Chi non ha mai spruzzato il profumo direttamente sul collo? È un’abitudine consolidata per molti o un gesto istintivo per altri, eppure il gesto potrebbe essere pericolo per la salute, in particolare per la tiroide. A rilanciare l’allarme è stato l’infettivologo Matteo Bassetti, che in un video sui propri account social ha ricordato come spruzzarsi il profumo sul collo potrebbe interferire con il funzionamento della tiroide, con conseguenze potenziali anche sul metabolismo. Ecco perché.
Perché il profumo sul collo è pericoloso per la tiroide
La domanda che si pone Bassetti, Direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, è diretta: è salutare applicare il profumo direttamente sul collo? Altrettanto chiara è la sua risposta: «Sembrerebbe di no. Applicare il profumo sul collo potrebbe essere più dannoso di quanto sembri, poiché questa zona si trova direttamente sopra la tiroide, un organo vitale responsabile della regolazione del metabolismo, dell’energia, della temperatura e dell’equilibrio ormonale. Inoltre, la pelle del collo è sottile, sensibile e povera di ghiandole sebacee, quindi meno protetta».
Cosa dice la scienza
«Un articolo pubblicato su Environmental Health Insights – prosegue ancora Bassetti – ha messo in luce la presenza di interferenti endocrini nei prodotti profumati, come i muschi sintetici e i derivati ftalati. Sono sostanze che, assorbite attraverso la pelle o inalate, possono alterare il funzionamento ormonale nel lungo periodo. Quindi continuiamo a usare il profumo con piacere ma senza rischi, spruzzandolo o applicandolo su polsi, interno gomito, nuca che sono zone meno esposte. Dietro le orecchie, sui vestiti, sui capelli (per chi li ha)», aggiunto Bassetti con autoironia, dal momento che ne è privo.
Attenzione anche alla presenza di alcol
Come chiarisce ancora Bassetti, «Il collo è anche un centro chiave per il drenaggio linfatico, poiché contiene importanti linfonodi e vasi che filtrano le tossine e supportano la funzione immunitaria. Il problema è che in questa parte del corpo la pelle è più sottile e sensibile, e povera di ghiandole sebacee che possono difendere da possibili interazioni negative. Il problema non è tanto nelle conclusioni di quell’articolo che ho citato nel video (e che in poche ore ha totalizzato 5 milioni di visualizzazioni) quanto nella maggior irritazione che ne può derivare».
Anche l’alcol può nuocere
Agli interferenti endocrini, infatti, si può aggiungere l’effetto negativo di altre sostanze potenzialmente dannose per la salute. Tra queste c’è, per esempio, l’alcol: per questo il medico invita a scegliere «prodotti appositi senza alcool». Il motivo è che questo ingrediente tende a seccare e sensibilizzare la pelle, soprattutto se applicato sempre nello stesso punto. «Il problema comunque riguarda soprattutto prodotti sui quali non si hanno sufficienti garanzie: non ci si riferisce ai profumi di qualità certificata, quanto a quelli acquistati magari online o tramite canali non tradizionali quali possono essere i negozi: per esempio, quelli venduti in strada, sulle bancarelle o che sono fake di noti marchi, dei quali non si conosce l’esatta composizione», aggiunge Bassetti.
Gli altri ingredienti ai quali prestare attenzione
All’alcol vanno poi aggiunte altre sostanze potenzialmente in grado di creare reazioni negative, come alcuni oli essenziali: nonostante si tratti di essenze naturali, come ad esempio il bergamotto o l’arancio amaro, si tratta di prodotti fotosensibilizzanti. Significa che possono creare problemi in caso di esposizione alla luce solare diretta. In questo caso si parla di foto-tossicità, che può capitare anche con altri ingredienti dei profumi (o di creme), potenzialmente allergizzanti. I rischi in genere sono legati a reazioni cutanee, anche intense, che possono dar luogo a macchie persistenti e infiammazioni. Mentre la foto-tossicità, però, può riguardare qualsiasi parte del corpo, il collo è particolarmente sensibile ai profumi per via della posizione e per la sua fragilità.
Chi è più a rischio
Ad essere a rischio sono potenzialmente tutti, anche se «alcuni soggetti possono essere più esposti a possibili conseguenze, come chi soffre di dermatite, o disordini della tiroide e quindi subire effetti maggiori da certe sostanze. I possibili rischi possono essere anche gravi, in chi ha un’esposizione elevata, come dermatiti, asma, tumori alla mammella, al pancreas, al rene, alla prostata, ecc. – conclude Bassetti – Non vogliamo terrorizzare nessuno, ma bisogna occorre attenzione soprattutto, come detto, a quei prodotti meno controllati e di minor qualità».