A volte le storie semplici riescono a sorprendere più di quelle costruite per stupire. Lapponia I love iù, il film in onda in prima visione tv domenica 17 maggio alle 21:30 su Rai 1, parte quasi come una commedia leggera: tre ragazzi napoletani in fuga finiscono nella remota Lapponia finlandese per colpa di un’eredità inattesa. Ma dietro lo scontro culturale, le gag e il contrasto tra Napoli e il nord Europa, il racconto prende lentamente una direzione più emotiva. Perché il viaggio di Carmine, interpretato da Erasmo Genzini, diventa soprattutto un percorso di trasformazione personale. E senza essere tratto da una storia vera, riesce comunque a toccare qualcosa di molto reale: il bisogno di fermarsi, cambiare prospettiva e immaginare una vita diversa.
Di cosa parla Lapponia i love iù
Il protagonista del film è Carmine Esposito, un ragazzo cresciuto a Napoli in una famiglia legata alla criminalità. Insieme agli amici Enzo e Antonio vive di piccoli furti e lavori improvvisati, fino a quando una rapina finita male li mette nei guai con un boss pericoloso. Per salvarsi devono restituire il denaro rubato, ma non hanno i soldi necessari.
La svolta arriva quando Carmine scopre che il fratello Salvatore, con cui aveva interrotto ogni rapporto, è morto lasciandogli una villa in Finlandia. I tre partono così per la Lapponia convinti di poter vendere rapidamente la casa. Una volta arrivati, però, scoprono che il testamento impone loro di restare lì per due mesi prima di ottenere l’eredità.
Da quel momento il film cambia ritmo. La fuga disperata lascia spazio a un racconto fatto di incontri, silenzi e differenze culturali. Carmine si ritrova immerso nel territorio dei Sami, tra allevamenti di renne, giornate senza buio e paesaggi quasi irreali. Ed è proprio lontano da Napoli che inizia a guardare in modo diverso alla propria vita e al passato della sua famiglia.
Il contrasto tra Napoli e la Lapponia è il cuore del film
La parte più interessante di Lapponia I love iù è probabilmente il modo in cui mette a confronto due mondi opposti. Da una parte c’è Napoli, rumorosa, veloce, caotica. Dall’altra la Lapponia finlandese, fatta di silenzio, natura e spazi enormi.
Il film gioca molto su questo contrasto. All’inizio i protagonisti sembrano completamente fuori posto. Faticano ad adattarsi ai ritmi lenti, alla luce continua del nord e a una cultura che conoscono appena. Ma proprio questa distanza diventa il motore della storia.
Anche Erasmo Genzini, che interpreta Carmine, ha raccontato quanto quell’esperienza abbia inciso durante le riprese. Trasferitosi a Inari per il film, l’attore ha spiegato di essere rimasto colpito soprattutto dal silenzio e dal rapporto con la natura. Un mondo lontanissimo dal caos a cui siamo abituati ogni giorno.
Ed è forse questo il messaggio più forte del film: a volte per capire davvero chi siamo bisogna uscire completamente dalla realtà che conosciamo.
Erasmo Genzini racconta una storia di rinascita
Negli ultimi anni Erasmo Genzini è diventato uno dei volti più riconoscibili della fiction Rai. Da Mina Settembre fino a Roberta Valente – Notaio in Sorrento, il pubblico lo associa spesso a personaggi gentili e malinconici.
In Lapponia I love iù porta invece in scena un ragazzo più istintivo, cresciuto in un ambiente difficile ma ancora capace di cambiare. Carmine non è l’eroe perfetto. È impulsivo, confuso e spesso immaturo. Però conserva una curiosità verso il mondo che lentamente lo trasforma.
L’incontro con Maren Elle, giovane allevatrice Sami interpretata da Sissi Jomppanen, diventa fondamentale proprio per questo percorso. La ragazza vive una realtà molto diversa dalla sua, segnata dalla responsabilità e dal legame con la terra. Attraverso di lei, Carmine inizia a guardare la propria vita con occhi nuovi.
La storia d’amore resta leggera e delicata, senza diventare troppo melodrammatica. E funziona soprattutto perché accompagna il cambiamento interiore del protagonista.
La cultura Sami e il fascino del grande nord
Uno degli aspetti più originali del film è l’ambientazione. La Lapponia non è soltanto uno sfondo suggestivo, ma diventa quasi un personaggio del racconto.
Il territorio dei Sami viene mostrato attraverso piccoli dettagli quotidiani: le renne, il sole che non tramonta mai, il rapporto con la natura, il silenzio delle distese innevate. Tutti elementi che contribuiscono a creare un’atmosfera sospesa, molto diversa dalle classiche commedie italiane.
Anche i personaggi Sami hanno un ruolo importante nella storia. Sunnà, compagna del fratello di Carmine, aiuta il protagonista a ricostruire il passato di Salvatore e a comprendere motivazioni che aveva sempre ignorato. Maren Elle invece rappresenta una vita costruita sulla resistenza e sull’equilibrio con l’ambiente.
Il film non trasforma mai la cultura Sami in semplice folklore turistico. Cerca piuttosto di usarla come occasione di confronto tra modi diversi di vivere e guardare il mondo.
Perché Lapponia i love iù riesce a commuovere
Pur restando una commedia leggera, Lapponia I love iù riesce a parlare di temi molto universali. Il bisogno di cambiare vita. Il rapporto difficile con la famiglia. Il peso del passato. E soprattutto il desiderio di sentirsi finalmente nel posto giusto.
Il film non cerca grandi colpi di scena né effetti drammatici eccessivi. Funziona invece attraverso momenti piccoli, gesti semplici e trasformazioni lente. È proprio questa semplicità a renderlo emotivamente credibile.
Alla fine del viaggio, Carmine e i suoi amici non diventano persone perfette. Ma capiscono che esiste un modo diverso di stare al mondo. Ed è questo che rende il racconto più umano di quanto sembri all’inizio.