Eritema solare: meglio prevenire che curare

Credits: Shutterstock
di

Alessandra Montelli

Cosa fare e non fare prima durante e dopo una scottatura sotto il sole

L’eritema solare è la classica scottatura causata da una prolungata ed eccessiva esposizione ai raggi del sole, in particolare ai suoi raggi ultravioletti ad onda corta (gli UVB), senza aver protetto la propria pelle in modo adeguato.

In pratica l'eritema solare è a tutti gli effetti un’ustione, comprensibile tra quelle di primo o secondo grado. I primi sintomi compaiono da un minimo di sei ad un massimo di dodici ore dopo l'esposizione solare senza protezione.

La scottatura in genere provoca un arrossamento diffuso o a puntini delle parti di cute che sono state esposte al sole, con, in alcuni casi, anche delle vescicole, delle bolle e/o delle papule sulla cute che provocano un gran prurito, poi una sensibilità della cute al tatto molto aumentata, una secchezza della stessa con princìpi di esfoliazione. Ad ogni modo, l’entità dei problemi causati da un eritema solare dipende soprattutto dalla quantità di raggi ultravioletti assorbiti e dal fototipo individuale.

Quanto dura?

L’eritema tende a guarire autonomamente in qualche giorno, però, se ci si espone periodicamente in modo eccessivo e senza le giuste protezioni, aumentano poi i rischi di avere delle macchie permanenti sulla pelle, di soffrire di cheratosi attinica ed anche di andare incontro a problemi più seri come i melanomi (tumori della pelle). Il fotoinvecchiamento (il formarsi di rughe e la perdita del tono cutaneo e della elasticità della cute stessa) è un altro dei problemi cui si va incontro se troppo spesso ci si provoca un eritema solare.

Come prevenirlo

L'unico modo per prevenire le scottature sotto il sole è quello di proteggere sempre la pelle con creme solari dal fattore di protezione appropriato al proprio fototipo.

Se si è particolarmente sensibili ai raggi solari, è bene proteggersi ulteriormente con vestiti leggeri, cappelli e occhiali da sole, soprattutto nella fascia oraria dalle 12 alle 13.

È inoltre consigliato abbronzarsi poco a poco, abituando gradualmente la pelle all’esposizione solare.

Un aiuto in più dagli integratori

Gli integratori solari sono appositamente formulati per rafforzare le difese della pelle esposta al sole e favorire un'abbronzatura intensa e duratura. Il loro utilizzo è infatti in grado di supportare dall'interno la protezione conferita dall'esterno tramite l'applicazione di cosmetici dotati di filtri solari.

Non a caso, la miglior strategia per assicurarsi una “tintarella” sana è quella di aiutare la cute a proteggersi non solo dall'esterno con i fotoprotettori topici, ma anche dall'interno con l'alimentazione, eventualmente supportata dagli integratori solari.

Questi ultimi rappresentano un valido aiuto per contrastare il danno ossidativo indotto dal sole (responsabile del fotoinvecchiamento) e per stimolare la produzione di melanina (sostanza prodotta fisiologicamente dal corpo per difendere la pelle dalle radiazioni ultraviolette, nonché pigmento responsabile dell'abbronzatura).

Rimedi

Per prima cosa occorre idratare immediatamente la parte di pelle arrossata con delle creme, oppure delle lozioni specifiche appositamente studiate e che siano di qualità. Molto validi sono ad esempio le lozioni a base di calendula e aloe vera.

Perché il sollievo sia maggiore, il prodotto utilizzato sulla pelle arrossata dall’eritema solare, può preventivamente essere raffreddato, ad esempio riponendolo in frigorifero.

Cosa fare

Areare la pelle arrossata anche con l’utilizzo di un ventilatore può alleviare da subito il bruciore doloroso che accompagna l’eritema solare, anche se si tratta di un palliativo momentaneo perché i suoi benefici effetti cessano con il cessare dell’areazione.

Tenendo presente che il freddo, in qualsiasi forma, non farà altro che del bene alla cute arrossata e dolorante per un eritema solare, una delle soluzioni per alleviare le sofferenze può senz’altro essere una doccia fredda, oppure anche appoggiare sulla parte arrossata una borsa del ghiaccio (avvolta in panni di cotone perché sia più delicata sulla pelle). Questa azione è denominata crioterapia ed è molto utile in caso di eritema solare.

Cosa non fare

Interrompere immediatamente l'esposizione al sole, anche per i giorni successivi, fino a quando l’eritema non sarà completamente guarito.

Evitare inoltre di grattarsi: qualsiasi lesione, anche il graffio più impercettibile, potrebbe danneggiare in modo più grave la pelle già colpita. L’infiammazione aumenterebbe sensibilmente. Ed il prurito non passerebbe, si avrebbe solo l’effimera sensazione di benessere per pochi secondi.

Le bolle e le vescicole non vanno rotte nel modo più assoluto: la fuoriuscita del liquido e l’esposizione dello strato sottostante della cute aumentano i rischi d’infezione prolungando i tempi di guarigione dall’eritema solare.

Riproduzione riservata
Stampa
Scelti per te