Cara Chiara, perché un uomo scrive a una rivista femminile? Perché fra uomini di queste cose non si parla. Non riesco a capire se sono io quello sbagliato: ho 52 anni, una separazione civile alle spalle, le donne con cui esco mi dicono che sono “affidabile”, “un uomo perbene”, “diverso dagli altri”, ma poi se ne vanno. Anche la mia ex moglie. L’ultima donna che ho frequentato mi ha detto che con me non sentiva il rischio, che aveva bisogno di qualcuno che le tenesse testa. Io ci sono, ascolto, non tradisco, non uso parole scorrette, cerco di tenere toni adeguati anche quando mi arrabbio. Ma comportarsi bene sembra non bastare. Le donne vogliono davvero l’uomo stronzo? E, se sì, si può cambiare senza diventare qualcun altro? Io sono contento di chi sono. Mio padre mi ha insegnato che ci si comporta bene, lo sto insegnando ai miei figli e vorrei che mia figlia non si accontentasse di nulla di meno di un uomo che la tratti coi guanti di velluto: devo essere un esempio. Paolo

Caro Paolo, non è che non basti essere affidabili, ma io sono sicura che tu non sia solo quella cosa lì, e in fondo lo sai pure tu. Nessuno è solo una cosa, e il desiderio spesso si accende con le crepe, le storture, le irregolarità. È così anche per le donne che hai amato: ti sarai incantato anche delle loro fragilità, oltre che del loro stare al mondo cercando di essere delle persone belle, piene e pulite. Da quello che scrivi, però, tu hai dovuto imparare presto a essere quello che teneva insieme le cose e non creava problemi e così, forse, essere affidabile è diventato il tuo modo di sentirti accettato. Proviamo a fare un gioco? Socchiudi la porta anche alla parte di te che hai lasciato indietro per essere “come si deve”, riscopriti nella tua interezza! Per un mese, una volta al giorno, fai una piccola scorrettezza: rispondi male a qualcuno, arriva in ritardo a un appuntamento. Concediti il permesso di scoprire anche le tue debolezze, legittimale, abbracciale, trova il modo di conviverci. Scoprirai che resterai la persona controllata e perbene che sei. Ma finalmente non verrai amato “solo” per questo. Fidati di me: fidati di te.