Ha registrato 850 puntate in 22 anni di servizio. Dici Chi l’ha visto? e il pensiero corre subito al volto rassicurante di Federica Sciarelli che, il mercoledì sera, ti saluta come fossi un’amica prima di aggiornarti sulle persone scomparse e i delitti irrisolti. La giornalista classe 1958 è ormai diventata una di famiglia per gli appassionati dello storico programma di inchiesta. Maestra nel bilanciare rigore ed empatia, dal 23 settembre la Sciarelli lascia la conduzione di Chi l’ha visto? e passa il testimone all’inviata Raffaella Griggi, nella sua redazione dal 2017.
Dal Tg3 a Chi l’ha visto?
Approdata in Rai grazie a una borsa di studio ad appena vent’anni (prima all’Ufficio Informazioni Parlamentari e poi al Tg3, tra le pochissime donne all’epoca a occuparsi di politica), nel 2004 Federica Sciarelli arriva a Chi l’ha visto? di cui sarà la conduttrice più longeva. Prima di lei, dal debutto nel 1989, si erano alternate al timone Donatella Raffai, Marcella De Palma, Alessandra Graziottin, Giovanna Milella e Daniela Poggi. Ma è con Federica che Chi l’ha visto? diventa un vero fenomeno della tv.
Le donne scelgono Federica
Puntata dopo puntata, tra un’inchiesta ultra-approfondita e un collegamento in diretta, la giornalista romana conquista il cuore dei telespettatori e cambia il volto del programma. Aggiunge sensibilità e toglie spettacolarizzazione. La conduttrice dal sorriso gentile e l’autorevolezza granitica piace a tutti. Tantissimo alle donne, di ogni età: secondo i dati Auditel, tra il pubblico femminile lo share della trasmissione sfiora il 12%.
I casi seguiti senza arrendersi mai
Affiancando la cronaca nera e giudiziaria alle storie delle persone scomparse, la Sciarelli e la sua squadra di super professionisti tengono fede a un principio: non si arrendono, mai. Sopralluoghi, interviste, ricostruzioni. Anche quando i riflettori degli altri si spengono, la redazione non smette di indagare. Succede con Elisa Claps, la studentessa di Potenza sparita il 12 settembre 1993. I suoi familiari fanno di tutto per ritrovarla, dribblando omertà e depistaggi. Chi l’ha visto? è sempre al loro fianco, fino a quando, nel 2010, i resti della ragazza vengono scoperti nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità.
Poi Yara Gambirasio, la 13enne di Brembate di Sopra scomparsa nel novembre 2010 e rinvenuta senza vita tre mesi dopo: il programma se ne occupa a lungo, tra le indagini, il processo e le successive polemiche giudiziarie. E Denise Pipitone, inghiottita dal buio a Mazara del Vallo nel 2004: segnalazioni, fotografie e testimonianze riaccendono più volte la speranza e spingono la redazione a seguire ogni possibile traccia. Ad animare la Sciarelli e il suo team è il sacro fuoco del giornalismo? Certamente, ma non solo: è determinante la semplice, illuminante consapevolezza che dietro ogni fascicolo e articolo strillato sui giornali ci sono persone che stanno soffrendo. E meritano una risposta.
Sciarelli racconta (anche) il coraggio di chi resta
Ed è proprio da questa attenzione alle persone che nasce un altro tratto distintivo del Chi l’ha visto? firmato Federica Sciarelli: il modo in cui dà voce a chi resta. Soprattutto alle donne. Accanto ai volti degli scomparsi, nelle case degli italiani entrano quelli di madri, sorelle e mogli che non si arrendono al silenzio e trasformano il dolore e la preoccupazione in benzina per portare avanti la battaglia per la verità.
Come Filomena Iemma, mamma di Elisa Claps, che ha aspettato 17 anni prima di sapere cosa fosse accaduto a sua figlia. La Sciarelli fa di queste voci una parte fondamentale del racconto, senza relegarle al ruolo di comparse di una tragedia. Le ascolta mentre ricostruiscono dettagli, contestano versioni, lanciano appelli. Non vittime, ma protagoniste sfinite e, al tempo stesso, instancabili nel momento più fragile della loro vita.
Nessuno si salva da solo
Sotto la guida di Federica Sciarelli, Chi l’ha visto? ha così rappresentato un osservatorio sulla società che cambia. E, di riflesso, sull’evoluzione del ruolo della famiglia e sul valore della rete sociale. Il filo rosso che lega tutte le puntate della trasmissione è infatti un invito di fondo, caro alla giornalista: i problemi si risolvono insieme, chiedere e offrire aiuto è letteralmente vitale. Ed è proprio questa spinta verso la solidarietà – il desiderio di dare una mano a chi è nei guai – una delle caratteristiche comuni dei telespettatori fan della conduttrice.
Un grazie lungo 22 anni
Nel suo ultimo saluto in trasmissione, Federica ha voluto ringraziare proprio il suo pubblico, ricordando come in tanti, negli anni, abbiano concretamente aiutato le indagini seguite dal programma, segnalando avvistamenti, e anche scendendo in strada. Un ringraziamento che è diventato il modo più significativo per raccontare ciò che Chi l’ha visto? è riuscito a costruire negli anni: «Una comunità bellissima, che non deve andare dispersa», ha detto la giornalista. Aveva confessato, Federica, di assorbire come una spugna il dolore dei familiari degli scomparsi e di scaricare la tensione accumulata andando sui rollerblade. Quando ci mancherà ce la immagineremo sfrecciare con quel sorriso gentile.