankenstein di Guillermo Del Toro invece la storia è traslata all’Ottocento, con un’apertura che indica l’anno 1857 in territorio artico. Non si tratta però di una ricostruzione storica rigorosa. Questa scelta modifica il contesto culturale, tecnologico e visivo della storia, introducendo un mondo che pur evocando l’epoca classica parla anche alla sensibilità moderna.

Victor Frankenstein “villain” e cambiamenti di contesto familiare

Un’altra differenza significativa riguarda la figura di Victor Frankenstein. Nel romanzo, Victor è un giovane ambizioso con buone intenzioni iniziali, ma che cade vittima della propria smisurata ambizione. Nel film di Guillermo Del Toro invece, Victor assume tratti più oscuri: è presentato come arrogante, manipolatore, scevro delle incertezze che caratterizzano il personaggio letterario. Il film introduce inoltre modifiche sui rapporti familiari: la madre di Victor muore presto, il padre assume una presenza più distaccata, e differisce anche la posizione dei fratelli (ad esempio Ernest è assente e William appare in età più matura). Queste modifiche strutturali alterano la dimensione morale del personaggio e il contesto in cui agisce.

Personaggi tagliati o modificati

Nel passaggio di Frankenstein da romanzo a film, Guillermo Del Toro elimina o modifica diversi personaggi chiave dell’opera originale. Ad esempio, il migliore amico di Victor, Henry Clerval, non compare affatto nel film. Il rapporto tra Elizabeth, William e Victor è ristrutturato: Elizabeth nel film è promessa sposa di William, non di Victor come nel libro. Anche eventi tragici come l’uccisione di William e di Elizabeth da parte della creatura — fondamentali nel romanzo — sono attenuati o non risultano identici nel film. Queste modifiche narrative cambiano la dinamica tra personaggi e l’impatto emotivo delle loro azioni.

Il ruolo delle donne

Nel libro di Mary Shelley, i personaggi femminili come Elizabeth hanno un ruolo più circoscritto, principalmente legato agli affetti e alla morale. Nel Frankenstein cinematografico, invece, Guillermo Del Toro valorizza questi personaggi, dando loro un ruolo più attivo e influente nelle vicende, rendendo evidente come le relazioni umane possano modulare le scelte di Victor e le conseguenze della creazione.

Look della creatura e poteri speciali

La creatura nel film di Guillermo Del Toro si distingue dalla versione letteraria non solo nell’aspetto fisico ma anche nelle capacità. Nel romanzo, Mery Shelley descrive la creatura con pelle gialla, labbra nere, capelli lunghi corvini; nel film vengono mantenuti solo alcuni tratti. La creatura interpretata da Jacob Elordi ha pelle di alabastro e aspetto vicino a una statua, con grande lavoro di trucco e prostetica. In aggiunta, il film introduce la rigenerazione: la creatura può autorigenerarsi dopo ferite, tagli o ustioni, potere assente nel romanzo. Questi elementi cambiano l’idea stessa di mostro e la sua “resa” visiva e narrativa.

Finale diverso

Infine, il finale di Frankestein è un punto di forte divergenza. Nel romanzo Shelley offre un epilogo cupo: Victor muore e la creatura, arrivata troppo tardi, si lascia affondare tra i ghiacci, senza redenzione. Il film di Guillermo Del Toro, pur mantenendo la tragedia e la solitudine, propone un incontro finale tra Victor e la creatura, un momento di dialogo e, per quanto tragico, di riconoscimento e perdono. Il film quindi adotta un registro meno disperato, offrendo una chiusura visiva e narrativa che parla anche di liberazione, oltre che di condanna.