La menopausa può incidere sui rischi cardiovascolari per le donne, eppure solo l’8% ne è consapevole. Troppo spesso, invece, alcuni campanelli d’allarme sono sottovalutati o attribuiti ad altre cause. Sono cinque, invece, le domande che ci si dovrebbe porre dopo i 50 anni.
I rischi cardiovascolari in menopausa
I rischi di malattie cardiovascolari nelle donne in menopausa possono essere da 2 a 6 volte maggiori rispetto alla fase pre-menopausale. A dirlo sono i dati sull’incidenza dei problemi al cuore nella popolazione femminile, che aumentano quando viene meno la “protezione ormonale” del ciclo. Eppure solo 8 donne su 100 ne sono consapevoli: per il 92%, invece, le probabilità di andare incontro a patologie cardiovascolari sono attribuibili solo a stili di vita scorretti o ereditarietà. A dirlo è il risultato di un’indagine che mostra la distanza tra percezione e realtà.
Cos’è la trasformazione cardiometabolica in menopausa
«Non è un dettaglio ormonale, ma è una trasformazione cardiometabolica». Così spiega quello che accade al cuore delle donne in menopausa Adele Lillo, cardiologa ambulatoriale ASL Bari, DSS n°10, ex Ospedale Fallacara Triggiano in provincia di Bari. «Il cuore cambia già dalla perimenopausa, spesso intorno ai 40 anni, ma la percezione resta ferma a un’idea parziale – spiega ancora l’esperta, secondo cui è un errore «pensare che la menopausa riguardi solo vampate e umore». La cardiologa, infatti, sottolinea come «la menopausa è un fattore di rischio cardiovascolare indipendente dall’età in cui si verifica».
Sottovalutati i sintomi dei problemi al cuore nelle donne
Il calo degli estrogeni, infatti, impatta anche sul cuore, con possibili sintomi che però non sono riconosciuti come campanelli d’allarme di malattie cardiovascolari nelle donne. Come emerge dall’indagine di VediamociChiara, condotto su un campione di oltre 3.500 donne, solo il 22% delle intervistate conosce le differenze dei sintomi cardiovascolari tra uomo e donna, mentre il 78% non ne ha consapevolezza. «La cardiopatia ischemica nelle donne ha peculiarità sesso-specifiche ben documentate – chiarisce ancora Lillo – e continuare a leggerla con parametri maschili significa ritardare diagnosi e cura».
Quando e perché monitorare la pressione
«Nelle donne l’insorgenza può essere meno classica e per questo meno riconoscibile e non associabile a un problema cardiaco proprio perché i disturbi si presentano in modo più sfumato», precisa l’esperta, che esorta a non sottovalutare alcune condizioni che potrebbero indicare una sofferenza cardiaca. La ricerca, per esempio, evidenzia che il 41% delle donne identifica lo stress come fattore importante nella propria quotidianità, ma sottovaluta l’importanza della pressione arteriosa, anche quando i valori non sono ottimali: solo 4 su 10 sanno che il parametro corretto è di 80/120. Un mix che, nella fase menopausale, può diventare particolarmente rilevante.
Quando le vampate non sono solo un fastidio
I sintomi vasomotori, come vampate di calore e sudorazioni notturne, sono molto comuni e noti in menopausa: riguardano fino al 75% delle donne, ma non si tratta solo di condizioni che incidono negativamente sulla qualità della vita. Secondo studi recenti sono possibili indicatori di aumentato rischio cardiovascolare. «Quando una donna riferisce vampate intense, stress costante e valori pressori che oscillano, non possiamo leggere questi elementi come compartimenti separati. Il calo estrogenico modifica l’equilibrio cardiometabolico, lo stress agisce come amplificatore e la pressione è spesso il primo parametro che cambia».
Non banalizzare né allarmare
Un’ulteriore conferma arriva da un’altra indagine, condotta dall’Osservatorio Salute IQVIA 2026: emerge, ad esempio, che non solo appena il 54% effettua controlli medici regolari, ma 1 donna su 2 – quindi la metà – ha fattori di rischio cardiovascolari. «Banalizzare significa perdere un’opportunità di prevenzione. Non è allarmismo, ma significa intercettare segnali prima che diventino evento clinico», chiarisce la cardiologa. Da qui l’importanza di porsi alcune semplici domande, in presenza di sintomi dubbi.
5 domande che le donne devono farsi in menopausa per proteggere il cuore
Ecco le cinque domande che le donne in menopausa dovrebbero quindi porsi, secondo gli esperti:
- È solo stanchezza o qualcosa di diverso? Se l’affaticamento è nuovo, persistente e sproporzionato rispetto alle attività quotidiane, non va automaticamente attribuito alla menopausa;
- Perché mi manca il fiato anche per piccoli sforzi? Una dispnea comparsa di recente – salendo pochi gradini o camminando a ritmo normale – merita un approfondimento, soprattutto dopo i 40 anni;
- Quel fastidio al petto è davvero “niente”? Il dolore cardiaco può non essere improvviso e intenso, ma presentarsi come bruciore, pressione o senso di costrizione diffuso. Anche un dolore atipico va valutato;
- Perché sento dolore alla schiena o alla mandibola senza motivo? Nella cardiopatia ischemica femminile il dolore può irradiarsi in modo diverso rispetto alla presentazione maschile. Non sempre è localizzato al centro del torace;
- Le vampate molto intense sono solo un disturbo della menopausa? Quando sono severe, persistenti o associate a palpitazioni, le vampate possono indicare un profilo cardiometabolico più vulnerabile. Non vanno banalizzate
Essere consapevoli per prevenire
«Il cuore resta fuori dal racconto della menopausa. E quando un tema non viene nominato, semplicemente non viene riconosciuto. VediamociChiara è il portale onlife cresciuto proprio per questo, per trasformare la scienza in consapevolezza concreta, accessibile e verificata”, spiega Maria Luisa Barbarulo, ideatrice del progetto, che prevede un calendario di incontri per sostenere la salute femminile. VediamociChiara conta una community di oltre 500mila follower e una newsletter che raggiunge 450mila utenti. Offre articoli, podcast, video, vodcast, la collaborazione con oltre 40 specialisti e appuntamenti gratuiti come quello del 7 marzo a Bari, dove saranno disponibili anche 50 ECG gratuiti, all’incontro presso la Libreria Feltrinelli di Bari, con il patrocinio della ASL Bari (per info: vediamocichiara.it).