Lady Gaga, 40 anni il 28 marzo, ha già vissuto mille vite. Una delle ultime è andata in scena qualche settimana fa ai Grammy 2026. Lo strano casco che ricordava una voliera e il corpetto ricoperto di piume, pescato dall’archivio dell’amico Alexander McQueen, è salita sul palco senza ballerini, solo le mosse ipnotiche e la voce aliena per cantare Abracadabra. Al solito, ha incantato la platea e, già che c’era, si è portata a casa due awards, finiti a gonfiare la montagna di premi già vinti, con l’Oscar per la canzone Shallow (del film A Star Is Born) a fare da ciliegina. Più che una semplice artista di successo, un fenomeno globale dalla personalità travolgente. Cantautrice, polistrumentista, performer, attrice e re Mida dello spettacolo, pioniera nel mondo della moda e dei suoni. Gaga, una, nessuna e centomila.

Lady Gaga ai Grammy Awards
Lady Gaga ai Grammy Awards – Foto Ipa

Lady Gaga, 40 anni in continua evoluzione

«Ho sempre avuto l’impressione di essere una contraddizione ambulante. Ho così tanti lati di me stessa, in apparenza senza senso, che ogni tanto sento di essere tutta scombinata, mentre cerco di capire chi sono in questo mondo» ha spiegato la cantante un anno fa, intervistata per l’uscita del disco Mayhem. Ed è forse proprio questa tensione continua a reinventarsi che la rende una figura così magnetica. Oggi Lady Gaga, 40 anni, è nel pieno di una nuova fase. Felicemente fidanzata con l’imprenditore della Silicon Valley Michael Polansky («Mi ha aiutata a capire che la mia vita è preziosa»), porta in giro la sua musica col tour Mayhem Ball – che chiuderà il 13 aprile al Madison Square Garden di New York.E resta una delle poche artiste capaci di trasformare ogni apparizione in un evento. Per festeggiarla, facciamo un ritratto di sei dei suoi molti volti: dalla ragazza cattolica stregata dal piano alla camaleontica provocatrice della cultura pop, fino all’attivista che ognuna di noi vorrebbe come amica.

Lady Gaga con il fidanzato Michael Polansky
Con il fidanzato Michael Polansky – Foto Ipa

La studentessa timida della scuola cattolica

Prima di Lady Gaga, c’è Stefani Joanne Angelina Germanotta, nata a New York il 28 marzo 1986 in una famiglia italoamericana della middle class. I genitori la iscrivono alla Convent of the Sacred Heart, scuola cattolica femminile. È una studentessa diligente, con una passione innata per la musica – aveva cominciato a suonare il pianoforte a 4 anni, per scrivere la prima canzone a 13. Chi se la immagina un tipo estroverso, sbaglia di grosso. «Sono sempre stata la ragazza strana della scuola» racconta. «Mi prendevano in giro, sono arrivati a buttarmi nel cassonetto dell’immondizia dicendo che ero spazzatura». Tutta la cattiveria – ovviamente – la segna nel profondo, e le lascia un obiettivo: dimostrare (anche) a chi l’aveva bullizzata quanto valeva. «In qualche modo, la mia intera carriera è una risposta a quel rifiuto sociale».

La ragazza dei club underground

Dopo il liceo, Gaga entra alla Tisch School of the Arts della New York University, ma la lascia presto per farsi le ossa sul campo. Va a vivere da sola, prende a bazzicare i piccoli club downtown. Vive con pochi soldi, canta e suona il piano nei bar: «Mi esibivo davanti a cinque persone, ma mi comportavo come se fosse uno stadio». È un periodo formativo ma durissimo. A 19 anni, un produttore musicale molto più grande di lei la violenta. Lei resta incinta, abortisce. Un trauma che tiene nascosto a lungo, responsabile di un disturbo da stress post traumatico che tornerà a galla sistematicamente e che affronterà solo parecchi anni dopo. Ai tempi Gaga non si ferma, anzi: procede come un treno, instancabile e determinatissima. Affina la sua versatilità e il gusto per la provocazione, sperimenta, collabora e scrive per altri artisti, tra cui Fergie, i New Kids of the Block e le Pussycat Dolls.

Lady Gaga, 40 anni da regina del pop

Il successo esplode nel 2008 con The Fame – definito da Rolling Stone uno dei cento album di debutto migliori di sempre – e con quel nome d’arte ispirato alla canzone dei Queen Radio Ga Ga. La ragazza dei club di Manhattan, tosta e insieme vulnerabile, diventa in pochi mesi una popstar globale. Just Dance e Poker Face conquistano le classifiche e fanno il giro del mondo.Ogni canzone, ogni video e ogni apparizione vengono costruite per dare vita a uno spettacolo vertiginoso ed emozionante. «La mia vita è una performance» spiega. Arrivano brani destinati a lasciare un segno nella storia del pop (vedi Bad Romance, Alejandro, Telephone), nel 2011 esce Born This Way. Un inno alla libertà di essere e amare chi si vuole, che la incorona icona queer. Poi arrivano nuove metamorfosi: l’estetica futurista di Artpop, il tono più intimo e country-rock di Joanne, la grande pista da ballo emotiva di Chromatica. Intorno a lei si consolida la comunità dei Little Monsters che la amano alla follia, perfettamente ricambiati: «I miei fan sono il motivo per cui faccio musica».

Lady Gaga MTV (8)
Getty Images

Gaga fashionista, tra eccessi e coolness

L’immagine, per Lady Gaga, è parte del progetto artistico. Lo dimostrano alcuni dei look più memorabili della cultura pop recente: l’abito di carne agli MTV Video Music Awards 2010 (più che una provocazione, un invito a stare all’erta: «Se non li difendiamo, presto avremo tanti diritti quanti la carne sulle nostre ossa»), l’arrivo ai Grammy 2011 dentro un mega uovo, i quattro cambi super scenografici, griffati Brandon Maxwell, al Met Gala 2019, le armature avveniristiche del Chromatica Ball realizzate da Versace. Ma Gaga sa anche essere pura eleganza. Quando canta insieme al crooner Tony Bennett, ad esempio, con cui porta i grandi classici del jazz sui palchi di mezzo mondo, in abiti da sera da diva old Hollywood, tra Valentino e Roberto Cavalli. E quando interpreta l’inno americano all’insediamento di Joe Biden nel 2021, in un abito Schiaparelli blu con ampia gonna rossa e la grande spilla dorata a forma di colomba della pace.

Lady Gaga e l'abito con le piume di Valentino Haute Couture
Lady Gaga e l’abito con le piume di Valentino Haute Couture – Getty Images

L’attrice che impara (anche) dai flop

Convince anche in versione attrice, Miss Germanotta (teatrale com’è, poteva essere altrimenti?). Ne ha dato prova nel 2018 con A Star Is Born, accanto a Bradley Cooper: la sua Ally, fragile e tenace, le vale una nomination all’Oscar come miglior attrice e la statuetta per la canzone Shallow. «Possono esserci cento persone in una stanza e 99 non credono in te, ma basta che una sola lo faccia» racconta nel film, con una frase diventata anche manifesto della sua storia personale. Nel 2021 si trasforma in Patrizia Reggiani per House of Gucci di Ridley Scott, metamorfosi totale tra sguardo feroce e accento italiano (che a qualcuno, però, ricorda di più il russo): «Ho vissuto come lei per mesi» dirà. Nel 2024 è la volta di Joker: Folie à Deux dove, al fianco di Joaquin Phoenix, reinventa Harley Quinn in chiave musicale. Il film è un flop, ma lei ne fa tesoro: «Come artista, bisogna essere pronti ad accettare quando il pubblico non gradisce qualcosa che fai. L’importante è andare avanti, anche se qualcosa non ha funzionato come ci si aspettava».

Lady Gaga e Joaquin Phoenix in Joker: Folie a Deux
Lady Gaga e Joaquin Phoenix in Joker: Folie a Deux

La donna empatica, che affronta i suoi demoni

Dietro l’armatura pop c’è una donna che ha sofferto molto. Lady Gaga convive da anni con la fibromialgia, una sindrome cronica che provoca dolore diffuso e forte stanchezza, e ha raccontato di aver avuto un crollo durissimo, che ha richiesto cure psichiatriche: «Non riuscivo più a fare niente, è stato spaventoso». Per un periodo ha assunto litio, stabilizzatore dell’umore, mentre cercava di ritrovare se stessa, dopo anni di lavoro a ritmi forsennati: «Per tutti ero un prodotto, un oggetto, business». Col tempo ha collegato l’angoscia che la soffocava a un disturbo da stress post-traumatico causato dall’aggressione subita a 19 anni: «Era come un grande, brutto mostro. E devi affrontarlo per guarire». Questa consapevolezza ha alimentato la sua empatia, il suo attivismo. Con la Born This Way Foundation, fondata insieme alla madre Cynthia Germanotta, l’artista sostiene la salute mentale dei giovani e la lotta contro il bullismo. «Oggi mi sento una persona intera e sana» spiega. E poi: «Essere mamma è la cosa che voglio di più». Lì davanti c’è una vita nuova, l’ennesima.