Dopo aver conquistato il pubblico di tutto il mondo e aver fatto incetta di premi, Oppenheimer debutta in chiaro mercoledì 5 agosto in prima serata su Canale 5.
Il film scritto e diretto da Christopher Nolan è incentrato sulla figura dello scienziato che guidò il Progetto Manhattan e contribuì alla realizzazione della prima bomba atomica.
La scelta della data non è casuale: la messa in onda cade alla vigilia dell’81° anniversario del bombardamento di Hiroshima, avvenuto il 6 agosto 1945.
Il film racconta la vita di un uomo complesso, profondamente segnato dalle proprie scelte. Ed è proprio da questo che bisogna partire per trovare dei punti di approdo simili nel nuovo film di Nolan, Odissea. Ulisse e Oppenheimer sono due personaggi molto simili, nonostante la distanza temporale e ovviamente anche il ruolo nella storia.
Entrambi sono di fatto soli anche se circondati lungo un viaggio che di fatto è lo specchio dei loro rimorsi. Da un lato lo scienziato si rende conto di aver creato qualcosa in grado di sterminare masse, dall’altra il personaggio ideato da Omero invece è consapevole che per colpa sua hanno perso la vita tutti i suoi compagni di viaggio. Due personaggi all’apparenza molto diversi sono in realtà, attraverso questi punti di contatto “nascosti”, decisamente simili.
Oppenheimer in TV il 5 agosto 2026: dove vedere il film
L’appuntamento è fissato per mercoledì 5 agosto, in prima serata su Canale 5, che propone il film campione d’incassi diretto da Christopher Nolan. La programmazione è stata pensata in occasione dell’anniversario del bombardamento atomico di Hiroshima, uno degli eventi più drammatici della storia contemporanea.
La pellicola sarà trasmessa anche in streaming su Mediaset Infinity. Sulla stessa piattaforma il film sarà disponibile gratuitamente anche on demand dal 6 al 12 agosto.
Dopo l’uscita nelle sale nel 2023, Oppenheimer è diventato un fenomeno mondiale, capace di riportare milioni di spettatori al cinema grazie a una narrazione spettacolare e ricca di interrogativi morali.
Ai Golden Globe 2024 conquistò cinque premi su otto candidature. Qualche settimana più tardi arrivò la consacrazione definitiva agli Oscar.
Oppenheimer: trama e cast del film di Christopher Nolan
Ispirato alla biografia vincitrice del Premio Pulitzer American Prometheus: The Triumph and Tragedy of J. Robert Oppenheimer, firmata da Kai Bird e Martin J. Sherwin, il film segue l’ascesa scientifica di J. Robert Oppenheimer, fisico teorico destinato a diventare il direttore scientifico del Progetto Manhattan, il programma segreto con cui gli Stati Uniti svilupparono la bomba atomica durante la Seconda guerra mondiale.
Christopher Nolan, che firma anche la sceneggiatura, non costruisce un semplice film storico. Il racconto alterna la ricostruzione degli eventi alla dimensione più intima del protagonista, esplorandone i dubbi, le contraddizioni e il peso delle decisioni prese in uno dei momenti più delicati del Novecento.
Accanto alla corsa contro il tempo per battere la Germania nazista nella ricerca nucleare, il regista dedica ampio spazio anche al rapporto con la moglie Katherine “Kitty”, ai legami personali e alle conseguenze psicologiche che accompagneranno Oppenheimer per il resto della vita.
A interpretare lo scienziato è Cillian Murphy, premiato con l’Oscar come miglior attore protagonista. Al suo fianco Emily Blunt, nel ruolo della moglie Kitty, Matt Damon, che interpreta il generale Leslie Groves, responsabile militare del Progetto Manhattan, e Robert Downey Jr., nei panni di Lewis Strauss, figura centrale nella parte finale della vicenda. Completano il cast Florence Pugh, Benny Safdie, Josh Hartnett, Rami Malek, Kenneth Branagh e Gary Oldman.
Agli Oscar 2024 Oppenheimer è stato il miglior film dell’anno. Christopher Nolan ha conquistato la statuetta per la miglior regia, mentre Cillian Murphy è stato premiato come miglior attore protagonista.
Oppenheimer, la storia vera dello scienziato che cambiò il Novecento
Molto prima di diventare il simbolo dell’era atomica, Julius Robert Oppenheimer era un giovane brillante nato a New York il 22 aprile 1904 da una famiglia benestante di immigrati tedeschi di origine ebraica. Fin da ragazzo mostrò un’intelligenza fuori dal comune e una curiosità che spaziava dalla letteratura alla filosofia, fino alle scienze naturali.
Dopo gli studi alla Ethical Culture School entrò ad Harvard, dove inizialmente si dedicò alla chimica, ma ben presto fu conquistato dalla fisica, una disciplina che in quegli anni stava vivendo una vera rivoluzione.
Per completare la sua formazione si trasferì in Europa. Lavorò prima all’Università di Cambridge e poi a Göttingen, in Germania, dove ebbe come maestro il fisico Max Born, uno dei padri della meccanica quantistica. In quegli anni contribuì allo sviluppo della celebre approssimazione di Born-Oppenheimer, ancora oggi fondamentale per descrivere il comportamento delle molecole, e iniziò a costruire la reputazione che lo avrebbe reso uno dei più promettenti fisici teorici della sua generazione.
Rientrato negli Stati Uniti alla fine degli anni Venti, insegnò all’Università della California a Berkeley e al California Institute of Technology. Le sue ricerche spaziavano dalla fisica quantistica all’astrofisica e, insieme allo studente Hartland Snyder, pubblicò studi pionieristici sul collasso gravitazionale delle stelle, anticipando di decenni il concetto di buco nero, quando ancora questa espressione non esisteva.
La sua carriera sembrava destinata esclusivamente alla ricerca scientifica. Ma lo scoppio della Seconda guerra mondiale cambiò tutto.
Il Progetto Manhattan e la nascita della bomba atomica
Nel 1942 gli Stati Uniti avviarono il Progetto Manhattan, un gigantesco programma scientifico e militare nato dal timore che la Germania nazista potesse arrivare per prima alla costruzione di un’arma nucleare.
Per coordinare il lavoro dei migliori fisici del Paese fu scelto proprio Oppenheimer, nonostante fosse relativamente giovane e non avesse mai diretto un laboratorio di quelle dimensioni.
Fu lui a organizzare il centro di ricerca di Los Alamos, nel Nuovo Messico, dove migliaia di scienziati, tecnici e militari lavorarono in segreto. Il laboratorio divenne il cuore del Progetto Manhattan, ma coinvolse una rete molto più ampia di siti di ricerca e produzione distribuiti negli Stati Uniti.

Il 16 luglio 1945, nel deserto del New Mexico, il primo ordigno nucleare della storia esplose durante il test Trinity. Oppenheimer ricordò più tardi di aver ripensato a un celebre passo della Bhagavad Gita: «Ora sono diventato Morte, il distruttore di mondi». Una frase entrata nell’immaginario collettivo, anche se lo scienziato la citò pubblicamente solo molti anni dopo.
Poche settimane più tardi, il 6 e il 9 agosto 1945, le bombe atomiche furono sganciate rispettivamente su Hiroshima e Nagasaki. Il Giappone si arrese pochi giorni dopo, ma il costo umano fu devastante: decine di migliaia di persone morirono immediatamente e molte altre subirono negli anni successivi le conseguenze delle radiazioni.
Oppenheimer è ricordato come il padre (pentito) dell’atomica. In realtà, gli storici invitano a leggere questa definizione con cautela. Oppenheimer non progettò da solo la bomba atomica, ma fu il coordinatore scientifico di uno dei più grandi progetti collettivi della storia della ricerca. Il suo ruolo fu decisivo, ma il Progetto Manhattan coinvolse migliaia di persone tra fisici, chimici, ingegneri e militari.
Il peso della coscienza e la persecuzione durante il maccartismo
Dopo la guerra, Oppenheimer divenne uno dei consiglieri scientifici più ascoltati del governo americano. Con il passare degli anni, però, iniziò a manifestare crescenti preoccupazioni per la corsa agli armamenti nucleari.
Non rinnegò il lavoro svolto durante il conflitto, ma sostenne la necessità di un controllo internazionale dell’energia atomica e si espresse contro lo sviluppo della bomba all’idrogeno.
Nel 1946 incontrò il presidente Harry Truman. In quell’occasione pronunciò una frase rimasta celebre: «Signor Presidente, sento di avere le mani sporche di sangue». Truman, infastidito da quelle parole, non nascose il proprio disappunto.
Negli anni della Guerra fredda il clima politico negli Stati Uniti cambiò profondamente. Le simpatie progressiste che Oppenheimer aveva manifestato negli anni Trenta e i rapporti avuti con persone vicine agli ambienti comunisti furono riesaminati con sospetto. Nel 1954, dopo una lunga e controversa udienza davanti alla Commissione per l’energia atomica, gli fu revocato il nulla osta di sicurezza. Pur senza essere accusato di spionaggio, lo scienziato venne di fatto escluso da ogni ruolo nelle decisioni strategiche del governo americano.
Solo molti decenni dopo la sua figura è stata rivalutata. Nel 2022 il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti ha annullato formalmente la decisione del 1954, riconoscendo che il procedimento era stato viziato da pregiudizi.
La sua vicenda continua ancora oggi a interrogare il mondo della scienza: fino a che punto un ricercatore è responsabile dell’uso che altri faranno delle sue scoperte?
Oppenheimer prima di Nolan: gli altri film dedicati allo scienziato
Il successo del film di Nolan ha riportato Oppenheimer al centro dell’immaginario collettivo, ma il cinema aveva già raccontato la sua storia in diverse occasioni.
Il primo titolo risale addirittura al 1947, appena due anni dopo la fine della guerra. The Beginning or the End, prodotto dalla Metro-Goldwyn-Mayer, ricostruiva la nascita della bomba atomica con un taglio quasi documentaristico e affidava il ruolo di Oppenheimer all’attore Hume Cronyn.
Nel 1980 la BBC realizzò la miniserie Oppenheimer, interpretata da Sam Waterston, ancora oggi considerata una delle ricostruzioni televisive più accurate della vita dello scienziato.
Pochi anni più tardi arrivarono altri due film dedicati al Progetto Manhattan. Day One (1989), produzione televisiva americana, racconta la corsa alla realizzazione della bomba attraverso gli occhi degli scienziati coinvolti. Nello stesso anno uscì Fat Man and Little Boy di Roland Joffé, con Paul Newman nel ruolo del generale Leslie Groves e Dwight Schultz nei panni di Oppenheimer.
Il film di Nolan, tuttavia, è il primo ad aver trasformato la biografia del fisico in un racconto capace di conquistare pubblico e critica mondiali.
Grazie a una narrazione che intreccia storia, politica e conflitto interiore, ha riportato al centro del dibattito una figura che continua a dividere.
Geniale fisico, protagonista della ricerca scientifica del Novecento e uomo costretto a convivere, fino alla fine dei suoi giorni, con il peso delle proprie decisioni.