Foto mosse il nuovo album di Arisa
Foto mosse. Si chiama così il nuovo album di Arisa, che esce in questi giorni: 14 tracce per raccontare l’amore che fa girare il mondo, ma anche quello che ti entra dentro e ti avvelena. Spezza la volontà, sfoca i contorni, arriva a farti dubitare di te. Il diario onesto di un’anima enigmatica e irrequieta, che non si ferma mai, che resta volutamente “fuori fuoco”.
Arisa: dietro la maschera c’è Rosalba
Nella sua vita, lo ha cantato all’ultimo Sanremo con Magica Favola, è stata tante cose. Una ragazza piena di sogni, un’amante ferita, una figlia. Oggi è una donna di 43 anni che ha imparato a rispettarsi e a difendersi. Riuscendo persino a far crescere fiori dove c’era il deserto. Dall’ultima storia finita a luglio, l’ennesima che le ha «bucato il cuore», ha guadagnato almeno due cose: la capacità di stare bene da sola. E un fisico bestiale.
La guardo mentre entra ed esce dai vestiti durante lo shooting della nostra cover story e riconosco nel suo sguardo che si cerca furtivamente allo specchio il compiacimento di chi finalmente si piace. Attorno a lei, una crew infaticabile di stylist, addetti stampa, team social, trucco-e-parrucco, più un numero imprecisato di assistenti. Mai vista tanta gente sul set per una sola artista. Sembra impossibile che il fotografo riesca a concentrarsi in quel bailamme. Eppure, quando scatta, tutto si ferma e piomba il silenzio. La professionalità richiede disciplina. E un certo investimento. Su entrambi ha puntato Arisa per adeguarsi alle regole dello star system. Ma quando rientra a casa torna Rosalba. La giovane di Pignola, provincia di Potenza, con papà autista e mamma casalinga.
Nel nome d’arte Arisa c’è tutta la sua famiglia

Il nome d’arte è l’acronimo delle iniziali dei suoi familiari. Tanto per far capire come, per lei, le radici non si scordano. Nemmeno dopo 8 album e 8 partecipazioni a Sanremo, i due romanzi, i premi vinti, tra cui un Nastro d’argento, il ruolo di giurata e di coach nei principali talent show (da Amici a The Voice, passando per X Factor) e l’ultima sfida, Canzonissima, lo show canoro di Rai 1 che mette in gara un team di cantanti su grandi classici della musica italiana.
La famiglia è la chiave dell’autostima

C’è di che tirarsela. Invece il successo non sembra scalfirla. Anzi, a volte sembra persino sorpresa da certi riconoscimenti. Si chiama “sindrome dell’impostore”. La sua da dove viene?
«È sempre nel rapporto coi genitori la chiave dell’autostima. Dalla loro approvazione dipende la tua forza o la tua debolezza. Se loro non ti sostengono, cercherai tutta la vita di darti valore attraverso il consenso degli altri».
A lei quel sostegno è mancato?
«I miei genitori mi hanno dato un grande senso di sicurezza fin da bambina, ma solo ora che sono cresciuta avverto che il loro sguardo è cambiato e che mi danno piena fiducia. Sono persone umili, mi hanno trasmesso la semplicità come un valore. Giorni fa ho incontrato per strada una signora che mi ha riempito di complimenti. Mio padre era con me e, scherzando, le ha detto: “Voi le fate tutte queste lodi perché sperate che si monti la testa, ma non vi illudete, non se la monterà mai!”».
La sua famiglia è ancora molto presente nella sua vita.
«È tutto. Da anni insisto perché i miei si trasferiscano a Milano. Hanno avuto una vita difficile e vorrei restituirgli tutto quello che mi hanno dato».
Magica Favola racconta la vita di Arisa

La canzone portata a Sanremo, Magica Favola, ripercorre le tappe della sua vita, dall’infanzia all’età adulta, in una sorta di ricerca dell’innocenza perduta. Che bambina è stata?
«Una bambina buona. Sono cresciuta in un paese piccolo, dove non accadeva niente. Però mi riconoscevo un talento e avevo le idee piuttosto chiare. Ho fatto concorsi, ho vinto una borsa di studio al CET, la scuola di Mogol. Quando nel 2009 ho debuttato a Sanremo, ero un’anima pura, una ragazza pulitissima, che una settimana prima di salire sul palco faceva l’estetista. Non mi aspettavo quello che poi sarebbe successo».
Sul palco c’è Arisa, nella vita c’è Rosalba
Quest’anno ci ha sorpreso con un look molto sexy e femminile. Sembra in costante ricerca di se stessa. Si è trovata? È così che si sente?
«Ma quella sul palco è Arisa. Io nella vita resto sempre Rosalba».
E chi è Rosalba?
«Rosalba è soprattutto una figlia. Una che ancora cerca lo sguardo di approvazione di suo padre. Non ha grandi pretese. Ama gli animali, le piccole cose. Insomma, è un “modello base”».
In un’intervista ha detto: «Non sono mai ciò che gli altri si aspettano da me». Cosa si aspettano?
«Che sia vestita bene, truccata, in ordine. È normale, per il lavoro che faccio. Ma nella realtà io sono come piaccio ai miei cani: struccata, comoda, concreta».
E le pesa questo sdoppiamento?
«No, fa parte del gioco. Anzi, ho capito che in passato ho sottovalutato questo aspetto, penalizzando anche la mia carriera. Questo ambiente richiede certi canoni estetici e, visto che ci tengo alle cose che faccio, non solo nella musica, ho deciso di dedicare più attenzione alla mia immagine. Anche a costo di un sacrificio economico. Avere un team che si occupa di me è un investimento importante. Ma non voglio più che la mia libertà estetica possa compromettere la mia libertà di pensiero».
Il nuovo look di Arisa

La sua nuova forma fisica rientra in questo “progetto”? È dimagrita tantissimo. L’ha fatto per lei o per rispondere a questi diktat?
«Sarò sincera: la magrezza mi rende più telegenica. Ma anche io mi sento più sicura. Posso indossare capi di campionario, quindi sbizzarrirmi con la moda. E, quando mi guardo allo specchio, mi riconosco in una forma che mi piace. In questo senso, ho risposto più alle mie aspettative. Ma credo che tutti, quando ci sentiamo bene nel nostro corpo, siamo più felici. A prescindere dai diktat esterni».
È stato faticoso perdere peso?
«No, è stato naturale, perché è cominciato un po’ per caso. A luglio è finita una storia che mi ha procurato molta sofferenza, anche se sono stata io a chiuderla. Non avevo più voglia di cucinare, apparecchiare, fare niente. Quando sono uscita da quello stato di apatia, ho iniziato a vedere il mio corpo che stava cambiando e mi sono detta: be’, vediamo come va».
L’evoluzione dell’amore: oggi Arisa sceglie se stessa
Ora è single: cosa ha imparato dalle storie finite?
«A non idealizzare più l’amore e a non avere modelli. Io ho sempre avuto quello dei miei genitori, che stanno insieme da 50 anni e ne hanno passate tante, senza mai mollare, tenendosi sempre per mano. Ma relazioni così non esistono più. Oggi tutto va veloce, le persone quando si incontrano già si danno un tempo e pensano che prima o poi dovrà finire. Io, invece, ho sempre vissuto ogni rapporto come se dovesse essere eterno. Purtroppo non è così».
Il nuovo album parla di relazioni difficili. Legami da cui è non è semplice staccarsi, anche se si sta male e non ci si sente ricambiati. Le è mai capitato di annullarsi per un uomo?
«Sì, ma per fortuna ho imparato a difendermi. Noi donne dobbiamo capire che, se un uomo non ci chiama o non ci invita a uscire, è semplicemente perché non gli interessiamo. Non c’è nessuna dietrologia. Allo stesso modo, se un uomo ci tiene davvero, lo dimostra e non se ne va. Visto che credo molto nelle relazioni, oggi, se vedo che non c’è pari investimento, preferisco starmene da sola».
Come si riesce a non cascare in relazioni sbagliate?
«Tenendo sempre il fuoco su se stessi. Il proprio lavoro, gli interessi, lo studio, la cura di sé. Mai perdersi di vista. Gli uomini troppo amati sono quelli che amano meno. Per questo bisogna darsi un valore, prima di darlo agli altri».
Oggi che posto ha l’amore nella sua vita?
«In questo momento nessuno. Forse perché ci ho creduto troppo in passato. Per amore ho rinunciato a progetti di lavoro, ho calpestato i miei desideri e la mia dignità. Pensavo di poter essere più completa attraverso l’altro. Ma non è così. Per costruire una relazione sana, bisogna prima di tutto avere un rapporto sano con se stesse».
Un paio di anni fa, con grande ironia, si è messa a cercare potenziali partner sul suo account Instagram. Perché?
«È stata una specie di esperimento sociale. Volevo capire quanto potevo aspettarmi di essere amata, al di là del ruolo e della fama. A un certo punto della mia vita ho avuto paura di risvegliare l’interesse degli uomini solo in quanto Arisa, per la mia visibilità, i privilegi che comporta il fatto di essere un personaggio pubblico. Sentivo il bisogno di essere “vista” e cercata per quella che realmente sono: per il mio corpo, il mio cervello, il mio organo sessuale… Io sono una persona prima che una cantante».
Non ha mai paura di esporsi troppo sui social?
«No, perché quello che faccio lo faccio con convinzione. Non mi spaventa la reazione della gente se credo fortemente in qualcosa. Forse un tempo una critica o un attacco mi avrebbero fatto male. Ora ho imparato a difendere le mie idee e a non scusarmi per tutto»
Basta cadere nelle trappole manipolatorie
Per un periodo della sua vita ha fatto ricorso, in modo anche importante, alla medicina estetica. Colmava un vuoto?
«In quel periodo ne ho abusato perché mi sentivo così invisibile per l’uomo con cui stavo che le provavo tutte pur di piacergli. Mi rasavo i capelli, mi alzavo gli zigomi, mi facevo le labbra. Se mi diceva che ero troppo in carne, mi mettevo a dieta; se rimpiangeva le curve, arrivavo a prendere fino al 13 chili. Ero in balìa dei suoi desideri. Purtroppo ci ho messo un po’ a capire che era un grandissimo manipolatore. Ero troppo innamorata e ho lasciato che mi facesse il lavaggio del cervello».
Come ha fatto a uscirne?
«Nel modo più classico: col chiodo schiaccia chiodo. Ho approfittato di un corteggiatore per prendere le distanze da lui e disintossicarmi. Purtroppo le persone iper empatiche come me tendono a cadere nella trappola dei narcisisti. Per fortuna, col tempo ho imparato a stare bene anche da sola».
E a tornare a un aspetto più naturale…
«L’anno in cui mi lasciai con quel fidanzato, andai dal dottore e mi sottoposi alla ialuronidasi, un trattamento che con una semplice iniezione rimuove l’acido ialuronico, riassorbendolo. Ho letteralmente “sciolto” tutto quello che avevo fatto e ho ritrovato la mia faccia. Continuo a credere nella medicina estetica, ma ho capito che va usata con criterio».
Arisa e il sogno di condurre un programma televisivo
Dopo la vittoria a Ballando con le stelle e il ruolo di giudice a The Voice, la ritroviamo a Canzonissima. Ci ha preso gusto con la televisione.
«Parecchio. Mi piacerebbe un giorno avere un programma tutto mio. Dove posso cantare, ballare, fare interviste…».
La sua canzone d’esordio si intitolava Sincerità, una qualità che la rappresenta. Ma il fatto di essere così autentica, senza maschere, paga o penalizza nel mondo dello spettacolo?
«L’esperienza mi ha insegnato a non essere me al 100% sul lavoro. Non vuol dire che fingo, semplicemente interpreto un ruolo. Le maschere aiutano a proteggersi, ma anche a essere professionali».
Il pubblico è famiglia
A fine maggio inizia il tour, con le prime tappe già sold out. Che rapporto ha col suo pubblico?
«È la mia seconda famiglia. Le persone che incontro ai concerti o che mi scrivono sui social condividono i miei trascorsi, la mia storia. Ci capiamo. In fondo, ognuno di noi cerca nell’altro ciò che è. Per questo i live mi danno tanta carica».
Ha 43 anni, è all’apice della carriera: qual è oggi un suo desiderio?
«Vivere con i miei genitori e i miei cani. Frequentare di più le mie sorelle. E, se posso volare alto, condurre Domenica in… Ma senza fare le scarpe a Mara Venier, eh! (ride, ndr). Lei è bravissima e le auguro di andare avanti ancora per anni e anni. Però, se si stufasse, mamma mia, adorerei condurre quel programma».
Oggi Arisa sceglie se stessa
Solo se… Lei è una persona troppo buona.
«No, non lo sono. Prima lo ero. Non farei mai male a qualcuno arbitrariamente ma, se devo scegliere tra me e un’altra persona, oggi scelgo me. In troppi mi hanno bucato il cuore».
Cosa direbbe oggi all’Arisa degli esordi?
«Le direi che i fatti non si possono cambiare, ma può cambiare il modo in cui noi li guardiamo. E, poi, che bisogna avere un po’ di amor proprio, altrimenti gli altri ti passano sopra. Allora nessuno mi ha preso per mano e mi ha protetto. Me la sono cavata da sola. Ma bisogna imparare a difendersi. Anche quella è una forma di intelligenza».
l nuovo album di Arisa, Foto mosse, contiene 14 tracce, tra cui Magica Favola, il brano arrivato quinto al Festival di Sanremo, e il nuovo singolo Il tuo profumo. La cantautrice lo presenta con due tour: quello estivo parte il 20 maggio da Civitanova Marche, quello autunnale il 25 novembre da Torino. Date e biglietti su friendsandpartners.it.
Foto Marco Craig. Assistente fotografo Marco Periz. Styling Rebecca Baglini. Make up Martina Porcelli using Nabla. Hair Giovanni Erroi per Greenapple. Fashion coordinator Alberto Sardella, Giulia Lacalamita. Team Styled by Me Giuseppe Quitadamo, Martina Zaramella. Sailoring Siria Pascolino.