Eccoci qui pronti per una maratona no stop di tre giorni di Temptation Island sempre più Sanremo oriented. E così pronti a rimanere spiaggiati sul divano in modalità Homer Simpson per le prossime 36 ore filate, eccoci a commentare le gesta dei nostri. Che tra lacrime (di coccodrillo o meno), baci censurabili, ritorni di fiamma improvvisi da chiamare il pronto intervento sentimenti, make-up assassini, abbronzatura nuance pollo allo spiedo e i soliti psico drammi esistenziali, anche per questa volta ci hanno regalato momenti di ordinaria follia.
Diamante e Bernadette, Elpidio mode on (9)
Mentre ripercorriamo il viaggio nei sentimenti di questa coppia, una palla di fieno che rotola nel deserto appare sullo schermo. Diamante e Bernadette, sia messo agli atti, detengono un record. A loro va il premio per il minor minutaggio concesso a una coppia di ogni edizione mai trasmessa del reality. Sì e no 25 minuti totali (dopo sei puntate in cui tutti ci chiedevamo chi fossero). Di cui almeno poi 20 dati a lui per fare una proposta infinita a lei condita di cliché profondi come la boccia del pesce rosso, durata più di tutto il loro percorso nel programma. Il tutto dopo essere arrivato al capezzale, ops, cospetto di Berny con il fiatone e il sudore che gli usciva persino dalle narici per essersi sparato un chilometro e mezzo di costa sotto il sole rovente della Calabria (che con il caldo di questi giorni fa di Diamante un mezzo eroe).
Ma con la musica di Ufficiale e Gentiluomo in sottofondo (sempre chapeau per la colonna sonora) che, diciamolo, c’ha fatto sbloccare i dotti lacrimali a tutti (comprese le comari Francesca, Soraya e Sabrina che con Filippo miravano la scena dall’alto del villaggio delle fidanzate). Un lieto fine di prassi a Temptation s’ha da fare. Ma non abbiamo potuto dare a questa coppia il massimo dei voti: il nostro cuore appartiene ancora al M’ vuo’ spusà pirotecnico di Antonio e ValenDina dell’anno scorso da Tribuna Posillipo in standing ovation. Inarrivabile.
Cristian e Soraya, pensavo fosse amore, invece era una Mastercard (- 5)
Dopo aver immerso ancora una volta il mento nello zafferano e aver sterminato qualche altro make-up artist nel mondo, deceduto alla vista di cotanto ardire, la baldanzosa Soraya di verde vestita (di sua beltà si fida, del resto, e pure assai) arriva sui tronchi pronta al confronto con Cristian. Ricordiamo che la figlia di papà de Roma dal minuto zero di Temptation 2026 ha umiliato in tutti i luoghi e in tutti i laghi il fidanzato. Per cominciare, tre secondi dopo aver messo piede al villaggio dei fidanzati, una love story con quell’ammasso di muscoli chiamato Dimitri. «Perché lui mi dà tutto quello che voglio». Tradotto: carezze, abbracci e ricordarle h24 quanto sia forte, tosta, indipendente. E bellissima, of course. Tra l’altro detto con l’entusiasmo di un bradipo. Ed ecco la resa dei conti richiesta da lei solo perché «agli occhi degli altri ho sbagliato, ma in realtà io ho ragione».
Il falò di Cristian e Soraya, da brivido
Le premesse ci sembrano quelle giuste, insomma. Così, all’arrivo di Cristian al falò, comincia la resa dei conti. I due si rinfacciano un anno e otto mesi di relazione da brivido, con lei che piange a dirotto. Tranquilli, non importa quante lacrime versi, il suo trucco giallo sul mento rimane sempre al suo posto. «Non voglio neanche dire quanti soldi ti ho passato», dichiara costei quando lui le chiede se avesse mai fatto caso alle mancanze che avvertiva all’interno della coppia. Che una sedia forse c’ha più tatto. Lui parla di speranza di stare con lei all’8% e lei è convinta sia la percentuale del suo sentimento. Così, per tutto il tempo, in un cortocircuito surreale tra «tu non sai fa’ l’uovo al tegamino» e «ma possiamo parlare d’amore?». Alla fine, chiaramente, i due escono separati e noi abbiamo una sola certezza: Maria, trono subito per Cristian. Che alla fine la famosa maschera di Spiderman l’ha pagata 26 euro, mica 50 come ha starnazzato l’altra per tutto il tempo della trasmissione. E fa la differenza, eh.
Rosario e Alessandra, chi è causa del suo mal… (0)
Pronto polizia dei sentimenti? Alessandra è da mettere al gabbio, e buttare la chiave. Pensavamo che questa storia avesse avuto un lieto fine (con lei che lascia lui, viscidissimo e bugiardo, per sempre), e invece. Invece Rosario richiede un altro falò e lei accorre. Mentre è seduto sui tronchi, sempre più marrone che Carlo Conti è sotto candeggina a confronto, lui sorride compiaciuto mentre guarda lei arrivare con il viso gioioso, sicuro che avrebbe accettato di rivederlo. Livello di indignazione da casa + 4567. Poi le dice che la ama e che in questi giorni che hanno trascorso lontani, sia stato brutto svegliarsi senza di lei al fianco nel letto, bla bla bla.
E lei, nonostante lui abbia il QI di una spugna marina, sia più unto di una melanzana sott’olio, sia più bugiardo di Pinocchio, l’abbia a cuore quanto chi le ha fatto quel tatuaggio da denuncia sulla faccia, insomma, nonostante sia davvero il fidanzato da cui tutte dovremmo scappare, se lo riprende perché quando mi guarda negli occhi, io mi sciolgo: lo amo alla follia». Ti meriti sto pezzo di carne color tek, allora, cara mia. Di questo confronto l’unico vero colpo di scena è stato però un altro, ovvero scoprire che dopo la vacanza davanti alle telecamere ce n’è un’altra a fare da spin-off. Dopo il falò, infatti, si rimane nel villaggio ma senza single intorno pagati per chiederti «Come stai» o dirti «Che begli occhi che hai», «Ti meriti di più», con la convinzione di un comodino. Insomma, per quanta strada ancora c’è da fare, amerai il finale. Questo qui però.
Gabriele e Sara, Saretta o mia Saretta (3)
Dunque, mentre quindi anche Sara (che ricordiamo aveva scelto di uscire sola dopo il confronto con il drammatico fidanzato Gabriele) si stava finalmente godendo la vacanza in Calabria in solitudine, ecco che le arriva il fulmine a ciel sereno. Viene richiamata davanti al falò per un video di Gabriele che, dopo essere stato piantato in asso sul tronco, ha ben pensato di dimostrare di aver capito la lezione chiamandola ripetutamente «Saretta» e «Amore mio» mentre le legge una lettera stile Conte con i decreti ai tempi del Covid.
Con tanto di mosca che gli rimane invischiati nei gel dei capelli, costui va avanti per almeno un quarto d’ora a farfugliare che si addossa tutta la colpa della fine della loro storia, benché certo lei non sia sulla strada della beatificazione, che non le chiede di tornare insieme ma che ci sarà se lei vorrà prendersi un caffè, che inizierà un percorso psicologico importante ecc ecc ecc. Il tutto con un’espressione che sembra la nostra quando leggiamo la bolletta della luce di agosto dopo un mese di condizionatori mai spenti. Almeno lei ha avuto la decenza di non tornare sui suoi passi. Cioè, fino a stasera per lo meno.
Giovanni, Sabrina e «Loryssea» (1 a lei)
Qui draghiamo davvero l’abisso, signore mie. Mentre il caruso Giovanni, che senza la mamma non riesce nemmeno a infilarsi la maglietta nel verso giusto, si lascia andare a riflessioni sulle malinconie esistenziali, il tutto cadendo rovinosamente in acqua da un materassino fermo e praticamente affogando nelle sue stesse metafore, nel villaggio delle fidanzate Sabrina, che ha lasciato il ritegno a Catania, non molla le avances verso il sempre più malcapitato Lory che alla fine sembra cedere, assolutamente devastato, sotto il telo mare. Da qui comincia una diatriba su un fatto di cui chiunque dovrebbe essere ben consapevole: l’esistenza o meno di un bacio. Che lui sottolinea ci sia stato (si è piegato e giustamente vuole dalla produzione il bonus a sto punto), mentre lei fa sua la massima di Rosario «negare sempre, arrendersi mai» prendendola alla lettera. Per poi chiedergli di andare in bagno, la dove non battono le telecamere, per continuare la faccenda ij separata sede e magari darsi un bacio come (secondo Sabrina) si deve.
Nessuno sa cosa ne sarà di noi in futuro, tranne il single Lory, giunto allo stremo e consapevole che tra lui e lei NON accadrà mai più nient’altro: «Non ricapiterà più un bacio tra me e te. No, non è neanche il caso di creare la situazione», le dice orami senza pietà alcuna. Palo e poi anche traversa. Sabrina stacce. Intanto Giovanni, come tutti noi dietro allo schermo, si gode la scena. Poi, preso dall’euforia, corre fuori al capanno ringraziando la produzione, chi ha condiviso il percorso con lui, Lory e pure la nonna, dato che c’è. Del resto, il fosso se l’è scansato. E pure bello grosso. Anche se 9 volte su 10 non capiamo cosa mugugna, siamo tutti con lui. Subbutu.