Una lettrice mi ha scritto, qualche giorno fa, raccontandomi di una delusione provata a causa di quelle che considerava le sue amiche. Lei si è sempre fatta in quattro per aiutarle ma, quando ha avuto bisogno, nessuna ha fatto nulla per lei. O, meglio, lei si è sentita così sola da non aver neanche chiesto il loro aiuto. Perché può accadere questo?
Aiutare le amiche per non aiutare se stesse
I motivi possono essere diversi, e tutti nascondere profonde ferite perché, in genere, occuparsi molto degli altri vuol dire prendersi cura poco di se stesse. E questo può capitare per esempio a chi da bambina ha sentito particolarmente su di sé la sofferenza o il malessere dei genitori, oppure è stata abituata a stare vicino a qualcuno ammalato in famiglia. Questo fa sì che, da adulta, non riesca a riconoscere i propri bisogni, quindi neanche a chiedere aiuto. Spesso si può trattare, inoltre, di persone insicure che, nel sostenere gli altri, trovano un modo per ottenere un riconoscimento, una gratificazione.
L’affetto delle amiche: un premio da meritare
Il fatto è che non chiedere aiuto per se stesse, vuol dire anche essere convinte di non meritarselo. Se siamo state abituate a connetterci ai bisogni degli altri e a comportarci bene perché così loro ci amassero, nel profondo crediamo di non avere valore, tranne che quando ci occupiamo del prossimo. Quindi chi mai potrà ascoltare noi se siamo bisognose, “difettose” e “non funzionanti”? Non chiedere aiuto è un modo per non vivere di nuovo le ferite del passato, quando non avevamo persone disponibili a sostenerci.
Occorre guardare il nostro dolore
Questo dolore antico va riconosciuto, restituendo dignità al nostro Io sofferente. Può trattarsi di una strada tortuosa, ma vedere in modo compassionevole tutto quello che abbiamo fatto ma anche quello a cui abbiamo rinunciato, può finalmente metterci di fronte ai nostri limiti e alle nostre risorse, per imparare ad accettarci e cambiare quello che oggi non ci rende felici.