Una lettrice di recente mi ha scritto che vorrebbe provare ad aprire la sua relazione di coppia. Dice così: «L’idea mi eccita da pazzi, ma al tempo stesso mi terrorizza».
Coppia aperta: ci sono tanti modi
Il tema è caldo, in effetti, e sebbene io non mi sia mai misurata in prima persona con questa materia (ho nel curriculum solo relazioni tradizionalmente monogame, con tutto ciò che tradizionalmente comportano), mi sono resa conto che sempre più spesso incontro coppie che vivono la sessualità in maniera aperta, semi-aperta, socchiusa, in ogni caso diversa da come la nostra educazione sessuo-affettiva di stampo romantico ci ha insegnato a fare. Persone che scelgono di percorrere le vie delle cosiddette non-monogamie etiche, nel tentativo di condividere una relazione non esclusiva ma trasparente.
Coppia aperta, un percorso in salita
Contrariamente a quanto si crede, però, si tratta di un percorso tutt’altro che semplice, o comodo. Negoziare il perimetro della relazione richiede lo sviluppo di ottime capacità di analisi delle proprie emozioni, di fini doti di comunicazione e di spiccata propensione all’ascolto del partner. In altri termini, intraprendere questo percorso implica un grande lavoro su di sé come individui, per imparare a gestire per esempio la gelosia, e sul rapporto a due, affinché ne esca fortificato e non frantumato.
In una coppia aperta ci vogliono regole precise
È un percorso di scoperta e di conoscenza condiviso, nel quale dolore ed eccitazione possono incontrarsi e per il quale è importante prepararsi. L’obiettivo è non fare e non farsi male, trovare compromessi che rispettino tutti e valutare bene quale sia la modalità migliore per – eventualmente – procedere. Includere terze persone nella coppia? Tenere le cose su un piano puramente carnale o aprirsi alla galassia del poliamore? Fare ciascuno per sé e raccontarselo? Oppure, di comune accordo, non dire e non chiedere? Con quali persone sì? Con quali persone no (tipo amici in comune, colleghi, parenti)? Abbiamo la struttura per farcela? Sono queste le domande da porsi reciprocamente, per valutare insieme la soluzione migliore. E dei giudizi degli altri? È bene infischiarsene, ovviamente.