Presentato in concorso all’81esima Mostra del Cinema di Venezia, Iddu – L’ultimo padrino porta questa sera alle 21:20 su Rai 3 una delle vicende più controverse della storia italiana recente: la lunga latitanza di Matteo Messina Denaro. Ma il film diretto da Fabio Grassadonia e Antonio Piazza non sceglie la strada del classico racconto di mafia.

Attraverso toni ironici, grotteschi e a tratti surreali, i registi costruiscono una storia che ruota attorno al rapporto ambiguo tra il boss interpretato da Elio Germano e Catello Palumbo, ex politico caduto in disgrazia a cui Toni Servillo regala un personaggio pieno di sfumature. Sullo sfondo c’è una Sicilia sospesa tra potere, silenzi e relazioni mai davvero spezzate.

Di cosa parla Iddu – L’ultimo padrino

La storia è ambientata nella Sicilia dei primi anni Duemila. Dopo avere scontato alcuni anni in carcere per mafia, Catello Palumbo torna a casa e scopre di aver perso tutto: il potere, il prestigio e perfino il ruolo centrale che aveva nel suo paese. Quando i Servizi Segreti gli propongono di collaborare per catturare il suo figlioccio Matteo, ultimo grande boss latitante di Cosa Nostra, l’ex politico accetta.

Comincia così un fitto scambio epistolare fatto di pizzini, messaggi criptici e giochi psicologici. Catello cerca di entrare nelle fragilità emotive del latitante, tentando di manipolarlo e, allo stesso tempo, di riconquistare un posto nel mondo. Ma il rapporto tra i due uomini si trasforma presto in un terreno ambiguo, dove verità e menzogna si confondono continuamente.

Il film alterna momenti drammatici a passaggi quasi grotteschi. È proprio questo tono sospeso tra commedia nera e thriller psicologico a rendere Iddu – L’ultimo padrino diverso dai tradizionali film sulla mafia.

La storia vera che ha ispirato il film

Iddu – L’ultimo padrino è liberamente ispirato a fatti realmente accaduti durante la latitanza di Matteo Messina Denaro, arrestato nel gennaio 2023 dopo oltre trent’anni di fuga. I registi Fabio Grassadonia e Antonio Piazza hanno preso spunto da documenti giudiziari e informazioni pubbliche legate ai rapporti tra il boss e un ex sindaco di Castelvetrano.

Elio Germano in una scena di "Iddu - L'ultimo padrino"

Nel film, il personaggio di Catello Palumbo non corrisponde a una figura reale precisa, ma nasce dalla rielaborazione di persone e vicende emerse nelle indagini. Anche lo scambio di pizzini richiama un elemento centrale nella vera storia di Messina Denaro. Per anni il boss ha comunicato attraverso piccoli messaggi scritti a mano, utilizzati per mantenere i contatti con l’esterno durante la latitanza.

I registi hanno però scelto di non trasformare il film in una cronaca giudiziaria. L’obiettivo era raccontare il clima culturale e umano di quegli anni, mostrando il fascino ambiguo del potere mafioso e le sue conseguenze sulle persone comuni.

Il cast: da Toni Servillo a Elio Germano

Uno degli aspetti più apprezzati del film è il lavoro degli attori protagonisti. Toni Servillo interpreta Catello Palumbo con un equilibrio continuo tra ironia, malinconia e ambiguità. Il suo personaggio appare a tratti quasi teatrale, capace di passare dalla comicità alla manipolazione nel giro di poche scene.

Elio Germano, invece, costruisce un Matteo inquieto, fragile e profondamente narcisista. Il boss viene mostrato lontano dall’immagine tradizionale del mafioso potente e impenetrabile. È un uomo ossessionato dal controllo, chiuso in una solitudine quasi infantile.

Nel cast compaiono anche Barbora Bobulova nel ruolo di Lucia Russo, la donna che protegge e accudisce il latitante, e Daniela Marra nei panni della poliziotta Rita Mancuso, impegnata nell’operazione per catturarlo.

Perché il film presentato a Venezia ha fatto discutere

La critica si è divisa soprattutto sul tono del film. Alcuni hanno apprezzato la scelta di raccontare il potere mafioso attraverso il grottesco, mostrando il lato ridicolo e decadente dei protagonisti. Altri, invece, hanno trovato rischiosa questa chiave ironica applicata a una vicenda così drammatica.

Per i registi, però, il film rappresenta il capitolo conclusivo di una trilogia iniziata con Salvo e proseguita con Sicilian Ghost Story. Tre opere molto diverse tra loro, unite dal desiderio di raccontare le conseguenze sociali e culturali della mafia nella Sicilia contemporanea.

Dove è stato girato Iddu – L’ultimo padrino

Le riprese si sono svolte principalmente in Sicilia, tra Palermo, Trapani e altri luoghi legati simbolicamente alla storia di Matteo Messina Denaro. Il paesaggio siciliano non è soltanto uno sfondo, ma diventa parte integrante del racconto.

Le strade assolate, gli interni silenziosi e le campagne isolate contribuiscono a creare un’atmosfera sospesa, quasi fuori dal tempo. È proprio in questo spazio immobile che si muovono i personaggi del film, intrappolati tra nostalgia, paura e desiderio di sopravvivenza.