C’è un momento preciso, tra Natale e Capodanno, in cui tutto chiede silenziosamente di essere messo in ordine. Non solo l’agenda, le idee, i buoni propositi mai mantenuti, ma anche lui: il mobile del bagno. Quel luogo familiare in cui convivono skincare di tre epoche diverse, rossetti acquistati in preda all’entusiasmo e prodotti per capelli che non vedono la luce da mesi, forse anni.

Il decluttering cosmetici è uno di quei rituali che nessuno inserisce ufficialmente nella lista dei buoni propositi, ma che funzionano sorprendentemente bene. Perché non è solo una questione di spazio. È una questione di testa.

Perché fare ordine tra i cosmetici (e perché ci fa stare meglio)

A rendere socialmente accettabile il decluttering, anni fa, ci ha pensato Marie Kondo, con il suo celebre invito a tenere solo ciò che “accende gioia”. Traslato nel beauty, il concetto funziona ancora meglio: se un prodotto non lo useresti domani mattina, quando sei di corsa e vuoi andare sul sicuro, probabilmente non è indispensabile alla tua felicità.

Non significa diventare minimaliste. Significa smettere di convivere con cosmetici che raccontano versioni di noi che non esistono più.

vanity table con strumenti di bellezza
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Dal caos all’ordine: le fasi del decluttering cosmetici

Il decluttering beauty segue delle fasi ben precise: prima di iniziare, vige il disagio (soprattutto nella nostra testa); appena si tirano fuori i prodotti, ci sembra di aver peggiorato la situazione, perché il bagno sembra esplodere. Fuori e dentro i cassetti regna il caos, così la tentazione di mollare l’opera di riordino dei cosmetici è fortissima. È proprio in questo passaggio che bisogna resistere.

Sì, lo sappiamo, se sei una beauty addicted il momento del “rovesciamento” dei cassetti e delle pochette può essere traumatico, ma è anche illuminante. Ombretti mai toccati, sieri iniziati e abbandonati, campioncini che aspettano il loro momento dal 2021. Vederli insieme ha un effetto quasi terapeutico: improvvisamente diventa chiaro cosa fa ancora parte della nostra routine e cosa, invece, è rimasto lì solo per un senso di rispetto verso il nostro portafogli. A proposito, l’occasione potrebbe essere un memo ad acquistare solo ciò che ci serve davvero!

Per rendere l’operazione meno ostile, molte persone adottano piccoli rituali: una candela accesa, un podcast, un video in sottofondo di qualcuno che fa la stessa cosa. È il famoso body doubling: fare ordine “in compagnia” aiuta a essere più decise e, sorprendentemente, meno sentimentali nel cestinare o meno un cosmetico.

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Scadenze, odori sospetti e altri campanelli d’allarme

Dopo l’iniziale fase emotiva del decluttering c’è la parte più razionale, quella che non ammette troppi investimenti affettivi. Se un prodotto ha cambiato odore, colore o consistenza, non sta cercando di reinventarsi: è semplicemente arrivato al capolinea. Lo stesso vale per il make up aperto da tempo immemore. Il mascara, in particolare, ha una vita breve e intensa; i prodotti cremosi soffrono l’abbandono; i rossetti, se dimenticati troppo a lungo, tendono a tradirci senza preavviso.

Se davanti a un cosmetico ti sorprendi a pensare “chissà se è ancora buono”, la risposta è quasi sempre no. Ed è ora di cestinarlo.

Moda, trend e colori che non ci rappresentano più

Qui arriva la domanda scomoda: ha senso tenere un make up solo perché è ancora di moda? O buttarlo perché non lo è più? La verità è un’altra, molto più semplice. Alcuni colori non ci rappresentano più. Palette intense, rossetti audaci, blush iper pigmentati che abbiamo amato in una fase precisa e che oggi ci sembrano troppo. Non sono sbagliati, ma magari sono solo legati a un’altra stagione della nostra vita.

Oggi il make up — complici anche le tendenze — è più soft, più naturale, più centrato sulla pelle. Se un prodotto non dialoga più con il nostro gusto attuale, tenerlo solo “perché era bellissimo” non è un atto di fedeltà: è accumulo.

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I prodotti per capelli, i più dimenticati

Nel grande decluttering dei cosmetici, loro sono i più trascurati. Shampoo di emergenza, maschere comprate con grandi aspettative e usate due volte, prodotti di styling pensati per un taglio che non abbiamo più. I prodotti per capelli si moltiplicano in silenzio e raramente vengono messi in discussione.

Eppure anche loro invecchiano, cambiano consistenza, perdono efficacia. E soprattutto: se non li useresti oggi, sui capelli che hai adesso, probabilmente non ti servono più. Fare spazio qui è spesso più liberatorio che svuotare una palette.

Tenere meno cosmetici, usare meglio

Dopo il grande repulisti, succede una cosa interessante: quello che resta sembra improvvisamente più prezioso. Vedere tutti i prodotti, sapere esattamente dove sono, distinguerli tra quotidiani e “da occasione speciale” rende la routine più semplice e anche più piacevole.

Non servono sistemi complicati né organizer degni di un set cinematografico. Basta che tutto sia visibile e facile da raggiungere. Perché ciò che non vediamo, non usiamo. E ciò che non usiamo, finisce per pesare.

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Un beauty case meno instagrammabile, ma più efficace

Siamo abituate a pensare alla cura di sé come a qualcosa di indulgente: una maschera, una skincare infinita, un prodotto nuovo. Il decluttering è meno scenografico, ma molto più potente. Aprire un cassetto ordinato, senza dover scavare tra il superfluo, ha un effetto calmante sorprendente.

Il nuovo anno non chiede cosmetici nuovi a tutti i costi. Chiede spazio, chiarezza, che poi si tramutano in liberazione interiore. E un beauty case alleggerito è un ottimo modo per iniziare l’anno con un pizzico di ironia e molta più leggerezza.