Martedì 9 giugno Rai 1 ripropone Il matrimonio del mio migliore amico, la commedia romantica diretta da P.J. Hogan che nel 1997 conquistò il pubblico di tutto il mondo. Al centro della storia ci sono Julianne Potter (Julia Roberts) e Michael O’Neal (Dermot Mulroney), amici da sempre che hanno stretto un patto: sposarsi se entrambi saranno ancora single a 28 anni.
Quando Michael annuncia le nozze con la giovane Kimmy Wallace (Cameron Diaz), Julianne si rende conto di essere innamorata di lui e prova a mandare all’aria il matrimonio. Ad aiutarla, o forse a riportarla alla realtà, c’è George Downes, l’ironico amico interpretato da Rupert Everett. Prima di rivedere il film in tv, ecco alcune curiosità che forse non conosci.
La storia vera che ha ispirato il film
L’idea del film nacque da un episodio reale raccontato allo sceneggiatore Ronald Bass. Il suo agente gli parlò di una donna che, saputo del matrimonio di un ex fidanzato, si rese improvvisamente conto di aver commesso un errore lasciandolo andare. Bass intuì subito il potenziale della vicenda. Dopo aver partecipato a un lungo matrimonio dell’alta società a Chicago, trovò anche l’ambientazione ideale per sviluppare la storia.
Il finale originale prevedeva un altro uomo per Julianne
Oggi il pubblico ricorda il film anche perché Julianne non ottiene il classico lieto fine romantico. In una prima versione, però, la protagonista incontrava un nuovo uomo durante il ricevimento. A interpretarlo era John Corbett, diventato poi celebre grazie a Sex and the City. La scena venne girata ma non arrivò mai nella versione definitiva.

Durante le proiezioni test, gli spettatori non accolsero bene l’idea che Julianne trovasse subito un nuovo amore. Secondo il regista P.J. Hogan, il pubblico riteneva che il personaggio dovesse fare i conti con le conseguenze delle proprie azioni. Otto mesi dopo la fine delle riprese, il finale venne modificato e furono girate nuove scene con Rupert Everett. Per l’occasione Julia Roberts dovette persino indossare una parrucca, perché nel frattempo aveva cambiato look.
Cameron Diaz era terrorizzata durante la scena del karaoke
Uno dei momenti più memorabili del film è la scena in cui Kimmy canta I Just Don’t Know What To Do With Myself. Cameron Diaz ha raccontato più volte di essere stata sinceramente spaventata. Inizialmente pensava di poter cantare in playback, ma il regista la convinse a esibirsi davvero. L’imbarazzo e la tensione che si vedono sullo schermo erano quindi assolutamente autentici.
La celebre scena di “I Say a Little Prayer” non era nella sceneggiatura
La scena del ristorante in cui George coinvolge tutti i clienti sulle note di I Say a Little Prayer è diventata una delle più iconiche della commedia romantica americana. Eppure non era prevista nella sceneggiatura originale. Fu il regista a introdurla durante la lavorazione per dare maggiore spazio al personaggio interpretato da Rupert Everett. La scelta si rivelò vincente e contribuì a rendere George uno dei personaggi più amati del film.
Sandra Bullock fu l’unica vera alternativa a Julia Roberts
Nel corso degli anni sono circolate molte voci sui possibili casting alternativi. Ronald Bass ha però spiegato che Julia Roberts fu sempre la prima scelta. L’unica attrice considerata davvero adatta al ruolo, nel caso Roberts avesse rifiutato, era Sandra Bullock, all’epoca già una delle star emergenti di Hollywood.
Rivedendo il film oggi, si possono riconoscere diversi attori che all’epoca non erano ancora famosi. Tra le damigelle di Kimmy compaiono Rachel Griffiths, futura protagonista di Six Feet Under, e Carrie Preston, che avrebbe poi vinto un Emmy grazie a The Good Wife.
Paul Giamatti compare in un piccolo ruolo che molti dimenticano
Tra le apparizioni più sorprendenti c’è quella di Paul Giamatti. L’attore premio Emmy e candidato all’Oscar interpreta un semplice fattorino d’albergo. Un ruolo minuscolo che oggi incuriosisce molti spettatori, considerando la carriera che avrebbe costruito negli anni successivi.
Le riprese sul fiume di Chicago furono interrotte dai fan
Molti ricordano la scena in cui Julianne e Michael navigano sul fiume di Chicago. Durante le riprese, però, il lavoro della troupe veniva spesso interrotto dai passanti che riconoscevano Julia Roberts e la salutavano dai ponti.
Dermot Mulroney ha raccontato che, dopo numerosi richiami rivolti alla collega, un giorno qualcuno gridò il suo nome. Era un vecchio amico dei tempi dell’università.
Rupert Everett pensava che il ruolo avrebbe danneggiato la sua carriera
Quando lesse la prima sceneggiatura, Rupert Everett rimase perplesso. Il suo personaggio aveva pochissime battute e l’attore temeva che accettare quel ruolo potesse essere una scelta sbagliata. Le cose cambiarono durante le riprese. L’intesa con il cast e il crescente spazio dato a George trasformarono quella che sembrava una comparsa in uno dei personaggi più amati dell’intero film.
Il sequel che non è mai stato realizzato
Dermot Mulroney non ha mai nascosto il desiderio di tornare nei panni di Michael. Nel corso degli anni ha più volte dichiarato di essere disponibile a un sequel. Anche il regista P.J. Hogan ha confermato che qualche idea venne discussa. Una delle ipotesi prevedeva addirittura un matrimonio di George, con Julianne pronta a intervenire ancora una volta.
Dal film a musical: il progetto fermato dalla pandemia
Dopo un tentativo di trasformare la storia in una serie televisiva, Ronald Bass lavorò anche a un adattamento teatrale musicale basato sulle canzoni di Burt Bacharach e Hal David. Il debutto nel Regno Unito era previsto nel 2020, ma la pandemia di Covid-19 costrinse i produttori a fermare il progetto.
Nicole Richie conosce il film meglio della stessa Cameron Diaz
Tra le fan più appassionate del film c’è Nicole Richie, cognata di Cameron Diaz. L’attrice ha raccontato che durante una visita a Chicago Richie volle ripercorrere tutti i luoghi delle riprese. A ogni tappa ricordava scene e dettagli con una precisione tale da sorprendere la stessa Diaz.