Dodici edizioni, più quella in corso e due Vip (condotte una da Simona Ventura, l’altra da Alessia Marcuzzi) di Temptation Island negli anni hanno regalato momenti di elevata drammaturgia, molti dei quali avvenuti durante il falò di confronto, espressione quasi entrata nell’uso comune nel linguaggio popolare. Anzi, hic et nunc, peroriamo la causa chiedendo alla Treccani d’inserirla come frase idiomatica all’interno del celebre dizionario. Se lo merita questo upgrade.
Evento clou del viaggio dei sentimenti televisivo, quello che accade sul ceppo attorno al fuoco, rimane attorno al fuoco e nei meme che istantanei fioccano sul web.
Momento nostalgia: i falò entrati nella storia
Lacrime, schiaffi, recriminazioni, rivalse: tutto può succedere con diversi colpi di scena. Così, relazioni che sembravano ormai naufragate finiscono bene, quelle con spiragli di possibilità ci mettono una pietra (tombale) sopra.
Diversi i falò passati alla storia: ci sentiamo di citare in primis quello tra Gabriela e Giuseppe, edizione 2023. Lui dato per spacciato, per aver calpestato in loop i sentimenti della fidanzata e, non meno grave, la lingua italiana (frase cult: «Il passato lo rimaniamo alle spalle»).
Lei che prima lo definisce «bastardo» circa sei/sette milioni di volte (con tanto di canzone della Tatangelo a fare da sottofondo) e poi lo perdona, fino ad arrivare, quest’anno, persino a sposarselo. Signora coerenza.
Ancora, impossibile non citare l’edizione 2018 quando Martina sbagliò il nome del fidanzato Giampaolo chiamandolo Andrea, come il single che le si era avvicinato (per contratto) nel programma. Ridendo poi per giunta del fatto. Epico.
Oppure quello tra l’ex calciatore Stefano Bettarini e Nicoletta Larini, davanti agli occhi dell’allora conduttrice dell’edizione Vip 2018, nonché ex moglie di lui, Simona Ventura intenta a prodigare consigli motivazionali a lei (ne aveva bisogno). Un momento indimenticabile della tv italiana.
Il falò delle vanità, o no?
Quest’anno, invece, già ci ha regalato molto: attorno al fuoco friccicarello di luglio hanno già tenuto banco le arringhe stile Colpevole d’innocenza mixed by Alessio, ex (ormai) fidanzato della queen dalla cofana stellare Sonia M. e l’asfaltata di Sonia B. a Simone, quello con la faccia da Topo Gigio, il fisico da Tartaruga Ninja e il cervello da spugna marina.
Del resto, nel programma, il falò di confronto diventa lo specchio delle dinamiche relazionali contemporanee. Tanto che a parlarne è stato anche il celebre critico televisivo Aldo Grasso che così si interroga sulle pagine del Corriere della Sera: «Il falò di confronto assume le sembianze di un momento catartico, in cui le verità vengono a galla e i protagonisti prendono decisioni cruciali per il loro destino, oppure sono solo fuochi fatui da esibizionisti?».
Probabilmente fifty-fifty: bugie e verità si svelano in una modalità narrativa che, sebbene assomigli (prendete queste parole con le molle) alle dinamiche delle antiche tragedie greche, gioca con situazioni banali e drammi creati ad arte per la devozione televisiva.
Il pubblico a casa lo ama, perché quando capita di poter osservare una seduta di terapia di coppia, seppur spettacolarizzata? Il falò è un confessionale alla potenza, il fuoco tribale alla presenza del quale si è chiamati davanti alla tribù televisiva dopo essere stati esposti a tentazione.
Fuoco, cammina con me
Puri o impuri, santi o peccatori, angeli o demoni: il pubblico aspetta il giudizio finale di questi agnelli sacrificali. Le tensioni esplodono, le dinamiche di coppia si svelano e, nel giro dei primi minuti, è chiaro chi tra i due abbia il coltello dalla parte del manico (per fortuna figurato, che se fosse vero…).
La sequenza del programma, lo sappiamo, in genere, è sempre la stessa: lei/lui tradisce, l’altro assiste al tradimento, per tutto il resto – parolacce, scuse, arrampicate sugli specchi, ripicche – c’è il falò.
Attendiamo, così, la sesta puntata dell’edizione 2025: attorno a quel fuoco, seduti sul tronco, chi con un bicchiere di vino, chi con la maschera in tessuto sul viso, chi con lo smartphone alla mano pronto a commentare, ci siamo tutti in attesa dell’ultima, secca, definitiva, domanda rivolta da Filippo Bisciglia, deus ex machina che spesso sul volto porta chiari segni di afflizione: «Uscite insieme o separati?».
Seguono attimi di suspence. Del resto, per chi vuol esser lieto (leggi «traditore») sia, del doman non vi sarà certezza. Ma del falò di confronto sì.