Si è spenta a 91 anni Ornella Vanoni, lasciando un enorme vuoto nel mondo dello spettacolo e della musica in particolare. L’ultima sua apparizione in pubblico era stata al Festival di Sanremo 2023, sul palco dell’Ariston dove era già salita tante volte. Nel giugno di quest’anno 2025 ottenuto all’Università Statale di Milano la laurea honoris causa.
Con lei se ne va un pezzo importante della storia della musica, del teatro e del varietà italiano. Come disse Lucio Dalla, lei era «musica. Musica quando parla, quando canta e anche quando dorme. Non so se russa, ma se lo fa, sicuramente “russa soul”».
Una delle definizioni che però più di altre l’ha definita è quella di Gino Paoli, che per le scrisse un inno d’amore, la famosissima Senza fine, in cui cantava: «Tu sei un attimo senza fine, non hai ieri, non hai domani, tutto è ormai nelle tue mani, mani grandi, mani senza fine».

La scomparsa di Ornella Vanoni, icona dello spettacolo
Attrice e cantante, al Festival di Sanremo 2023 era stata ospite della serata finale, fortemente voluta dal direttore artistico e conduttore Amadeus, che ne aveva dato l’annuncio pochi giorni prima, al Tg1, dicendo: «Ero sul terrazzo dell’Ariston, guardavo il mare e ho detto “Devo fare un invito ad una signora molto amata” e l’ho chiamata con una video chiamata. Le ho detto, “Questa città aspetta te”. Ti faccio un invito ufficiale Ornella, “Vuoi essere la superospite femminile della serata finale del Festival di Sanremo?”». Lei aveva accettato senza esitazioni, anche se aveva mostrato stupore alla richiesta di Amadeus di cantare L’appuntamento («Ma qualcosa di più attuale, no? La canto solo perché me lo chiedi», aveva risposto ironica).

Gli esordi in teatro di Ornella Vanoni
Nata il 22 settembre 1934 a Milano, in una famiglia altoborghese (il padre era un industriale farmaceutico), aveva studiato alle Orsoline, frequentando poi collegi in Svizzera, Francia e Regno Unito: sapeva tedesco, francese e inglese, ma era soprattutto appassionata di teatro e, una volta tornata a Milano, si era iscritta all’Accademia d’Arte Drammatica del Piccolo Teatro di Giorgio Strehler. Proprio lui sarà colpito dalle sue doti artistiche, oltreché dal fascino personale, tanto da intrecciare con lei una relazione amorosa.
La Vanoni inizia così a cantare piccole parti fra un atto e un altro delle sue rappresentazioni teatrali. Nel 1956, invece, ecco il debutto in “Sei personaggi in cerca d’autore” di Pirandello e, successivamente, comincia a recitare anche per altri grandi registi come Fausto Amodei, Fiorenzo Carpi, Dario Fo, Gino Negri, alcuni dei quali saranno poi anche autori per lei, una volta intrapresa anche la carriera di cantante. Premiata come rivelazione del teatro italiano per la performance in “L’idiota” di Marcel Achard, recita anche in “La fidanzata del bersagliere” di Anton e, nel 1963, in “Rugantino” di Garinei e Giovannini, che sbarcherà anche a Broadway. Tante e illustri le collaborazioni successive, da quella con Gigi Proietti (“Fatti e fattacci”) a Giorgio Albertazzi (“Commedia d’amore”) fino a Peppe Servillo, con cui negli anni 2000 è tornata al genere con cui aveva esordito, ossia a recitare in testi sulla malavita.

La musica e i successi di una vita
Ma Ornella Vanoni è stata anche una grande interprete musicale, proprio cantando della “mala”, dunque di episodi di piccola e grande criminalità italiana o di storie che avevano come protagonisti personaggi delle classi meno abbienti (“Senti come la vosa la sirena”, “Hanno ammazzato il Mario”). Dopo l’incontro con Gino Paoli, invece, ha virato su temi più romantici (“Me in tutto il mondo” e “Senza fine”, che sarà anche colonna sonora del film Il volo della fenice di Robert Aldrich). Lungo l’elenco dei successi, che comprende anche “Cercami” (dedicata fra le lacrime in occasione di una edizione di “Canzonissima”),”Anche se”, “Che cosa c’è” e molti altri.
Nel 1964, vince il Festival di Napoli con “Tu sì ‘na cosa grande”, interpretata con Domenico Modugno, e partecipa a diverse edizioni del Festival di Sanremo, collaborando con Franco Califano, Umberto Bindi, Don Backy e Marisa Sannia. Nel suo repertorio non sono mancati neppure pezzi dal sound brasiliano come “Tristezza” e “L’appuntamento” (1970), che rimane uno dei suoi brani più celebri ed è entrato a far parte della colonna sonora del film Ocean’s Twelve di Steven Soderbergh. Tra gli artisti con i quali collabora ci sono anche Lucio Battisti, Walter Chiari, Lucio Fulci, Bruno Lauzi, Sergio Bardotti, Vinicius de Moraes, Toquinho, New Trolls, Fabrizio de Andrè, Lucio Dalla, Ivano Fossati, Giorgio Conte, Roberto Vecchioni, Pierangelo Bertoli, George Benson, Gil Evans, Herbie Hancock e Giorgio Gaber. Nel 1974, fonda una sua etichetta discografica, la Vanilla.
I duetti
Non disdegna neppure duetti con artisti più giovani, come Mariella Nava, Stefano De Sando, Mario Lavezzi, Grazia Di Michele, Paolo Fresu, Enzo Gragnaniello, Samuele Bersani, i Delta V, Pacifico, Renato Zero, Ron, Mario Biondi o duetti Mina, Eros Ramazzotti, i Pooh, Jovanotti, Fiorella Mannoia, Claudio Baglioni, Gianni Morandi, Carmen Consoli, Giusy Ferreri, Simona Molinari. Nel 1999 è stata omaggiata con un premio alla carriera in occasione del Festival di Sanremo.

Dalla tv al cinema
Nella vita di Ornella Vanoni c’è stato spazio anche per il piccolo e grande schermo. Ha prestato la sua volce, infatti, per uno dei primissimi jingle pubblicitari di un dentifricio ai tempi di Carosello, poi a un drink, mentre negli anni ’70 è diventata conduttrice di “Studio Uno” e “E tu che fai? Io questa sera vado a casa di Ornella”. Affiancata dal comico siciliano Pino Caruso ha presentato “Due come noi” e, più recentemente, l’abbiamo vista in un talent show come giudice di “Star Academy”.
Come attrice cinematografica, aveva debuttato sul grande schermo (doppiata però da Rita Savagnone) in Romolo e Remo di Sergio Corbucci nel 196. Nel 1979, invece, è stata diretta da Ugo Tognazzi in I viaggiatori della sera. Definita dal regista premio Oscar Paolo Sorrentino “uno dei volti più interessanti del cinema italiano” (inserirà difatti la sua “Rossetto e cioccolato” all’interno del suo film Le conseguenze dell’amore), era tornata al grande schermo nel 2008 con Il cielo sotto la polvere di Sergio Mascheroni e Ma che bella sorpresa (2015) di Alessandro Genovesi. Alla sua vita, sono dedicati i docu-film Ornella Vanoni. Ricetta di donna di Alexandra della Porta Rodiani e Senza fine di Elisa Fuksas.

La vita privata: i grandi amori e gli scandali
Dopo la lunga relazione con il regista Giorgio Strehler e l’intensa storia con Gino Paoli, Ornella Vanoni si era sposata nel 1960 con l’impresario e cantante Lucio Ardenzi, da cui aveva avuto il figlio Cristiano. Dopo la fine del matrimonio, si era legata all’avvocato e manager Vittorio Usigli. Colpita da depressione cronica, si era poi ripresa. Di recente si era convertita al Cristianesimo evangelico pentacostale, ma in gioventù aveva dato scandalo posando nuda per l’edizione italiana di PLAYBOY. Era il 1977 e per quel servizio aveva chiesto di essere ricompensata non in denaro, ma con una sfera dell’artista Arnaldo Pomodoro, con il quale strinse una lunga amicizia.






















