L’acne sta aumentando e non solo tra gli adolescenti, per i quali rappresenta una croce quasi inevitabile. A certificare il fenomeno sono i dati che arrivano dal Regno Unito e che già un anno fa avevano fatto scattare l’allarme. Ora un articolo del British Journal of Dermatology è tornano sul tema e, attingendo alle statistiche, ha raccontato un’altra verità: quei “brufoli” sul viso che spesso sono indice di subbuglio ormonale in realtà colpiscono anche in età adulta. E soprattutto le donne, con non poche implicazioni psicologiche.
L’acne in crescita tra le donne
Secondo il database del Global Burden of Disease Study, dal 1990 ad oggi il numero di giovani e giovanissimi che soffre di acne è cresciuto del 14%. Si tratta di ragazzi e ragazze nella fascia di età tra i 10 e i 24 anni, dove si è passati da 8.563 a 9.790 casi ogni 100.000 abitanti. I più colpiti sono i 15-19enni, anche se sarebbe più corretto parlare di ragazze, dal momento che proprio le femmine sono le più colpite dall’acne (+25%). Se mai fosse di conforto, invece, la presenza di foruncoli o lesioni della pelle sul viso non risparmia i giovani a nessuna latitudine: i dati indicano, infatti, che il problema riguarda in maniera solo leggermente maggiore i ragazzi dell’America Latina (23,9%), seguiti dagli asiatici (20,2%), dagli africani (18,5%) e dai mediorientali (16,1%). L’Europa si ferma, invece, al 9,7%, con livelli molto vicini a quelli dell’Australia (10,8%).
Le cause dell’acne giovanile
«Negli ultimi anni i casi di acne sono aumentati in modo evidente e non è soltanto una percezione o un effetto dei social», spiega Stefania Guida, Professore Associato di Dermatologia Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, membro del Direttivo SIDeMaST (Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e di Malattie Sessualmente Trasmesse), Coordinatore del gruppo di studio dermatologia correttiva ed estetica SIDeMaST. «L’acne è oggi la prima causa di visita dermatologica, la condizione più comune che vede lo specialista. Nasce da un’interazione complessa tra predisposizione genetica, ormoni e meccanismi infiammatori. Ma a questo si aggiungono fattori tipici della società moderni che amplificano il problema: per esempio, l’inquinamento», aggiunge Guida.
Colpa anche dell’inquinamento
Lo smog, dunque, gioca un ruolo nuovo nell’insorgenza dell’acne, perché «altera il film idrolipidico e favorisce l’infiammazione, stress cronico che aumenta i livelli di cortisolo e quindi la produzione di sebo. Ma influiscono anche diete ricche di zuccheri e alimenti processati, che stimolano l’infiammazione, insieme all’uso di creme e make-up inadatti, spesso troppo occlusivi o irritanti – chiarisce l’esperta – Le evidenze mostrano che, negli ultimi trent’anni, l’incidenza dell’acne è cresciuta soprattutto nelle aree urbanizzate e industrializzate: segno che ambiente e stile di vita hanno un ruolo importante. In termini pratici, significa che oggi colpisce una quota significativamente maggiore di giovani, con un aumento costante nel tempo».
Quando l’acne compare negli adulti
Stress, ma anche inquinamento oltre ad alimentazione, o persino uso eccessivo di device possono spiegare, però, anche l’incremento dei casi negli adulti: «Oggi l’acne non è più considerata solo un fenomeno dell’adolescenza. Una quota crescente di adulti ne soffre, in particolare donne tra i 25 e i 45 anni. Le cause, anche in questo caso, sono multifattoriali: variazioni ormonali, stress, micro-infiammazione cronica legata all’ambiente urbano, uso di cosmetici troppo coprenti, così come alterazioni del metabolismo. L’acne dell’adulto è molto comune e spesso persistente», spiega Guida. Ed è importante sottolineare che «va trattata correttamente perché può avere un impatto psicologico importante, sia sull’autostima sia sulla qualità della vita».
Il disagio emotivo e psicologico
Il fatto di avere un “inestetismo” così evidente, perché si trova sul viso che è spesso considerato un biglietto da visita, comporta infatti un forte disagio a livello psicologico. Vergogna, imbarazzo e, di conseguenza il tentativo di nascondere l’acne ricorrendo a trucco pesante (nel caso delle ragazze), ciuffi di capelli “coprenti” (per i maschi) non sempre sono sufficienti. Anzi, rischiano di peggiorare la situazione.
Acne: le donne sono più esposte
Come dimostrano i dati, il fenomeno impatta e molto sulle donne, chiamando in causa direttamente gli ormoni: «Gli androgeni – presenti anche nelle donne – stimolano le ghiandole sebacee; e oscillazioni legate al ciclo mestruale, alla gravidanza o a condizioni come la sindrome dell’ovaio micropolicistico possono far peggiorare nettamente la pelle. Anche per questo il ruolo del ginecologo, oltre che del dermatologo, è importante. E poi c’è un tema culturale: sulle donne pesa molto di più l’aspettativa di avere una pelle “perfetta”, e questo amplifica il vissuto di disagio», conferma la dermatologa.
Come superare il problema
Superare il senso di inadeguatezza, però, può non essere semplice: «La cosa più importante è non banalizzare. L’acne è una malattia infiammatoria vera e propria e, se non trattata correttamente, può lasciare cicatrici permanenti. Per questo è essenziale rivolgersi a un dermatologo: solo lo specialista può valutare la gravità della forma e impostare il percorso giusto per prevenire le cicatrici, che restano il vero rischio a lungo termine. Nei casi in cui siano presenti squilibri ormonali, può rendersi necessario un approccio multidisciplinare che preveda la collaborazione tra dermatologi, ginecologi ed endocrinologi», avverte Guida, che mette in guardia dall’affidarsi a presunti esperti (o rimedi fai-da-te) che possono non rivelarsi adeguati.
Attenzione a falsi “esperti” e guru social
«Oggi purtroppo proliferano “esperti” non medici – estetisti, beauty coach, consulenti vari – che propongono soluzioni semplicistiche o addirittura dannose. L’acne non si cura con consigli online o con prodotti generici: richiede competenze mediche e un approccio personalizzato. Nel frattempo, alcune buone abitudini aiutano: detergenti delicati, prodotti non comedogenici (cioè “unti”, NdR), una protezione solare adeguata, una dieta equilibrata, una gestione dello stress consapevole e un sonno regolare. Il messaggio chiave è chiaro: non aspettare che “passi da sola”. L’acne si cura, e intervenire presto significa evitare cicatrici e migliorare la qualità di vita», conclude l’esperta.