Altro che melatonina. Oggi chi soffre di insonnia o ha problemi ad addormentarsi usa il magnesio. Colpa o effetto dei social (soprattutto TikTok), dove i riferimenti agli integratori a base di questo sale minerale stanno aumentando a vista d’occhio. Il fenomeno ha assunto proporzioni tali che anche il New York Times si è interessato, interpellando alcuni esperti.
Il “boom” del magnesio
A scorrere i contenuti su TikTok e Instagram verrebbe da dire “tutti pazzi per il magnesio”: la nuova tendenza spinge a scegliere questo minerale per favorire l’addormentamento e migliorare la qualità del sonno. Si tratta di un argomento sensibile, dal momento che in Italia ci sono 12 milioni di persone che dichiarano di dormire male e che si sommano a tutte quelle che convivono con qualche disturbo del sonno pur senza parlarne. Per questo l’idea di potersi affidare a un integratore a base di magnesio, che magari possa funzionare anche “meglio” della melatonina, sta conquistando gli utenti dei social. Ma cosa c’è di vero?
Magnesio alleato del sonno: cosa c’è di vero
Da diverso tempo gli hashtag più diffusi in tema di salute e benessere riguardano proprio #magnesio e #stanchezza, complice l’estate con caldo da record che ha spinto molti a ricorrere a integratori a base del sale minerale, noto per le sue numerose proprietà: ad esempio, regola la trasmissione degli impulsi nervosi, favorisce la contrazione delle cellule cardiache e quindi il controllo del battito del cuore, ma aiuta anche mantenere sotto controllo la pressione sanguigna. Inoltre ha un ruolo importante nel fissare calcio e fosforo nelle ossa e nei denti e nel rilassare i muscoli. Ma cosa c’entra il sonno?
Lo studio sul magnesio e il riposo
A rafforzare la convinzione che il magnesio possa aiutare nel migliorare la qualità del sonno è stato uno studio randomizzato, in doppio cieco, condotto su 155 volontari adulti, di età compresa da 18 e 65 anni, tutti con problemi di sonno. Il campione è stato suddiviso in due gruppi e seguito per 4 settimane: al primo sono stati somministrati 250 mg di magnesio (del tipo bisglicinato) al giorno, all’altro un placebo. Al termine dell’osservazione, chi aveva assunto il magnesio riportava un calo dei disturbi misurabili secondo l’Insomnia Severity Index, pari a 3,9 punti rispetto ai 2,3 del gruppo di controllo. Il risultato è stato ritenuto interessante, ma secondo gli esperti non è sufficiente.
Concilia davvero il sonno?
«Il problema è a monte: si rischia di sdoganare l’idea che chiunque abbia la sensazione o sintomi di un sonno ridotto o non di qualità vada ad acquistare prodotti da banco fai-da-te. Occorre, invece, rivolgersi a un medico che potrà valutare se si è in presenza di una patologia e, nel caso, decidere una terapia specifica», chiarisce il dottor Francesco Fanfulla, Direttore del Centro di Medicina del Sonno dell’ospedale Maugeri di Pavia, che aggiunge: «Purtroppo periodicamente assistiamo alla spinta commerciale di prodotti vari, specie sui social: prima la melatonina, poi la passiflora o il biancospino, tutti fai-da-te della categoria degli integratori, rischiano mancate diagnosi di patologie reali che possono così cronicizzarsi».
Dove si trova il magnesio
Come sottolineano molti esperti, in caso di dieta equilibrata non occorre ricorrere a integrazioni. Il magnesio, infatti, è già presente nell’organismo (il 60% nelle ossa, quasi il 40% nei muscoli e l’1% nel plasma e nei liquidi extracellulari): è un “macronutriente”, che può essere assunto normalmente tramite il cibo e, in particolare, con le verdure a foglia verde (spinaci, carciofi, bieta), i legumi, il pesce (azzurro o spada soprattutto), crostacei, molluschi, cereali integrali, cacao amaro, frutta secca come mandorle, anacardi, nocciole, pistacchi e noci. Si trova anche in pesche, banane e fichi.
Magnesio vs melatonina: che differenze
Sui social, invece, si sta assistendo una “battaglia” tra i sostenitori della melatonina e i nuovi “tifosi” del magnesio: «Sono due sostante diverse. La prima è un ormone endogeno, cioè prodotto dal nostro organismo in determinati periodi del giorno e condizioni. Ha il compito di preparare l’organismo al sonno, è la sua porta di accesso. Il magnesio, invece, è un elettrolita, che può contribuire al corretto funzionamento dell’organismo. Attenzione, però: a differenza del magnesio, la melatonina può anche essere prescritta in alcuni farmaci specifici per disturbi del sonno», precisa Fanfulla.
Quando serve davvero il magnesio
I chiarimenti, però, spesso su TikTok mancano. Al contrario pullulano le opinioni, come quella di Jessica Sepel, nutrizionista e fondatrice del brand australiano di beauty e benessere JSHealth Vitamins, che afferma: «Mi piace considerare il magnesio come una fonte di relax in compresse». Ricordando che può contribuire ad abbassare i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, esorta quindi ad «Assumere il magnesio la sera è il modo migliore per preparare il corpo al riposo e ai processi di rigenerazione che avvengono durante la notte».
Le vere cause del sonno disturbato
Oltre a non dimostrare le due dichiarazioni con alcuna prova scientifica, però, Sepel e molti altri usi social dimenticano che spesso il vero motivo dell’insonnia sta nello stile di vita. «Esistono una 80ina di patologie del sonno e una serie di condizioni non patologiche legate a una cattiva del sonno: come sempre la risposta dipende dal caso specifico – spiega Fanfulla – Ammesso che si abbia malattia, occorre valutare anche la corretta igiene del sonno prima di ricorrere a qualsiasi ‘cura’, a partire da fattori come il numero di ore dormite, i rumori, la luce e il caldo, come ben sappiamo viste le temperature dell’estate».
Sonno e salute: a cosa fare attenzione
Il sonno, quindi, dovrebbe prima di tutto essere regolare e mai inferiore al minimo indicato dagli studi: «Per gli adulti sono mediamente 7/8 ore, mentre per bambini e adolescenti dovrebbero essere di più. Dormire meno potrebbe portare, secondo alcuni studi da approfondire, a patologie cerebro e cardiovascolari, ma questo vale anche se si dorme troppo, cioè oltre le 9 ore, in modo abituale, negli adulti. Diverso è per gli anziani: il loro sonno notturno si riduce col tempo, ma aumenta il riposo diurno. Alla fine la quantità di ore rimane la stessa», conclude Fanfulla.