A oltre cinquant’anni dalla sua uscita, Piedone a Hong Kong continua a essere uno dei titoli più popolari della filmografia di Bud Spencer. Nelle sale nel 1975 e diretto da Steno, è il secondo capitolo della saga dedicata al commissario Rizzo, detto Piedone. Questa sera Rai 3 lo ripropone, offrendo l’occasione per riscoprire un film che mescola poliziesco, commedia e avventura esotica. Tra inseguimenti, traffici internazionali e immancabili scazzottate, la pellicola segna anche una svolta nella serie, portando il protagonista lontano da Napoli e aprendolo a scenari internazionali che all’epoca affascinavano il pubblico italiano.
La trama di Piedone a Hong Kong
Il commissario Rizzo è impegnato in una difficile indagine sul traffico di droga che coinvolge Napoli e l’Estremo Oriente. Quando il boss Willy Pastrone viene trovato morto poco prima di essere interrogato, i sospetti si concentrano proprio su Piedone. Convinto della propria innocenza, il poliziotto decide di proseguire le indagini per conto suo.
Le piste lo conducono prima a Bangkok e poi a Hong Kong, dove scopre una rete criminale molto più vasta del previsto. Grazie all’aiuto di alcuni alleati e alle informazioni raccolte lungo il percorso, Rizzo riesce a smascherare il vero responsabile del traffico e a individuare una talpa all’interno delle forze dell’ordine. Come da tradizione, la giustizia trionfa tra pugni, inseguimenti e situazioni comiche.
Bud Spencer recita con la sua vera voce
Una delle curiosità più importanti riguarda proprio Bud Spencer. A differenza del precedente Piedone lo sbirro, l’attore non viene doppiato da Glauco Onorato ma recita utilizzando la propria voce.
Una scelta che caratterizzerà anche i successivi capitoli della saga e che contribuirà a rendere ancora più autentico il personaggio del commissario Rizzo. La voce profonda e l’inconfondibile accento napoletano di Bud Spencer diventano infatti parte integrante del suo fascino e della sua identità cinematografica.
Per molti spettatori fu un cambiamento quasi impercettibile. Per gli appassionati, invece, rappresentò un passaggio importante nella costruzione definitiva del personaggio.
Le location tra Napoli, Hong Kong e Bangkok
Uno degli aspetti che distingue Piedone a Hong Kong dagli altri film della serie è l’ambientazione internazionale.
La storia parte da Napoli ma si sposta rapidamente in Oriente, tra Hong Kong e Bangkok. Per il pubblico italiano degli anni Settanta si trattava di luoghi lontani, misteriosi e affascinanti, capaci di aggiungere un tocco di avventura a una formula già molto amata.
Non tutte le scene furono però girate in Asia. Diversi interni vennero realizzati a Roma, negli studi De Paolis e negli spazi del Centro Sperimentale di Cinematografia. Il risultato finale riesce comunque a trasmettere l’atmosfera esotica che il regista Steno cercava per dare nuova linfa alla saga.
Le scazzottate tra kung-fu, boxe thailandese e una scena unica sott’acqua
Le celebri scazzottate di Bud Spencer rappresentano uno degli elementi più iconici del film. In questo capitolo, però, assumono caratteristiche diverse rispetto ai precedenti.
L’arrivo in Oriente permette infatti di contaminare il classico stile dell’attore con elementi provenienti dal cinema di arti marziali che in quegli anni stava conquistando il pubblico occidentale. La produzione si avvalse di stuntman asiatici già impegnati in film di kung-fu e arti marziali, dando vita a combattimenti più dinamici del solito.
Tra le sequenze più ricordate c’è una rara scazzottata ambientata in acqua nel porto di Hong Kong. Grazie al suo passato da campione di nuoto, Bud Spencer riuscì a girare una scena davvero insolita per il cinema d’azione dell’epoca, trasformandola in uno dei momenti più curiosi dell’intera saga.
Un film più leggero e pensato per tutta la famiglia
Secondo molti critici, Piedone a Hong Kong segna anche un cambio di tono rispetto al primo capitolo.
Se Piedone lo sbirro conservava una componente poliziesca più marcata, qui prevalgono l’avventura e la commedia. La presenza del piccolo Yoko, interpretato dall’esordiente Day Golo, contribuisce a rendere il racconto più familiare e ad addolcire alcuni aspetti del genere poliziesco.
Bud Spencer diventa così sempre più l’eroe buono e protettivo che il pubblico imparerà ad amare negli anni successivi: forte, ironico, incapace di voltarsi dall’altra parte davanti a un’ingiustizia.
Il cast e l’ultima interpretazione di Al Lettieri
Nel cast spicca la presenza di Al Lettieri, attore statunitense noto anche per ruoli in film come Il Padrino e Getaway!.
Per lui Piedone a Hong Kong rappresenta una delle ultime interpretazioni della carriera. Morì infatti nel 1975, lo stesso anno dell’uscita del film, a soli 47 anni. Alcune delle sue ultime pellicole sarebbero arrivate nelle sale soltanto dopo la sua scomparsa.
Tra i volti più amati dal pubblico italiano c’è anche Enzo Cannavale nei panni del brigadiere Caputo, perfetta spalla comica di Bud Spencer.