«Buona vision board!»: così ci siamo salutate io e Jenny De Nucci dopo la nostra telefonata di qualche giorno fa. Il 2026 è appena iniziato, ed entrambe crediamo fermamente che prendersi qualche ora per visualizzare i propri obiettivi e incollarli su un foglio da tenere sott’occhio tutto l’anno sia un ottimo modo per non perdersi. Lei di metodi spirituali è esperta: è cresciuta con una mamma insegnante di pilates e un papà dedito a una manifestazione ante litteram. «Ho deciso che avrei fatto l’attrice da bambina, e non ho mai dubitato né avuto piani B», mi ha raccontato allegra. «Non sapevo nemmeno da dove partire, ma l’ho sempre saputo: questo è il mio destino».

Oggi infatti Jenny è tra le regine di TikTok grazie a contenuti mix di chiacchierate, tutorial e racconti quotidiani, mentre alterna ruoli secondari e da protagonista sui set di Cinecittà. In Prendiamoci una pausa, già nelle sale, è un’amica che invita una delle protagoniste a staccare da tutto per un po’. Un ruolo che per alcuni è stato visto come un passo indietro, ma per lei è un sogno che si realizza. Per dirlo con le parole del suo papà: «Incredibile, eppure vero».

Intervista a Jenny De Nucci

Solo negli ultimi mesi hai partecipato al Giffoni Film Festival, rilasciato un corto come protagonista (Ti Respiro, ndr) e oggi è in uscita Prendiamoci una pausa, che hai girato nell’estate. Tu una pausa te la sei presa?

«Sì, me la sono ritagliata proprio recentemente per le vacanze di Natale! Sono partita con un gruppo di sconosciuti in Norvegia e Svezia e ne avevo veramente tanto bisogno. Ne parlo spesso anche con le mie amiche, soprattutto Cecilia Cantarano (creator e influencer, ndr), che mi dice sempre “Lavori da quando avevi 16 anni, prenditela una pausa!”. Ma devo ammettere che non vedevo l’ora comunque di tornare alla realtà!»

Che insolito però un viaggio così: come ti sei trovata?

«Sono stata benissimo! Sono cresciuta con estati in campeggio quindi ho un grande spirito di adattamento, anche condividere spazi e stanze non mi dispiace per niente. Ed essere circondata da sconosciuti mi ha davvero rigenerato: tutti mi parlavano di cose completamente normali, lontane dal mio mondo, ed è stato bellissimo. Ognuno ha preoccupazioni diverse, lavori diversi, e anche solo stare insieme in stanza è stato un ottimo modo per staccare la spina».

In generale, nel quotidiano, cosa fai per staccare?

«Ultimamente vado a correre! Ho scoperto che questo mi riempie di tranquillità, ogni volta che lo faccio mi sembra che tutto si allinei. Non pensavo avrei mai potuto dire una cosa del genere visto che l’ho sempre odiato come esercizio, ma ora mi ritrovo anche a partire e fare chilometri senza nemmeno le cuffie, ascoltando solo il mondo e i miei respiri».

Il ruolo giusto al momento giusto

Parliamo di lavoro: la tua ultima uscita è Prendiamoci una pausa, in cui interpreti un ruolo minore. Che esperienza è stata?

«È stata un’emozione gigantesca! Per me è stata la conferma che alla mia età non si deve avere la presunzione di rifiutare un ruolo minore rispetto ai lavori fatti precedentemente. Qualcuno è rimasto un po’ interdetto per la mia decisione, ma trovarmi in un cast con grandi nomi come Claudia Gerini, Marco Giallini, Fabio Volo, per me è letteralmente un sogno che si realizza. Sono felicissima anche solo di aver respirato la stessa aria che respiravano loro!»

Come scegli quale ruolo accettare?

«Di solito è il mio agente che mi propone ruoli per cui sarei adatta, ma è raro che io dica no a un’opportunità. Solitamente cerco di incastrare tutto e fare più cose possibile, mi serve per crescere! Le uniche volte in cui davvero non sono riuscita è stato per problemi sul calendario».

Jenny De Nucci: davanti e dietro la cinepresa

Ti Respiro, il corto uscito quest’estate diretto da Lorenzo Giovenga e Giuliano Giacomelli, ti vede non solo nel ruolo di protagonista, ma anche produttrice esecutiva. La storia è ispirata a un evento che hai realmente vissuto, ce ne parli?

«Inizio col dire che se avessi la possibilità di rifare da capo Ti Respiro domani, lo rifarei subito! Che esperienza magnifica! L’unica cosa che forse mi eviterei è la scelta di utilizzare casa mia per il set, visto che è stato un vero caos. L’idea iniziale appunto si ispirava a un’esperienza della mia vita: un fattorino una volta ha tenuto il mio numero di telefono dopo una consegna e mi ha riempita di avances e messaggi. Fortunatamente l’ho bloccato e non mi è successo nulla di grave, ma è stata un’esperienza davvero inquietante.

Il lato positivo è che rielaborarla in chiave creativa mi è piaciuto così tanto che ho sentito subito la voglia di raccontare tanti altri episodi. Io e i miei due “Lorenzi della produzione”, Lorenzo Lazzarini e Lorenzo Giovenga, abbiamo un gruppo WhatsApp e ogni volta che ho un’idea la propongo, poi ci troviamo e ne parliamo insieme. Chissà cosa faremo nei prossimi mesi…»

Qual è stato il processo che ti ha più affascinata della produzione?

«Devo dire che tutta la parte creativa mi è piaciuta tantissimo: amo il design, la scelta delle immagini, la fotografia, quindi poter avere voce in capitolo sulle inquadrature, i colori è stato un regalo immenso. Certo, stressante, ma bellissimo!»

Ti vedi anche alla regia un giorno?

«Io tantissimo, sì! Prima mi piacerebbe studiare, ma credo che chi lavora sui social come me è un po’ il regista di se stesso, no? Ovviamente ci sono contenuti e contenuti, ma ho degli amici che fanno dei video sui social che, secondo me, hanno una qualità paragonabile a piccoli cortometraggi».

La carriera da content creator

Sui social infatti sei una personalità poliedrica: hai esordito ne Il Collegio, poi ti sei affermata come creator e oggi condividi red carpet e film in uscita, ma anche collaborazioni e outfit del giorno: c’è un “ruolo” in cui ti senti più a casa? E uno che ti pesa?

«All’inizio, sarò onesta, mi pesava tanto vedere che le persone mi reputassero “meno attrice” rispetto ad altri. Ma gli anni passano e continuo a lavorare su diversi progetti, e oggi mi dico che se qualcuno non mi prende seriamente non può più essere un mio problema. Non smetterò di fare i miei contenuti social perché devo “sembrare più attrice”: la comunicazione è parte della mia vita, è una cosa che mi viene naturale! Persino quando esco con le amiche spesso mi devono trascinare perché mi fermo a parlare con chiunque: se dovessi togliere i social finirei letteralmente a parlare coi sassi!»

Il pensiero positivo per «restare alti»

Proprio delle tue chiacchiere sui social mi ricordo che hai parlato spesso di spiritualità: che ruolo ha nella tua vita?

«È una parte importantissima della mia quotidianità! Mia mamma, insegnante di pilates e yoga, ha sempre fatto i cerchi di luce, praticato meditazione, e mi ha insegnato queste cose fin da quando ero molto piccola. In particolare in famiglia crediamo molto nel pensiero positivo: mio padre è cresciuto nella difficoltà e se non fosse stato per il suo mindset non sarebbe mai riuscito a regalarci la bella vita che abbiamo vissuto.

Mi rendo conto di quanto funzioni questa cosa: nei momenti in cui io sono “alta col pensiero”, le cose succedono. Questo vale anche per le persone che hai accanto: se qualcuno ha delle vibrazioni più basse delle mie, arrivo a sentirlo persino fisicamente. Appena poi queste persone mi si staccano, ri-inizia tutto a bomba!»

Il 2026 di Jenny De Nucci, vision board in itinere

In questo periodo di inizio anno, hai un rito che ti aiuta a visualizzare quello che ti aspetti dai prossimi mesi?

«Appena finiamo la chiamata vado a stampare la mia vision board! Solo l’anno scorso non ho fatto questo esercizio di visualizzazione e infatti mi sono sentita più confusa: credo tantissimo nell’avere chiari e visibili i propri obiettivi, poterli vedere ogni giorno per non perderli mai di vista».

Quali dei tuoi obiettivi puoi spoilerarci?

«Sicuramente che tornerò presto a New York e ci passerò qualche mese: sono stata presa ad un rinomato corso di recitazione, ma per impegni di lavoro non sono potuta andare. Quest’anno voglio rimediare! Poi spero esca un bellissimo progetto a cui ho lavorato l’anno scorso… Ecco, ora vado ad aggiungere la foto di una sala del cinema!»

Hai anche qualche obiettivo “emotivo”?

«Quello che ci si avvicina di più è il cammino di Santiago: mi balena in mente da un po’ ed è un ottimo modo per prendersi cura di cuore e mente, partire con qualche amica e staccare per almeno due settimane. Tutto il resto è in divenire, ma per ora sono tranquilla!»