Ci risiamo. Arriva l’autunno e improvvisamente sembra che i capelli siano ovunque: sulla spazzola, sul cuscino, nella doccia e, naturalmente, sui vestiti proprio quando siamo già in ritardo. Ma quanti capelli è normale perdere? E soprattutto: come capire quando la caduta è davvero eccessiva?
La risposta è meno matematica di quanto si potrebbe pensare. Perché i famosi 50-100 capelli al giorno possono essere un riferimento, ma difficilmente qualcuno ha voglia (o bisogno) di mettersi a contarli uno per uno. Molto più utile è osservare se qualcosa è cambiato rispetto al solito.
Perdere più capelli in autunno è normale?
Entro certi limiti, sì. Perdere capelli fa parte del loro normale ciclo di vita: ogni follicolo alterna infatti periodi di crescita e riposo, al termine dei quali il capello viene naturalmente eliminato e sostituito.
E i famosi 50-100 capelli al giorno? Meglio considerarli una stima orientativa che una soglia matematica. Non significa che a 99 possiamo stare tranquille e al centesimo debba scattare l’allarme.
C’è anche un altro particolare da considerare. La quantità di capelli che vediamo cadere non corrisponde necessariamente a quella persa nelle ultime 24 ore. Se li laviamo ogni tre o quattro giorni, per esempio, durante lo shampoo possiamo ritrovarci tra le mani anche capelli che si erano già staccati dal follicolo nei giorni precedenti.
Per capire se qualcosa è cambiato, quindi, è molto più sensato confrontare quello che vediamo con la nostra normalità.

Perché in autunno cadono più capelli?
Per capirlo bisogna fare un’incursione molto veloce nel ciclo del capello. La fase più lunga è l’anagen, quella della crescita; segue una breve fase di transizione, detta catagen, e infine il telogen, durante il quale il follicolo entra in una sorta di riposo prima che il capello venga eliminato.
In alcuni periodi dell’anno può aumentare la quota di capelli che raggiunge la fase telogen e questo contribuirebbe alla maggiore caduta osservata tra la fine dell’estate e l’autunno. Il condizionale, però, è importante: la stagionalità della caduta è stata osservata negli studi, ma non significa che in autunno tutti debbano necessariamente perdere molti più capelli.
Inoltre ciò che vediamo oggi può avere avuto origine parecchio tempo prima. Quando un numero maggiore di follicoli entra contemporaneamente nella fase di riposo, infatti, la caduta può diventare evidente solo a distanza di settimane o mesi.
Il sole e l’estate fanno cadere i capelli?
Qui è facile confondere due fenomeni. Sole, salsedine, cloro e calore possono mettere a dura prova soprattutto il fusto, cioè la parte visibile del capello. Il risultato sono capelli più secchi, fragili e inclini a spezzarsi.
Ma un capello spezzato non è un capello caduto dal follicolo. Se troviamo molti capelli più corti, oppure notiamo punte rovinate e lunghezze che sembrano assottigliarsi, potrebbe esserci soprattutto un problema di rottura. La vera caduta coinvolge invece il capello dalla radice.
Quanto dura la caduta dei capelli in autunno?
Se si tratta davvero di un aumento stagionale, dovrebbe essere temporaneo. Ed è forse questo un criterio più utile del conteggio quotidiano: osservare come evolve la situazione.
Una fase in cui troviamo più capelli del solito nella doccia non equivale automaticamente a un problema. Diverso è accorgersi che la caduta continua senza diminuire oppure che, con il passare del tempo, la chioma appare effettivamente meno folta.
In altre parole, oltre a chiederci quanti capelli sto perdendo?, vale la pena domandarci anche da quanto tempo sta succedendo?.

Come capire se è caduta stagionale o c’è qualcosa che non va
Un primo indizio è proprio un cambiamento evidente rispetto alle proprie abitudini. Molti più capelli sulla spazzola, nello scarico della doccia o sulle mani durante lo shampoo possono segnalare un aumento della caduta, soprattutto se il fenomeno continua nel tempo.
Ma il numero non è l’unica cosa da osservare. Conta anche ciò che rimane in testa: una scriminatura che sembra allargarsi, una coda sensibilmente meno corposa, una maggiore visibilità del cuoio capelluto o aree che appaiono più rade meritano più attenzione rispetto alla conta dei capelli sul pavimento.
Esiste poi il telogen effluvium, una caduta diffusa che si verifica quando una quota maggiore di follicoli entra contemporaneamente nella fase telogen. Può comparire dopo eventi molto diversi, come una malattia importante, un intervento chirurgico, periodi di forte stress, cambiamenti ormonali, dimagrimenti marcati o alcune carenze nutrizionali. E poiché può manifestarsi a distanza dall’evento che l’ha provocato, non sempre il collegamento è immediato.

Cosa fare quando i capelli cadono più del solito
Prima regola: non dichiarare guerra ai capelli rimasti. Una routine delicata aiuta a evitare di aggiungere alla caduta anche la rottura delle lunghezze: districare senza strattoni, limitare temperature molto elevate e trattare con maggiore cautela capelli già fragili sono piccole attenzioni sensate.
Anche l’alimentazione conta, ma senza inseguire a caso il nutriente del momento. Ferro, zinco, proteine e altri nutrienti sono coinvolti nella salute del capello, ma caduta non significa automaticamente carenza. Se esiste il sospetto di un deficit, sarà il medico a valutare se siano necessari accertamenti. E soprattutto niente panico davanti allo shampoo.
Lavare meno i capelli serve?
No, lavare meno spesso i capelli non impedisce a quelli che hanno terminato il proprio ciclo di cadere. Può semmai creare un piccolo effetto ottico piuttosto inquietante: più giorni trascorrono tra un lavaggio e l’altro, più capelli già staccati possono accumularsi nella chioma e venire via tutti insieme sotto la doccia.
Ecco perché il pugno di capelli visto durante uno shampoo non racconta necessariamente ciò che è successo in quel singolo giorno.
Meglio quindi continuare a lavarli secondo le esigenze della propria cute, utilizzando prodotti adeguati e senza strofinare o manipolare inutilmente i capelli con aggressività.

Integratori anticaduta: servono davvero?
Con l’arrivo dell’autunno sembrano quasi diventare un accessorio stagionale. Ma assumere un integratore “per sicurezza” non significa automaticamente fermare la caduta.
Se alla base c’è una carenza nutrizionale documentata, correggerla può naturalmente essere importante. È diverso dal supporre che ogni aumento della caduta dipenda da ferro, zinco, biotina o dalla vitamina di turno.
Anche perché le cause della perdita di capelli possono essere molto diverse. Prima di riempire il mobiletto del bagno di integratori, quindi, meglio capire se esiste davvero qualcosa da correggere.
Quando la caduta dei capelli deve preoccupare
Più che aspettare di raggiungere un fantomatico numero giornaliero, conviene prestare attenzione ad alcuni cambiamenti: una caduta molto più intensa del solito che persiste o peggiora, una riduzione evidente della densità, la comparsa di zone particolarmente rade o di vere e proprie chiazze. Anche prurito, dolore, arrossamento o altri cambiamenti del cuoio capelluto meritano una valutazione.
In questi casi il riferimento è il dermatologo, eventualmente esperto in tricologia. La visita permette di osservare non soltanto i capelli che cadono, ma anche densità, distribuzione del diradamento e caratteristiche dei follicoli; quando necessario, la dermatoscopia del cuoio capelluto può fornire ulteriori informazioni. È un approccio decisamente più utile che trasformare ogni doccia in un censimento dei capelli perduti.