Questa sera, sabato 23 maggio, va in onda alle 21:20 su Rai 2 Il Traditore, il film di Marco Bellocchio che racconta la parabola di Tommaso Buscetta, il primo grande pentito di Cosa Nostra. Presentato in concorso al Festival di Cannes e candidato italiano agli Oscar 2020, il film ripercorre gli anni delle guerre di mafia, l’incontro con Giovanni Falcone e il Maxiprocesso che cambiò la storia italiana. Al centro del racconto c’è un personaggio controverso, interpretato da Pierfrancesco Favino, sospeso tra criminalità, senso di appartenenza e desiderio di sopravvivenza.

Di cosa parla Il Traditore

Il film si apre nella Sicilia degli anni Ottanta, mentre Cosa Nostra è attraversata da una sanguinosa guerra interna. I Corleonesi guidati da Totò Riina stanno eliminando le vecchie famiglie mafiose e Tommaso Buscetta, rifugiato in Brasile, osserva da lontano il crollo degli equilibri che aveva conosciuto.

Arrestato dalla polizia brasiliana ed estradato in Italia nel 1984, Buscetta incontra il giudice Giovanni Falcone. È qui che avviene la svolta decisiva della sua vita. Dopo avere perso molti familiari nella guerra di mafia, il boss decide di collaborare con la giustizia e di raccontare dall’interno il funzionamento di Cosa Nostra.

Marco Bellocchio sceglie però di non trasformare Il Traditore in un semplice film giudiziario. La storia alterna ricostruzione storica e introspezione psicologica, mostrando un uomo pieno di contraddizioni, lontano dall’immagine stereotipata del mafioso raccontato dal cinema tradizionale.

La vera storia di Tommaso Buscetta

Tommaso Buscetta nacque a Palermo nel 1928 in una famiglia molto povera. Entrò giovanissimo in Cosa Nostra e nel corso degli anni costruì una rete criminale internazionale tra Italia, Brasile e Stati Uniti, guadagnandosi il soprannome di «boss dei Due Mondi».

Negli anni Ottanta la situazione cambiò radicalmente. La seconda guerra di mafia scatenata dai Corleonesi di Totò Riina colpì anche la sua famiglia. Tra il 1982 e il 1984 furono uccisi numerosi parenti di Buscetta, compresi due figli. Fu proprio questa escalation di violenza a spingerlo progressivamente verso la collaborazione con lo Stato.

L’incontro con Giovanni Falcone segnò una svolta storica. Le dichiarazioni di Buscetta permisero infatti ai magistrati di comprendere la struttura interna di Cosa Nostra e contribuirono in modo decisivo al Maxiprocesso di Palermo del 1986. Per molti mafiosi divenne «il traditore», mentre lui sostenne più volte di sentirsi tradito da un’organizzazione che, secondo il suo racconto, aveva perso le regole del passato.

Dopo la collaborazione con la giustizia, Buscetta visse sotto protezione negli Stati Uniti. Tornò in Italia anche dopo le stragi del 1992 per testimoniare nei processi sui rapporti tra mafia e politica. Morì nel 2000 a North Miami, a causa di un tumore.

Il cast del film di Marco Bellocchio

A guidare il cast è Pierfrancesco Favino, protagonista di una delle interpretazioni più apprezzate della sua carriera. Per interpretare Buscetta, l’attore ha modificato profondamente il proprio aspetto fisico, ingrassando di diversi chili e lavorando sulla voce e sulla postura del personaggio.

Accanto a lui c’è Fausto Russo Alesi nel ruolo di Giovanni Falcone, mentre Luigi Lo Cascio interpreta Totò Contorno. Nel film compaiono anche Fabrizio Ferracane nei panni di Pippo Calò e Maria Fernanda Cândido, che interpreta Cristina, ultima moglie di Buscetta.

Marco Bellocchio costruisce un racconto corale in cui ogni personaggio contribuisce a mostrare il clima di tensione e paura che attraversava l’Italia di quegli anni.

I premi e il successo internazionale del film

Presentato in concorso al Festival di Cannes nel 2019, Il Traditore è stato l’unico film italiano in gara in quell’edizione. Pur non vincendo la Palma d’Oro, il film ricevette una lunga standing ovation e ottenne grande attenzione internazionale.

La pellicola conquistò poi numerosi riconoscimenti, tra cui sei David di Donatello e sette Nastri d’Argento. Fu inoltre scelta come candidata italiana agli Oscar 2020 nella categoria dedicata al miglior film internazionale.

Il successo del film fu legato soprattutto alla capacità di Bellocchio di raccontare la mafia senza mitizzarla, concentrandosi invece sulle fragilità e sulle ambiguità dei protagonisti.

Le curiosità sul personaggio interpretato da Pierfrancesco Favino

Pierfrancesco Favino ha raccontato più volte di avere affrontato il ruolo di Buscetta con grande cautela. L’attore spiegò di essere rimasto colpito dal carisma del personaggio e dal modo in cui riusciva a controllare la propria immagine pubblica.

Secondo Favino, molto di ciò che sappiamo di Buscetta deriva proprio dal racconto che lui stesso costruì nel tempo attraverso interviste e testimonianze. Per questo motivo il film evita di presentarlo come un eroe positivo, preferendo mostrare tutte le sue contraddizioni.

Anche Marco Bellocchio definì Buscetta «un traditore conservatore», un uomo che decide di parlare non per senso di giustizia assoluto, ma per difendere la propria idea di famiglia e di mafia.