Come le donne conquistano la felicità

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Eleonora Lorusso

Da Federica Pellegrini a Serena Williams, passando per Adele e Gwyneth Paltrow: sono famose, adorate ricche. Ma solo dopo anni di successi hanno dichiarato «Ora sono felice». Come ci sono riuscite? Seguendo una ricetta che funziona. Per tutte le donne 

«Mi sento in pace con me stessa e con tutti». Sono le prime parole con Federica Pellegrini, la pluricampionessa del nuoto, ha commentato la vittoria della medaglia d'oro nei 200 stile libero ai Mondiali di Budapest. Parole con le quali "Mafaldina88", il suo nickname su Twitter, ha voluto salutare il trionfo, arrivato dopo l'enorme delusione alle Olimpiadi di Rio dello scorso anno, che aveva alimentato la frustrazione della 29enne di Iesolo.

Ma non si tratta dell'unico personaggio famoso che ha faticato a trovare o ritrovare la serenità, nonostante il successo, la fama e migliaia di followers (la Pellegrini ne conta 610.000 solo su Twitter). Anche Serena Williams, tennista da record ora in dolce attesa del primo figlio, pare abbia trovato solo adesso un equilibrio a lungo cercato. «Oggi sono una persona felice» ha dichiarato di recente una tra le più grandi giocatrici di sempre, che vanta 23 vittorie da record nei tornei del Grande Slam (Roland Garros, Wimbledon, Usa Open e Australian Open), 4 ori olimpici e 85 milioni di dollari di premi in carriera. All'età di 35 anni, con 9 milioni di followers sui social, la Williams pare vivere una nuova dimensione grazie alla gravidanza, che l'ha resa quasi una "donna comune" e che, proprio come una futura mamma, chiede ora consiglio ai fan, su come affrontare al meglio le notti che precedono il parto e come riuscire a trovare una giusta posizione che le permetta di dormire col pancione. 

Ma quali sono i personaggi che soffrono la mancanza di serenità, nonostante popolarità, successi e ricchezza? Come sono riusciti a sentirsi appagati? E come possono superare le frustrazioni e sentirsi soddisfatte le donne "normali", che spesso vivono situazioni di forte stress, pur non trovandosi sotto i riflettori?

Lo stress delle celeb

«Smussando molti miei angoli, sono riuscita ad arrivare a tutti; questo aspetto mi ha permesso, dopo una caduta, di arrivare al risultato». Federica Pellegrini, fresca campionessa mondiale, ha sintetizzato così gli ultimi mesi e anni di fatiche, trionfi, ma anche fallimenti, che le hanno portato stress e ansia da prestazione.

«I vip vivono spesso emozioni molto forti» spiega Davide Algeri, psicologo, psicoterapeuta e coach. «Tutti possiamo vivere sentimenti di ansia, ma nei personaggi famosi sono amplificati dal fatto di avere molte persone che credono in loro. La Pellegrini stessa, quando nuota in gara, porta su di sé il peso dei suoi fan. Spesso queste emozioni così forti destabilizzano». Lo stesso discorso vale per tanti cantanti, molti dei quali arrivano a fare uso di alcol e droghe per anestetizzare le emozioni.

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    Adele in concerto a Sidney
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    Gwyneth Paltrow autografa uno dei suoi libri
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    Serena William con il pancione al Met Gala di New York

Lo stress delle comuni mortali

Anche le donne "normali", però, si trovano spesso a dover affrontare situazioni di grande stress, soprattutto per la difficoltà nel coniugare famiglia e lavoro, aspirazioni, doveri e una cronica mancanza di tempo, unita al desiderio di non deludere il capo o i familiari.

Secondo l’American Psychology Association, il 37% delle donne lavoratrici si sente "regolarmente stressata", mentre quasi una donna su due (49%) ammette livelli di stress sempre più alti, a fronte di una percentuale maschile più contenuta (39%). Non è una caso che, secondo i dati dell'International Journal of General Medicine, nella fascia d'età tra i 40 e i 60 anni 4 donne su 10 soffrano di patologie legate allo stress. Tra le più giovani, invece, a prevalere è la pressione ad emergere in campo lavorativo, che spinge il 29% delle donne tra i 21 e i 34 anni a definirsi "esausta".

«Capita spesso che anche in persone normali il carico emotivo dovuto alle aspettative sia maggiore rispetto alle risorse a disposizione» spiega Davide Algeri, psicologo, psicoterapeuta e coach. «Se, però, i vip possono sempre scegliere a un certo punto della carriera di cambiare vita, nelle donne e nelle uomini non famosi questo non è sempre possibile».

Dire "basta" per ritrovare serenità e pace

Tra i casi più noti ed eclatanti c'è quello della cantante Adele, che a fine giugno ha annunciato di non voler più fare tour: «D'ora in poi sarò solo mamma» ha fatto sapere l'interprete di Hello, durante il concerto al Wembley Stadium, di fronte a 98.000 persone, spiegando poi sui social: «Stare in tour è una cosa particolare, che non mi si addice molto bene. Sono una vera casalinga, mi rendono felice le piccole cose».

Anche Claudia Koll, con una scelta clamorosa, ha deciso ormai da tempo di lasciare la carriera di attrice di cinema, per convertirsi e cambiare vita. «Ero arrivata a un punto in cui la mia vita non aveva più senso» ha raccontato l'attrice in una intervista. «Certo avevo il successo, la bellezza e i soldi, ma ero chiusa nel mio egoismo. Mi sono rifugiata in Dio e poco alla volta ho cambiato le scelte che facevo». Oggi guida l’associazione "Opera del Padre", si dedica alle missioni in Africa e dirige un’Accademia di recitazione fondata sui principi contenuti nella Lettera agli Artisti scritta da Giovanni Paolo II. Oltre a fare, naturalmente, la madre del figlio in affido Jean Marie, per il quale ha rinunciato a farsi suora.

Puntare al minimo per ottenere il massimo

Senza arrivare a scelte radicali, c'è chi ha ritrovato l'equilibrio semplicemente "rallentando" o modificando i propri interessi, come Gwyneth Paltrow. L'attrice premio Oscar per Shakespeare in love, ha ridotto drasticamente gli impegni sul set dopo la nascita del suo secondogenito Moses, dedicandosi al suo blog. Nato come spazio in cui raccontare viaggi e condividere ricette salutari, Goop è diventato in breve tempo un marchio di successo, dal quale la Paltrow lancia la sua linea di moda, libri di cucina e prodotti di bellezza che portano il suo nome.

«Spesso la chiave del successo, anche per le persone non famose, è quella di ridurre al minimo le aspettative, puntando però al massimo risultato» spiega Algeri. «Il voler ottenere il 100% sempre e comunque è indice di perfezionismo, ma può portare a elevati carichi di stress, per il desiderio di non sbagliare nulla. Occorre, invece, cercare di raggiungere la sufficienza, dando il 100%. Poi, col tempo che rimane, si può provare a migliorare. Insomma, serve una mentalità da maratoneta, che mira a raggiungere piccole tappe, per poi tagliare un traguardo finale più importante».
La parola chiave, dunque, è un termine del mondo economico anglosassone, satisfy: in altre parole, meglio essere soddisfatte, che cercare (inutilmente) di apparire perfette.

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