Milva
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Milva. Diva per sempre: il docufilm e il ricordo della figlia

A tre anni dalla morte, "Milva, diva per sempre" rende omaggio a un'artista che ha segnato in modo indelebile la storia della musica italiana

Dai successi popolari dei primi Anni ’60, fino alle collaborazioni con Giorgio Strehler e Franco Battiato che ne fecero un’interprete di rara raffinatezza, Milva – all’anagrafe Maria Ilvia Biolcati – ha segnato in modo indelebile la storia della musica e dello spettacolo del nostro Paese. A tre anni dalla morte dell’indimenticata Pantera di Goro – avvenuta il 23 aprile 2021 dopo una lunga malattia all’età di 81 anni – va in onda venerdì 3 maggio in prima serata su Rai Tre, il docufilm “Milva, diva per sempre”.

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“Milva, diva per sempre”, il docufilm diretto da Angelo Longoni ricostruisce la vita e la carriera di Milva, un’artista dotata di una voce potente ed espressiva e una presenza scenica straordinaria grazie al suo carisma e a quell’inconfondibile chioma rossa.

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Da Strehler a Battiato: le collaborazioni di Milva

Da ragazza di provincia, arrivata al grande successo popolare nei primi Anni ’60, Milva trasforma la sua carriera grazie all’incontro con Giorgio Strehler. Grazie al fondatore del Piccolo Teatro di Milano scopre e studia Bertoldt Brecht e Peter Weiss, un classico del suo repertorio. Questo fa di Milva un’interprete impareggiabile, acclamata nei teatri più prestigiosi del mondo. A suo agio nel Tango di Astor Piazzolla come nel musical di Garinei e Giovannini, “La Rossa” ha lavorato con decine di artisti fra cui Franco Battiato, una collaborazione che all’inizio degli anni ’80 diede vita alla memorabile “Alexanderplatz”. Dagli anni ’70 in poi Milva ha seguito una doppia traiettoria professionale: quella della sofisticata interprete dei repertori più importanti e quella della cantante da Sanremo, dove è apparsa per l’ultima volta nel 2007 in coppia con Giorgio Faletti. è stata protagonista a teatro, nel varietà, in tv, rimanendo per sempre Milva.

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Dal docufilm – prodotto da Elide Melli per Cosmo P. Eu in collaborazione con Rai Documentari – emerge un ritratto emotivo, introspettivo, a tratti leggero e spensierato, a tratti drammatico, costruito attraverso le testimonianze di sua figlia Martina Corgnati, del suo ultimo compagno di vita Massimo Gallerani e il prezioso materiale di repertorio relativo alle sue esibizioni dal vivo e ai contributi di chi l’ha conosciuta e amata come artista. Tra questi, Theodorakis, Vangelis, Enzo Jannacci, Franco Battiato, Astor Piazzolla e Alda Merini, Iva Zanicchi e Gigliola Cinquetti, alcuni giornalisti e scrittori, ma anche lei stessa, con gli stralci delle innumerevoli interviste rilasciate durante la sua lunga carriera.

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La figlia: “Ha pagato un prezzo molto caro per la sua arte”

Intervistata da Adriana Marmiroli per “La Stampa”, la figlia di Milva, Martina Corgnati, ha ricordato la madre con queste parole: “Come tutte le madri fu tante cose contemporaneamente: dipende dai momenti della vita. Ricordo una donna schiva, pochissimo mondana. Aveva bisogno di privacy e di tempi solo suoi. Anche quando viveva con un compagno, amava stare da sola, isolarsi. Le serviva per recuperare le energie”.

Martina Corgnati
Martina Corgnati

Martina Corgnati, docente universitaria che ha collaborato al docufilm e ha dedicato alla madre il libro “Milva. L’ultima diva. Autobiografia di mia madre” (La Nave di Teseo), ha ricordato sulle pagine de “La Stampa” i problemi alle corde vocali che afflissero la cantante: “Non aveva appreso la tecnica dei cantanti lirici, – afferma la figlia di Milva – ma non la risparmiava mai, sia come emissione che come quantità di impegni. Cominciò abbastanza presto a dover subire interventi alle corde vocali (non ricordo si sia mai lamentata del dolore, che pure doveva esserci) e a usare dosi massicce di cortisone. Penso sia stato quello che le ha minato la salute e alla fine accorciato la vita. Senza non avrebbe potuto cantare in quel modo. Ha pagato un prezzo molto caro per la sua arte”.

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