Questa sera, martedì 13 gennaio, Rai 1 propone in prima serata un film tv che sceglie una strada diversa dal classico racconto biografico. Al centro non c’è solo il poeta studiato sui libri di scuola, ma l’uomo, il fratello, il figlio segnato da una serie di lutti che hanno inciso per sempre sulla sua vita.
A guidare lo spettatore è lo sguardo di Maria Pascoli, per tutti Mariù, la sorella che più di ogni altra ha condiviso con Giovanni un legame profondo e assoluto. Il risultato è un racconto delicato e coinvolgente, capace di emozionare anche chi pensa di conoscere già Pascoli.
Zvanì – Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli, la storia vera che ha ispirato il film: Pascoli visto dalla sorella Mariù
La storia raccontata nel film, Zvanì – Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli, è ispirata a fatti reali e prende avvio da un momento preciso: il 1912, l’anno della morte di Giovanni Pascoli. Un treno parte da Bologna per accompagnare il poeta verso le esequie. A bordo ci sono studenti, autorità e familiari. Tra loro c’è Maria, detta Mariù, la sorella amatissima.

È durante questo viaggio che la memoria si attiva. Attraverso i ricordi di Mariù, il film ripercorre le tappe fondamentali della vita di Pascoli. C’è l’assassinio del padre, evento traumatico che segna per sempre l’infanzia dei fratelli. C’è la povertà che accompagna gli anni giovanili, l’impegno politico, il rapporto complesso con Giosuè Carducci, la laurea conquistata tra mille difficoltà. E poi ci sono le dinamiche familiari, spesso fragili e dolorose, che vedono l’altra sorella Ida allontanarsi per costruirsi una vita propria, mentre Giovanni, nonostante il successo, resta un uomo inquieto e infelice.
La trama del film: un viaggio nei ricordi tra lutti, poesia e legami familiari
La struttura narrativa di Zvanì si muove tra presente e passato. Il viaggio in treno diventa una cornice simbolica, attraversata da apparizioni misteriose, quasi oniriche, che richiamano l’immaginario poetico di Pascoli. Attraverso i ricordi di Mariù, il film racconta non solo i successi pubblici del poeta, ma soprattutto le sue ferite private.
Il rapporto tra Giovanni e le sorelle è il cuore emotivo della storia. Un legame totalizzante, a tratti soffocante, fatto di amore profondo ma anche di rinunce. Dopo anni di lontananza, Giovanni ritrova le sorelle, ma l’equilibrio è fragile. Ida sceglie di andarsene, mentre Giovanni si ritira a Castelvecchio con Mariù, in una convivenza che diventa rifugio e prigione insieme. È in questo spazio intimo che il film trova la sua voce più autentica.
Il cast e le scelte del regista Giuseppe Piccioni
A interpretare Giovanni Pascoli è Federico Cesari, che restituisce un ritratto intenso e vulnerabile del poeta. Benedetta Porcaroli è Maria, Mariù, mentre Liliana Bottone interpreta Ida Pascoli. Nel cast figurano anche Luca Maria Vannucci nel ruolo di Raffaele Pascoli, Sandra Ceccarelli nei panni di zia Rita, Fausto Paravidino come Gabriele D’Annunzio, Riccardo Scamarcio nel ruolo di Cacciaguerra e Margherita Buy in quello di Emma Corcos.

Il film è diretto da Giuseppe Piccioni e scritto da Sandro Petraglia. Piccioni ha spiegato di non aver voluto realizzare un biopic canonico, ma un film più personale. L’obiettivo era raccontare Pascoli e la sua famiglia senza indulgere nel gossip o in interpretazioni morbose, affrontando anche le zone d’ombra con rispetto e misura. Una scelta che emerge chiaramente nella messa in scena, fatta di sguardi, silenzi e dialoghi essenziali.
Curiosità e location: dove è stato girato Zvanì
Le riprese di Zvanì – Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli si sono svolte nel corso del 2024, soprattutto in Emilia-Romagna. Molte scene sono state girate a San Mauro Pascoli, paese natale del poeta, e a Villa Torlonia, sede del Museo Casa Pascoli. Altri set sono stati allestiti a Santarcangelo, Bologna e nei dintorni. Alcune riprese hanno interessato anche Lucca, Barga e la Val d’Orcia, contribuendo a ricreare un’atmosfera sospesa e profondamente legata ai luoghi pascoliani.