Compie trent’anni il 27 dicembre, è l’attore più famoso della sua generazione e inizia quasi a dimostrare la sua età. Pensare che la prima volta che l’abbiamo visto sorrideva un po’ imbarazzato dentro una foto scattata alla premiere hollywoodiana di Interstellar, nel 2014. La cravattina nera e il ciuffo di capelli sparato in aria con il gel. Un po’ Elvis da giovane, un po’ Tintin moro, sembrava un bambino. In redazione stavamo preparando un pezzo-grande-classico, sugli under 20 più promettenti del momento, e lui era finito sul podio. Il sommario recitava qualcosa come “non perdiamolo di vista” e noi, ligie al dovere, abbiamo obbedito. Sai che fatica.
Timothée Chalamet: 30 anni e sempre un passo avanti
Mentre quel magazine ha chiuso, Chalamet non ha sbagliato un colpo dimostrando di essere un talento. E pure un tipo sveglio, in grado di maneggiare la fama senza scottarsi. La capacità di trasformarsi ma anche la tenacia, i titoli scelti con precisione chirurgica e quell’aspetto magnetico, da bravo ragazzo con un lampo di lucida follia nascosto in fondo allo sguardo (come uno dei suoi mentori, Leonardo DiCaprio, che gli ha dato un consiglio straordinario: «Mai droghe pesanti né film con supereroi»): il neotrentenne Timothée Chalamet, onnipresente sui social e sul web col suo film macina-record Marty Supreme, prosegue la sua ascesa nell’Empireo delle star. E noi, rapite, non ci perdiamo un passo.

L’esordio folgorante con Luca Guadagnino
Nato e cresciuto a New York, nel quartiere di Hell’s Kitchen, Chalamet è figlio di un’imprenditrice immobiliare ed ex ballerina americana e di un funzionario francese dell’Unicef, e fratello dell’attrice Pauline – che è nel cast di Il diavolo veste Prada 2. Dopo la Fiorello H. LaGuardia High School of Performing Arts – la scuola di Fame, dove Timothée incontra e amoreggia con la figlia di Madonna, Lourdes Maria – arrivano i primi copioni. Nel 2017, Call Me by Your Name di Luca Guadagnino lo promuove a fenomeno globale: il ruolo di Elio, 17enne incandescente che scopre l’amore e il sesso, gli vale una candidatura all’Oscar a 22 anni. Subito dopo sceglie Beautiful Boy, storia durissima di dipendenza e ricadute. Per prepararsi, perde dieci chili, frequenta centri di riabilitazione, sottolinea così tante volte i libri da cui la trama è tratta da bucarne le pagine: l’indole da irresistibile secchione comincia a farsi viva.
Da un ruolo azzeccato all’altro
Non si lascia incasellare, Timothée, e cambia strategicamente direzione a ogni progetto – visto dall’alto, e con il senno di poi, il suo percorso sembra un domino preciso al millimetro: ogni titolo cade nel punto giusto e spinge quello successivo. In Un giorno di pioggia a New York affronta la commedia sofisticata di Woody Allen, ne Il Re interpreta un Enrico V introverso, quasi tormentato (e sul set parte la relazione con Lily-Rose Depp, durata circa un anno e mezzo). Fragile e innamorato in Piccole donne di Greta Gerwig, arruffato e grottesco in The French Dispatch di Wes Anderson, nel 2021, con Dune, gioca la carta del colossal.
Dune: il colossal che consacra Timothée Chalamet
Diretta da Denis Villeneuve, la saga di Dune segue Paul Atreides, erede di una nobile casata spedito sul pianeta desertico Arrakis, al centro di una guerra per il controllo della preziosa Spezia. All’inizio Paul-Chalamet è un antieroe attraversato da visioni e inquietudini, tosto ma vulnerabile. Nella Parte Due (2024) conquista il deserto e il potere, ma perde l’innocenza. E scarica la povera Chani-Zendaya, perché tra guerre sante galattiche e alleanze interstellari, il cuore non è esattamente una priorità. Come lei, aspettiamo il capitolo tre con una certa impazienza, dove il personaggio di Chalamet avrà 15-20 anni in più.

Niente falsa modestia: vuole diventare il numero uno
Smessa la tuta distillante dei Fremen, nel 2022 l’attore torna da Guadagnino e infila la maglietta sdrucita di Lee, il giovane, struggente cannibale di Bones and All. L’anno successivo, con la dolcezza di Wonka conquista la parte di pubblico che ancora non l’aveva ben inquadrato. La mossa da maestro che prepara definitivamente il terreno per il trionfo di A Complete Unknown. Chalamet si trasforma in un perfetto Bob Dylan, acciuffa la seconda candidatura all’Oscar e sdogana il suo obiettivo: diventare il numero uno. Quando riceve il SAG Award per il film, dice di essere «alla ricerca della grandezza», citando Daniel Day-Lewis e Marlon Brando.

Timothée Chalamet: a 30 anni, di corsa verso l’Oscar
Ed eccoci al luminoso presente del neotrentenne più attenzionato del Pianeta. Negli Stati Uniti è fuori dal giorno di Natale, da noi uscirà il 22 gennaio: il nuovo film di Chalamet Marty Supreme, già candidato ai Golden Globes, arriva in Italia proprio nel giorno in cui saranno annunciate le nomination agli Academy Awards (coincidenza?). Con Gwyneth Paltrow, Odessa A’Zion, Tyler The Creator e Abel Ferrara, racconta la storia dello stravagante e ostinatissimo Marty Mauser, commesso di scarpe negli anni 50 che sogna di diventare campione mondiale di ping-pong. «Mi sono riconosciuto nella sua determinazione feroce: all’inizio l’unica persona che crede in te stesso sei tu».
Quando la promozione diventa un super spettacolo
“Dream big!” è il messaggio chiave del film diretto da Josh Safdie, a cui l’attore tiene infinitamente. Lo si capisce dal tempo e dalle energie dedicate al ruolo – si parla di cinque anni di preparazione atletica, tra un progetto e l’altro. Ma anche dalla straordinaria campagna promozionale che sta ridefinendo l’idea stessa di “lancio cinematografico”, costruita come un ecosistema pop, tra video satirici, performance a sorpresa – vedi l’annuncio mozzafiato fatto dalla cima della Las Vegas Sphere, alta 112 metri e completamente ricoperta di LED, trasformata in pallina da ping-pong per l’occasione – e una capsule by Doni Nahmias. Le felpe e le giacche a vento stile vintage di Marty Supreme sono ambitissimi oggetti del desiderio, comparsi addosso a Hailey Bieber, Rosalìa, Asap Rocky, Frank Ocean, Tom Brady. E a Kylie Jenner, ovviamente.
Timothée Chalamet, 30 anni: il gossip c’è, la discrezione pure
Si spettegolava che si fossero lasciati, Chalamet e Kylie Jenner, imprenditrice e personaggio tv di casa Kardashian, 28 anni. E invece niente da fare: insieme dalla primavera del 2023, assidui spettatori di partite sportive, specie di basket – l’attore è un accanito tifoso dei Knicks – i due sono ricomparsi abbracciati alla prima di Marty Supreme a Los Angeles, con tanto di look coordinato. Adesso c’è chi si aspetta l’annuncio “We’re having a baby!”. Lei ha già avuti due figli dall’ex Travis Scott, lui ha ammesso che la paternità è un pensiero “nel radar” – e dicono adori la nipotina di un anno. Quando viene interrogato sull’argomento amore, però, Chalamet saggiamente taglia corto: «Custodisco la mia vita sentimentale, cerco di fare in modo che sia davvero privata».

Una voce, una maschera, milioni di clic
Lo diverte molto più del gossip la teoria secondo cui sarebbe lui, in incognito, il misterioso EsDeeKid, che si esibisce mascherato. Stessi occhi verdi, stessa sciarpa di Alexander McQueen, e il sospetto si è trasformato in un meme globale. Nessuna smentita e poi la svolta: Chalamet è tornato a vestire i panni del suo alter ego hip hop, Lil’ Timmy Tim, ed è apparso nel remix del brano 4 Raws accanto al rapper di Liverpool (o, ipotizza qualcuno, si trattava in realtà di una controfigura ingaggiata pensando a un successivo colpo di scena?). Nelle prime 24 ore, il video ha superato 115 milioni di visualizzazioni su Instagram e X. Nel verso che rappa, l’attore cita la sua carriera e Marty Supreme. “Sono Timothée Chalamet chillando, puntando ad ammucchiare 100 milioni, la mia ragazza ha un miliardo, che ca**o, che sensazione fantastica”; “La mia vita è un’opera, guardate gli Oscar, guardate le groupies, guardate i film”.
Timothée Chalamet: 30 anni da top player
Volutamente sbruffone in 4 Raws Remix, Chalamet ha attirato parecchie critiche e qualche antipatia per una dichiarazione fatta nel corso di un’intervista a Margaret Gardiner, ex Miss Universo, ora giornalista e autrice – il video è disponibile sul suo canale YouTube. «Questa è probabilmente la mia miglior performance» dice Timothée riferendosi a Marty Supreme, «e sono sette, otto anni che mi impegno davvero tanto, offrendo performance di altissimo livello. È importante dirlo ad alta voce perché la disciplina e l’etica del lavoro che metto in queste cose… non voglio che la gente le dia per scontate, io non voglio darle per scontate. Questa è davvero roba da top player». Ambizione, arroganza o semplice sincerità?
L’arte di indossare di tutto, e farlo funzionare
Per quell’intervista Chalamet si era curiosamente vestito come mio nonno Ezio negli anni Ottanta. D’altra parte, giocare con la moda è un’altra delle sue passioni. Dotato di quell’eleganza naturale, rara e invidiabile, che gli permette di stare bene qualunque cosa indossi, l’attore ci ha regalato un mare di look speciali – indimenticabili il completo rosso con il top a schiena nuda di Haider Ackermann alla Mostra di Venezia 2022 e quello di velluto color ciclamino, firmato Tom Ford, alla prima londinese di Wonka. Online si trovano più carrellate dei suoi outfit che foto di gatti.
Per Chalamet è arrivata l’età della consapevolezza
Oggi Chalamet è un’altra persona. Forse una piccola delusione per chi, come noi, aveva una mezza cotta per quell’adolescente fluido e apparentemente vulnerabile, dal volto scolpito e i folti boccoli color cioccolato (che avrebbe potuto essere nostro figlio e che probabilmente, fossimo state sue coetanee, non ci sarebbe piaciuto nemmeno tanto, pensa te che sceme). Baffetti, capelli corti, ogni tanto gli occhiali da nerd: Timothée ormai è un uomo, dentro e fuori. «Verso la fine dei vent’anni diventi meno egoista, smetti di essere il centro dell’universo» ha spiegato lui. «La vita cambia: lasci il nido, ti prendi cura dei tuoi, capisci chi sei davvero». E ancora: «Avevo un’idea romantica dell’artista tormentato… Pensavo “voglio essere incasinato, voglio soffrire”. Adesso cerco la serenità».