A quasi trent’anni dalla sua scomparsa, Lucio Battisti continua a essere una delle figure più amate e influenti della musica italiana. Oggi, lunedì 28 luglio, Rai 3 gli dedica la prima serata con Lucio per amico. Ricordando Battisti, documentario diretto da Angelo Bozzolini che ricostruisce il percorso umano e artistico del cantautore attraverso immagini d’archivio, testimonianze e musica.

Un’occasione per ripercorrere la storia di un artista che ha rivoluzionato il cantautorato italiano e per ricordare anche gli ultimi anni della sua vita, segnati dalla scelta di allontanarsi dalla scena pubblica e dalla morte, avvenuta il 9 settembre 1998, sulla quale la famiglia ha sempre mantenuto il massimo riserbo.

Come è morto Lucio Battisti: cosa si sa sulle cause della morte

Lucio Battisti morì il 9 settembre 1998, all’età di 55 anni, all’ospedale San Paolo di Milano, dove era stato ricoverato alcuni giorni prima per il peggioramento delle sue condizioni di salute.

Fin dall’inizio del ricovero, la famiglia scelse di mantenere il massimo riserbo e non rese pubblica la natura della malattia. Anche il comunicato diffuso dall’ospedale dopo la morte parlò soltanto di «complicanze intervenute in un quadro clinico severo sin dall’esordio», senza indicare una diagnosi precisa.

Negli anni successivi, diverse ricostruzioni biografiche autorevoli, tra cui quella pubblicata dal Dizionario Biografico degli Italiani della Treccani, hanno riferito che al cantautore sarebbe stato diagnosticato un linfoma non Hodgkin. Si tratta però di una ricostruzione storica mai confermata ufficialmente dalla famiglia, che ha sempre rispettato la volontà di Battisti di vivere, fino alla fine, lontano dall’esposizione pubblica.

Quella scelta di riservatezza, la stessa che aveva caratterizzato gli ultimi anni della sua carriera, è rimasta parte integrante della sua storia.

Quando e dove vedere “Lucio per amico. Ricordando Battisti”

L’appuntamento è per oggi, lunedì 28 luglio, alle 21.20 su Rai 3. Il documentario sarà disponibile anche in contemporanea streaming su RaiPlay, consentendo di seguirlo anche da computer, smartphone, tablet e smart TV.

Prodotto da Garbo Produzioni con Rai Documentari e diretto da Angelo Bozzolini, Lucio per amico. Ricordando Battisti prova a raccontare il lato più autentico del musicista, andando oltre il personaggio pubblico. Il punto di partenza è rappresentato da alcuni filmati in Super8 ritrovati negli archivi internazionali, che mostrano un giovanissimo Battisti agli inizi della carriera accanto al suo scopritore Roberto Matano, molti anni prima del successo nazionale.

Cosa racconta il documentario dedicato a Lucio Battisti

Il documentario costruisce il suo racconto attraverso un ricco patrimonio di materiali d’archivio italiani e internazionali. Tra questi figurano anche rare apparizioni televisive realizzate in Spagna e in Germania, rimaste per lungo tempo poco conosciute al grande pubblico.

A guidare la narrazione sono soprattutto Mogol, autore dei testi di molti dei più grandi successi di Battisti, e Maite Carpio, ideatrice e sceneggiatrice del progetto.

Mogol, storico paroliere di Battisti

Il loro racconto ricostruisce il percorso artistico del cantautore, la nascita del sodalizio con Mogol destinato a cambiare la storia della musica italiana e il rapporto tra un artista geniale e una fama che, con il passare degli anni, scelse di vivere sempre più lontano dai riflettori.

Le testimonianze e le canzoni protagoniste del docufilm

Ad arricchire il documentario contribuiscono le testimonianze di amici, musicisti e collaboratori che hanno condiviso con Battisti parte del suo percorso artistico. Tra loro ci sono Pietruccio Montalbetti, Gianni Dall’Aglio, Mario Lavezzi, Franco Daldello, Mara Maionchi, Caterina Caselli, Adriano Pappalardo, Franco Mussida e Tony Cicco.

La colonna sonora è affidata naturalmente alle canzoni di Battisti che hanno segnato la storia della musica italiana. Accanto ai brani interpretati dalla voce originale del cantautore laziale, trovano spazio anche quattro performance esclusive affidate a Gianluca Grignani, Noemi, Giovanni Caccamo e Giusy Ferreri.

Sotto la direzione artistica del maestro Enrico Melozzi, gli artisti reinterpretano Il tempo di morire, Amarsi un po’, Emozioni e Io vivrò, alcuni dei brani più rappresentativi del repertorio del cantautore.

Chi era Lucio Battisti, uno dei grandi protagonisti del cantautorato italiano

Nato a Poggio Bustone il 5 marzo 1943, Lucio Battisti è considerato uno dei più importanti cantautori della musica italiana. La collaborazione con Mogol ha dato vita a decine di brani entrati nell’immaginario collettivo, da Emozioni a Mi ritorni in mente, da Acqua azzurra, acqua chiara fino a Il mio canto libero.

Negli anni Settanta e Ottanta il suo modo di comporre e interpretare le canzoni ha influenzato intere generazioni di musicisti. Dopo il progressivo ritiro dalla scena pubblica, Battisti scelse di non concedere più interviste e di sottrarsi alla visibilità mediatica, alimentando un’aura di mistero che ancora oggi accompagna la sua figura.

Nel 2023 è stato celebrato l’ottantesimo anniversario della sua nascita, confermando quanto la sua eredità artistica continui a essere viva.

Battisti resta infatti uno dei pilastri della canzone d’autore italiana, accanto a figure leggendarie della nostra canzone d’autore: da Lucio Dalla a Franco Battiato, fino a Fabrizio De André, indimenticato Faber scomparso nel gennaio del ’99 i cui brani immortali sono portati in giro e reinterpretati magistralmente dal figlio Cristiano.

Proprio in queste settimane Fiorella Mannoia sta portando nei teatri e nelle arene italiane lo spettacolo dedicato ad Anime Salve, nato nel trentennale dell’ultimo album di De Andrè, realizzato insieme a Ivano Fossati e pubblicato nel 1996, a testimonianza di quanto il patrimonio del grande cantautorato italiano continui ancora oggi a ispirare artisti e pubblico.