Con il lancio del primo trailer, Netflix annuncia ufficialmente l’imminente uscita della serie tv Il Mostro. Quello raccontato è uno dei casi più agghiaccianti e macabri della cronaca italiana e sicuramente il serial killer più famoso: il Mostro di Firenze, che dal ’68 all’85 seminò il panico lasciando dietro di sé numerose vittime. La serie si basa sui fatti realmente accaduti, sulle testimonianze dirette, gli atti processuali e le inchieste giornalistiche ripercorrendo il caso a partire dalle prime indagini.

La trama

Il Mostro analizza ipotesi e piste ancora oggi oggetto di dibattito, ripercorrendo nel particolare quella nota come Pista sarda. Nella storia raccontata non viene messa in luce una verità univoca: i mostri possibili, emersi nel corso del tempo e delle indagini, sono stati molti. Il racconto esplora proprio loro, dal loro punto di vista.

Il cast

Nella nuova serie tv Il Mostro, Francesca Olia interpreta Barbara Locci, prima vittima del Mostro di Firenze uccisa insieme al suo amante Antonio Lo Bianco. Marco Bullitta è suo marito Stefano Mele. Giacomo Fadda presta il volto a Francesco Vinci e Valentino Mannias a Salvatore Vinci. Ci sono poi Antonio Tintiis nei panni di Giovanni Mele, Niccolò Cancellieri in quelli di Piero Mucciarini e Liliana Bottone nel ruolo della procuratrice che segue il caso. La regia è di Stefano Sollima, che in passato ha diretto per la tv Romanzo criminale e Gomorra: la serie e al cinema ACAB e Suburra.

Le parole del regista Stefano Sollima

A proposito della serie tv Il Mostro, il regista Stefano Sollima ha detto: «L’orrore, per essere davvero raccontato, va attraversato, non aggirato e la storia, per arrivare con chiarezza, senza sposare una tesi, deve cominciare dall’inizio. Riportare con onestà, con rispetto e con rigore deve ancora avere un senso. Non per risolvere, non per capire, ma solo per ricordare. Un modo per restare accanto a chi è rimasto lì, per sempre nella notte».

Sarà presentata alla Mostra del Cinema di Venezia

La serie Netflix Il Mostro sarà presentata in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia (dal 27 agosto al 9 settembre), nella sezione Fuori Concorso. Il direttore Alberto Barbera l’ha descritta dicendo che le 4 puntate «ricostruiscono almeno la prima parte dell’inchiesta sul Mostro di Firenze, che fece epoca negli anni Settanta, Ottanta e Novanta. Un mistero tutt’ora irrisolto. Una ricostruzione minuziosa basata sui documenti originali dell’epoca, e indaga sui primi sospettati, e alcune volte condannati, anche se poi si rivelarono innocenti. Chissà se poi Sollima non ci racconti anche il seguito, in quanto la serie si arresta alla vigilia dell’entrata in scena di Pacciani».

Il mostro

Dove e quando vedere Il Mostro

Con le sue 4 puntate, Il Mostro esplora le origini del caso del Mostro di Firenze. La miniserie uscirà su Netflix il 22 ottobre, in concomitanza con il decimo anniversario dallo sbarco in Italia della piattaforma di streaming.

La vera storia del mostro di Firenze

Diciassette anni di terrore, otto duplici omicidi, sempre la stessa arma: una beretta caibro 22. Quella raccontata dalla serie Il Mostro è una delle vicende più agghiaccianti e complesse della storia recente italiana, le cui indagini sono ancora in corso. Le prime vittime furono Barbara Locci e Antonio Lo Bianco, uccisi il 21 agosto 1968 a Signa, mentre in macchina dormiva il figlio di lei Natalino (che si salvò). Per questo omicidio venne inizialmente condannato Stefano Mele, marito di Locci, ma i fatti successivi lo collegarono alla serie di delitti che seguirono. Come questo infatti, tutti i successivi hanno avuto come vittime coppie appartate nei boschi nei pressi di Firenze e sono avvenuti di notte, nei fine settimana estivi. Veniva colpito prima l’uomo e poi la donna, la quale subiva successivamente una mutilazione dei genitali e del seno sinistro. Le lunghe indagini portarono alla condanna di quelli che sono noti come compagni di merende. Vennero individuati come esecutori materiali Mario Vanni e Giancarlo Lotti, condannati rispettivamente all’ergastolo e a 26 anni, mentre Pietro Pacciani fu assolto in appello e morì prima di un nuovo processo. Molti interrogativi però sono ancora rimasti aperti.