Il diritto di contare va in onda stasera, mercoledì 22 luglio, alle 21:30 su Rai 1. Diretto da Theodore Melfi e tratto da una storia vera, il film ripercorre una pagina fondamentale della storia americana attraverso le vicende di tre donne che, grazie al loro talento e alla loro determinazione, contribuirono al successo del programma spaziale statunitense. La pellicola affronta temi come il razzismo, la disparità di genere, il valore dell’istruzione e il riconoscimento del merito, senza perdere di vista il lato umano delle sue protagoniste.

La trama de Il diritto di contare

Il diritto di contare si svolge all’inizio degli anni Sessanta, quando Stati Uniti e Unione Sovietica si contendono il primato nella corsa allo spazio. Alla NASA servono matematici in grado di affrontare calcoli sempre più complessi e Katherine Johnson, una brillante matematica afroamericana, viene assegnata al gruppo che prepara le missioni orbitali. La sua precisione si rivela presto indispensabile, soprattutto durante i preparativi del volo di John Glenn.

Accanto a lei ci sono Dorothy Vaughan e Mary Jackson, anche loro afroamericane e costrette a lottare per vedere riconosciute le proprie capacità. Dorothy comprende prima di molti colleghi che il futuro passerà attraverso i computer elettronici e decide di specializzarsi nella programmazione, mentre Mary ottiene il titolo di ingegnera, sfidando regole che sembrano insuperabili e tabu che resistono anche oggi, se si pensa che le donne laureate nelle stem continuano a essere meno degli uomini. Il film segue la crescita professionale delle tre protagoniste, ma dedica spazio anche alla loro vita privata, alle difficoltà quotidiane e al rapporto di amicizia che le unisce.

A interpretare le protagoniste sono Taraji P. Henson nel ruolo di Katherine Johnson, Octavia Spencer in quello di Dorothy Vaughan e Janelle Monáe nei panni di Mary Jackson. Completano il cast Kirsten Dunst, Jim Parsons, Mahershala Ali e Glen Powell e Kevin Costner, attore tra i più amati dal pubblico e persino da Lady Diana. La regia è di Theodore Melfi.

La storia vera dietro al film

Spesso dietro ai grandi successi hollywoodiani si nascondono storie vere che hanno fornito lo spunto di partenza per la narrazione. È successo con Billy Elliot, che rielabora la storia di Philip Mosley, ed è successo anche con Il diritto di contare. Il film si ispira liberamente ai fatti realmente accaduti raccontati nel libro Hidden Figures: The Story of the African-American Women Who Helped Win the Space Race di Margot Lee Shetterly. Il titolo originale contiene un doppio significato: in inglese il termine figures indica sia le cifre che le persone. In italiano questo gioco di parole è stato reso attraverso il verbo contare.

Al centro della storia c’è Katherine Coleman Goble Johnson, nata nel 1918 in West Virginia. Il suo talento per la matematica emerse molto presto e le permise di laurearsi a soli diciotto anni. Dopo gli studi entrò alla NACA, l’ente che in seguito sarebbe diventato la NASA, dove lavorò come “computer umano”, eseguendo a mano calcoli fondamentali per i programmi aerospaziali.

Nel 1962 fu lei a verificare la traiettoria del volo orbitale di John Glenn. L’astronauta chiese espressamente che fosse Katherine a controllare i risultati prima della partenza, un episodio che testimonia la fiducia conquistata grazie alle sue capacità. La matematica continuò a lavorare per oltre trent’anni ai programmi Mercury, Apollo e Space Shuttle e nel 2015 ricevette la Medaglia presidenziale della libertà dalle mani di Barack Obama. Grazie al film, anche il contributo di Dorothy Vaughan e Mary Jackson è diventato noto al grande pubblico.

Le differenze tra il film e la realtà

Pur basandosi su fatti realmente accaduti, il film semplifica alcuni eventi e modifica diversi personaggi. Margot Lee Shetterly ha spiegato che la sceneggiatura ha condensato tempi e situazioni per adattare una storia lunga decenni al linguaggio del cinema.

Il personaggio di Al Harrison, interpretato da Kevin Costner, è uno degli esempi più evidenti. Non corrisponde a una persona realmente esistita, ma riunisce il ruolo svolto da diversi dirigenti della NASA. Anche Vivian Mitchell e Paul Stafford sono personaggi compositi, creati partendo da più figure reali.

Allo stesso modo, il racconto della segregazione presenta alcune differenze. Nel film Katherine Johnson viene isolata dai colleghi e scambiata per una donna delle pulizie. Nella realtà la matematica raccontò di aver vissuto quell’esperienza in modo diverso, spiegando di essersi concentrata soprattutto sul lavoro e di non aver percepito la segregazione negli stessi termini mostrati sullo schermo.

La scena dei bagni è probabilmente la più nota, ma anche una delle meno fedeli ai fatti. Nel film Katherine è costretta a percorrere centinaia di metri per raggiungere i servizi riservati agli afroamericani. Nella realtà la donna utilizzò sempre i bagni dei colleghi bianchi senza particolari problemi, nonostante formalmente fosse vietato.

Anche la promozione di Dorothy Vaughan viene spostata nel tempo. Il film la colloca durante gli eventi narrati, mentre nella realtà ottenne il ruolo di supervisore già nel 1948, diventando la prima donna afroamericana a ricoprire quell’incarico alla NACA.

Dove vedere Il diritto di contare in streaming

Oltre alla trasmissione di stasera su Rai 1, Il diritto di contare è disponibile in streaming per gli abbonati a Disney+. Il film può essere anche noleggiato oppure acquistato attraverso Apple TV, Prime Video, TIMVision e Rakuten TV.

Dopo il passaggio televisivo, il film sarà disponibile anche su RaiPlay gratuitamente per un periodo limitato in modalità on demand. Se non riuscissi a seguirlo in diretta, potrai sempre recuperarlo in streaming.