Se fino a pochi anni fa l’intelligenza artificiale era considerata una tecnologia destinata soprattutto ai laboratori di ricerca e alle grandi aziende hi-tech, oggi è entrata nella quotidianità di milioni di persone. Si usa per scrivere testi, analizzare dati, tradurre documenti, creare immagini, organizzare il lavoro e perfino supportare le decisioni aziendali. Ma il cambiamento più profondo riguarda il mercato del lavoro.
Le aziende stanno cercando sempre più professionisti capaci di utilizzare l’AI per migliorare processi, prodotti e servizi. E sono disposte a pagarli molto bene. Secondo l’AI Jobs Barometer 2026 pubblicato da PwC, nel corso dell’ultimo anno gli annunci di lavoro che richiedono competenze nell’intelligenza artificiale sono aumentati del 69%, mentre gli stipendi per questi profili risultano in media più alti del 42% rispetto ad altre posizioni.
Un dato che racconta una trasformazione ormai evidente: il valore di un professionista non dipende più soltanto dagli anni di esperienza, ma sempre più dalla capacità di aggiornarsi e utilizzare le nuove tecnologie.
Le aziende cercano competenze, non semplicemente esperienza
Il report PwC ha analizzato oltre un miliardo di annunci di lavoro pubblicati in 27 Paesi, offrendo una fotografia molto precisa delle esigenze delle imprese.
Contrariamente a quanto spesso si sente dire, l’intelligenza artificiale non sta eliminando il lavoro umano. Al contrario, sta creando una domanda crescente di figure specializzate in grado di sviluppare, gestire e integrare queste tecnologie nei processi aziendali.
Le aziende cercano professionisti che sappiano trasformare l’innovazione in risultati concreti: migliorare la produttività, automatizzare attività ripetitive, analizzare grandi quantità di dati e supportare le decisioni strategiche.
Per questo motivo gli investimenti nelle competenze AI stanno aumentando rapidamente e, con essi, anche le retribuzioni.
Le professioni più richieste (e meglio pagate)
Il mercato del lavoro sta premiando soprattutto le figure capaci di combinare competenze tecnologiche, capacità analitiche e conoscenza del business.
Tra i profili più richiesti ci sono gli analisti di sistemi, professionisti che studiano le esigenze delle aziende e progettano soluzioni tecnologiche per renderle più efficienti.
Sempre più ricercati anche i Machine Learning Engineer, che sviluppano sistemi in grado di imparare dai dati, e gli specialisti in intelligenza artificiale generativa e Large Language Model (LLM), le tecnologie alla base degli strumenti come ChatGPT.
Grande richiesta anche per:
- Data Analyst;
- sviluppatori software;
- sviluppatori web;
- matematici;
- statistici;
- esperti di automazione;
- specialisti nella progettazione di applicazioni AI;
- professionisti dell’analisi dei dati.
Sono figure che lavorano spesso dietro le quinte, ma che stanno diventando indispensabili in quasi tutti i settori produttivi, dalla sanità alla finanza, dalla manifattura al commercio.
Le competenze che fanno davvero aumentare lo stipendio
Saper utilizzare ChatGPT rappresenta ormai solo il primo passo.
Le aziende cercano competenze molto più approfondite, come:
- machine learning;
- intelligenza artificiale generativa;
- progettazione di algoritmi;
- analisi dei dati;
- sviluppo software;
- automazione intelligente;
- integrazione dell’AI nei processi aziendali.
In altre parole, viene premiata la capacità di utilizzare l’intelligenza artificiale come uno strumento di lavoro e non semplicemente come un assistente digitale.
È proprio questa capacità che, secondo PwC, permette ai professionisti di ottenere retribuzioni sensibilmente superiori rispetto alla media.
I settori che stanno assumendo di più
Non è soltanto il mondo della tecnologia ad assumere.

Secondo il rapporto, il settore Tecnologia, Media e Telecomunicazioni registra la crescita più elevata delle posizioni che richiedono competenze AI, seguito dai servizi professionali, dai servizi finanziari e, sempre più spesso, anche dal comparto manifatturiero.
La trasformazione interessa ormai aziende di ogni dimensione. Anche le piccole e medie imprese stanno iniziando a cercare figure in grado di automatizzare attività, analizzare dati e rendere più efficienti i processi interni.
La situazione in Italia
Anche il nostro Paese sta vivendo questa trasformazione, sebbene con un ritmo meno sostenuto rispetto alle economie più avanzate.
Su 18,4 milioni di annunci di lavoro analizzati nel 2025, le offerte che richiedono competenze AI sono aumentate di circa 24 mila unità, arrivando a rappresentare l’1,7% del totale.
L’Italia resta ancora distante dai Paesi leader.
In India, ad esempio, oltre l’8% degli annunci richiede competenze legate all’intelligenza artificiale. Seguono Cina, Stati Uniti e Regno Unito, dove la domanda è decisamente più elevata.
Le tendenze, però, sono ormai le stesse anche nel nostro Paese: analisti di sistemi, sviluppatori software, matematici, statistici e data analyst sono tra le figure più ricercate dalle imprese.
Dove conviene costruire la propria carriera
Accanto alle competenze richieste, conta anche il contesto in cui si lavora.
Il nuovo Henley Opportunity Index 2026 ha individuato i Paesi che offrono le migliori opportunità di crescita professionale valutando sei fattori: potenziale di guadagno, possibilità di carriera, qualità dell’istruzione, prospettive occupazionali, mobilità economica e qualità della vita.
Al primo posto si colloca la Svizzera, seguita da Singapore e Australia.
Nella Top 15 figurano anche Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Austria, Emirati Arabi Uniti, Nuova Zelanda e Hong Kong.
L’Italia occupa l’undicesima posizione, un risultato che dimostra come il nostro Paese continui a offrire opportunità interessanti, soprattutto in termini di qualità della vita e possibilità di crescita professionale.
Naturalmente trasferirsi all’estero non rappresenta una soluzione automatica. Le opportunità aumentano quando un mercato dinamico incontra professionisti preparati e pronti ad aggiornarsi.
Come evitare di restare indietro
L’intelligenza artificiale sta cambiando il lavoro a una velocità mai vista prima. Per questo gli esperti consigliano di adottare un atteggiamento di apprendimento continuo.
Può essere utile verificare se la tua laurea è fra quelle che consentono un accesso più facile al mondo del lavoro, fissare obiettivi professionali concreti, seguire corsi di formazione e sviluppare capacità trasversali che permettano di affrontare i cambiamenti con maggiore sicurezza.
Anche coltivare la propria rete di contatti professionali e costruire una presenza online credibile può fare la differenza quando si cercano nuove opportunità, con l’obiettivo di ottenere più facilmente un colloquio di lavoro.
Infine, vale la pena accettare ogni tanto una sfida che esce dalla propria zona di comfort. Guidare un progetto, imparare un nuovo software o approfondire il funzionamento dell’intelligenza artificiale può diventare un investimento prezioso per il futuro.
Il lavoro del futuro è già cominciato
L‘intelligenza artificiale non sta semplicemente trasformando alcuni mestieri e contribuendo al taglio di migliaia di posti di lavoro: sta cambiando radicalmente il modo in cui costruiamo la nostra carriera.
Le professioni più richieste oggi sono quelle capaci di unire competenze tecnologiche, capacità di analisi e visione strategica. Ma il messaggio che emerge dai dati è ancora più importante: non serve essere ingegneri informatici per restare competitivi. Quello che farà davvero la differenza sarà la disponibilità a imparare, aggiornarsi e adattarsi ai cambiamenti.
Perché il lavoro del futuro non premierà solo chi conosce l’intelligenza artificiale, ma soprattutto chi saprà usarla per creare valore, collaborare con gli altri e continuare a crescere professionalmente.