Hell Factor ormai è un appuntamento da tradizione. Prima di avere l’opportunità di portare sul palco gli inediti, arrivare nel turbine della finale e approcciarsi al “mondo fuori”, i ragazzi devono superare un altra sfida: la giostra. È l’ultima occasione per giocarsi i cavalli di battaglia, siano le cover che li hanno fatti superare puntata dopo puntata o i brani scelti alle Auditions. Quest’anno a fermarsi per prima è stata Michelle, che però ha avuto modo di portare sul palco un’ultima cover (una bellissima versione di Rimmel), mentre dopo le esibizioni e il sanguinoso match point a lasciare il palco è stata Layana.
Come hanno ricordato i giudici, X Factor non è un percorso facile: ogni anno i partecipanti sono più giovani e inesperti, costretti a passare mesi lontani da casa, amici e parenti, imparando ogni giorno ma anche lottando con la tensione e la paura costante di non farcela. Quelli che abbiamo conosciuto come fragili interpreti si preparano a diventare i protagonisti della musica di domani, e dopo la puntata di stasera siamo sicuri che le (poche) puntate che rimangono entreranno a far parte della storia del Talent. Ecco i nostri commenti alla serata, i nostri preferiti, quelli che ancora non ci convincono (pochissimi), e le nostre ormai classiche pagelle.
ROB – Non sappiamo più cosa dire (9)
È sempre un bel modo per iniziare la puntata una cover di Rob, che non ne sbaglia una. Anche se un’altra volta l’assegnazione – il brano più noto degli Evanescence – è davvero pigra. «Sembrava di sentire il cd», ha detto Jake La Furia, e noi concordiamo. Brava sempre, attendiamo di sentire l’inedito.
LAYANA – Bene, ma non benissimo (7.5)

Ancora di Mina è un brano che rischia di diventare un boomerang, e anche se Layana ci ha regalato una bellissima versione le emozioni non arrivano tutte. Il terzo ballottaggio è un messaggio che non si può ignorare, e che fosse arrivato il suo momento per lasciare il palco era ovvio da tempo: ci dispiace però, perché ormai siamo a un punto della gara in cui ai ragazzi siamo affezionate, e di ognuno di loro riconosciamo il talento. Forza Layana, il mondo è tutto da conquistare, e la sicurezza che serve ora ce l’hai!
DELIA – Libera, voglio essere libera! (8)

Lei sa fare tutto, e ormai lo ha dimostrato. Per tutti ora la sfida si inasprisce, le tensioni sono sempre più evidenti, ma per Delia è solo un’altra occasione per divertirsi ed avventurarsi vivendo la musica a 360 gradi. «Il mashup per me è libertà», ha rivendicato, e noi siamo con lei.
MICHELLE – La Rimmel che non ti aspetti (8)

Se c’è una cosa che abbiamo imparato a questo live è che c’è errore errore, e saper sbagliare è un talento a parte. Michelle è partita con un inciampo e ha proseguito a testa alta, regalandoci una delle sue esibizioni migliori. È stato un peccato sentire il commento di Paola sul “piangere troppo” (ok, boomer?), ed è stato un peccato ancora maggiore vederla andarsene così. Il suo è un talento, e un gusto soprattutto, davvero raro. Non è stata compresa, tante assegnazioni l’hanno penalizzata, ma ha fatto un percorso bellissimo: speriamo di sentirla presto, fuori di qui. Magari a Riccione, nel suo.
EROCADDEO – The importance of being staged (7)

Siamo nel regno del pop, e il video vuole la sua parte. La voce di Erocaddeo non è stata impeccabile come sempre, e le emozioni che un brano come La cura di Battiato dovrebbe trasmettere non sarebbero arrivate non fosse per l’arrangiamento incredibile e la scenografia. Però non ne capitano tutte le sere così: occhio che vede, cuore che batte!
TELLYNONPIANGERE – Salvato per un pelo (6)
Qui vale la pena fare una nota sulla storia personale di Telly, che in questo brano raccontava un dolore – quello di un padre assente – che conosce bene. Ha raccontato di essere un figlio affidatario, con una famiglia da 16 anni e un rapporto superficiale mantenuto solo con la madre biologica, e introducendo il brano ammette che anche lui, interrogato sul papà, non saprebbe che dire. Eppure neanche nel piccolo Francesco di Tricarico si è riconosciuto al punto di emozionarsi (ed emozionarci). Ci lascia sempre un po’ così, insoddisfatte.
TOMASI – Impeccabile (10)
«Ricordiamoci che ha 17 anni», ha commentato Gabbani, e noi non abbiamo altro da aggiungere.
VISCARDI – (Non) tutti quanti voglion fare jazz… (8)
Viscardi, lo diciamo sempre, è bravissimo. La tecnica è impeccabile, la sua identità è ben definita, è sicuro sul palco come dietro le quinte, insomma c’è tutto. Quello che manca, forse, a volte è l’emozione: e non serve appellarsi a tecnicismi, a grandi del jazz, a ispirazioni varie esplicite o meno. L’emozione o c’è o non c’è, zero scuse. Forse il contatto con il ballottaggio gli ha fatto bene, per rafforzarsi: lo aspettiamo la prossima volta, carico e intenso. O la va o la spacca!
PIERC – Soltanto lui (10)
Se ha sbagliato una nota, come hanno fatto notare Jake e Paola, è come lo strabismo di Venere. Un tocco d’imperfezione per far capire che si è umani, un errore che più che far storcere il naso fa sorridere. Che gli dobbiamo dire? Nessuna critica.
Primo della classe: il giudice della settimana è ancora Achille Lauro

«Tienimi fuori dalla competizione perché io non ci voglio stare», ha detto fermo a Paola quando ha provato ad insinuare una sua supposta strategia. Lauro di strategie non ne ha, è tutto core, e lo amiamo per questo.
Il look della settimana, sempre Giorgia!
Regina rossa per Hell Factor, Giorgia conquista tutti con un altro look Ermanno Scervino che sembra nato per lei. Come Paola, nemmeno noi siamo riuscite a distogliere lo sguardo, complice il suo irresistibile entusiasmo. Ancora una volta, Giorgia è la regina del fashion look di X Factor!
